I bombi possono cooperare?
    CooperazioneAnimaleComportamentoIntenzionalità

    I bombi possono cooperare?

    Uno studio rivela che la cooperazione tra i bombi va oltre la semplice somma degli sforzi individuali. Questi insetti impollinatori sembrerebbero infatti capaci di imparare a coordinarsi e a collaborare per raggiungere un obiettivo comune, come spostare un mattoncino per ottenere una ricompensa.

    Leggi l'articolo
    07/07/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
    497 Visualizzazioni
    07/07/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
    497 Visualizzazioni

    La cooperazione in natura

    Nell’universo biologico, i concetti di lotta e competizione hanno a lungo predominato la visione dell’evoluzione. Sin dalle teorie di Charles Darwin, spesso fraintese o dogmatizzate dai suoi successori, la vita è stata descritta come una lotta del più forte, in una corsa per l’adattamento e il successo riproduttivo. Tuttavia, dietro questo velo di competizione, si svela una realtà più complessa e affascinante di cosa sia la vita e di come agisca la selezione naturale. L’altruismo e la cooperazione sembrano essere infatti fenomeni pervasivi nell’universo animale. La cooperazione, in particolare, rappresenta un aspetto fondamentale del comportamento sociale, osservabile nel momento in cui due o più individui coordinano le loro azioni per raggiungere dei risultati che forniscono vantaggi comuni.

    oranghi

    Cooperazione animale e meccanismi cognitivi

    La cooperazione è un fenomeno diffuso nel mondo animale ed è stato osservato in molte specie, come in primati e cetacei, ma anche in pesci e insetti sociali. La comprensione dei meccanismi cognitivi alla base della cooperazione animale è ad oggi un argomento centrale negli studi biologici: fino a poco tempo fa si credeva che la cooperazione fosse un’eccezione e fosse limitata agli animali più vicini all’umano. Tuttavia, il progresso delle tecniche di osservazioni e di analisi etologica sta portando a una maggiore comprensione di come e perché gli animali cooperano, nonché delle complesse capacità cognitive che facilitano tali comportamenti. Una delle domande centrali in questi studi riguarda però la possibilità di studiare se gli animali comprendono o meno la natura cooperativa di un compito e in che misura, oppure se le loro azioni cooperative sono semplicemente un sottoprodotto di sforzi individuali non consapevoli.

    delfini
    XNatura

    I diversi tipi di comportamento cooperativo

    Recentemente, le ricercatrici Alicia P. Melis e Shona Duguid hanno cercato di definire quando un comportamento cooperativo può essere considerato intenzionale o meno. Esse distinguono in particolare quattro diversi tipi di comportamento cooperativo: azioni cooperative come sottoprodotto, quando le azioni congiunte non sono coordinate intenzionalmente ma si verificano come risultato di azioni individuali; cooperazione influenzata socialmente, quando le azioni congiunte sono influenzate dal comportamento degli altri, ma non vi è coordinazione intenzionale; cooperazione attivamente coordinata, quando gli animali si coordinano intenzionalmente con gli altri per raggiungere un obiettivo condiviso e dimostrano una certa comprensione del ruolo del partner; infine, cooperazione con intenzionalità condivisa, quando le azioni congiunte sono supportate da abilità cognitive motivate da rappresentazioni condivise dell’obiettivo comune.

    lupi

    Coordinazione o intenzionalità

    Mentre la cooperazione con intenzionalità condivisa è considerata un segno distintivo e unico della specie umana, dimostrata a partire già dai tre anni di vita, la cooperazione attivamente coordinata è stata osservata in diverse specie animali, come gli scimpanzè (Pan troglodytes), i delfini (Tursiops truncatus), gli orangotanghi (Pongo pygmaeus), i cebi (Cebus apella), gli elefanti asiatici (Elephas maximus), i lupi (Canis lupus), le iene macchiate (Crocuta crocuta) e i kea (Nestor notabilis). Questi animali sarebbero infatti in grado non solo di comprendere il ruolo del partner, ma sono anche in grado di aspettarlo, di comunicare con esso per svolgere l’azione congiunta o di fornire un aiuto strumentale.

    iene
    XNatura

    Cooperazione negli insetti

    Nel mondo degli insetti, al contrario, le prove a sostegno della presenza di comportamento attivamente cooperativo sono limitati. Non si conosce ancora se questi animali siano in grado di comprendere in qualche misura il ruolo dei partner nelle azioni congiunte o se la loro cooperazione sia semplicemente frutto di un sottoprodotto di azioni individuali. Uno dei pochi studi a porsi questo interrogativo è stato recentemente pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences con il titolo “Evidence for socially influenced and potentially actively coordinated cooperation by bumblebees” , esaminando come caso studio il comportamento dei bombi (Bombus terrestris) in due diversi compiti di foraggiamento cooperativo.

    bombo
    3Bee

    I compiti per i bombi

    In questo studio innovativo, i ricercatori hanno addestrato alcuni bombi a svolgere due diversi compiti che richiedevano il supporto di un compagno. Il primo esperimento vedeva gli insetti coordinarsi per spingere insieme un mattoncino al centro di un’arena per liberare l’accesso a una sostanza zuccherina di cui vanno ghiotti; nel secondo invece le coppie di bombi avevano l'obiettivo di raggiungere e toccare contemporaneamente una parete in fondo ad un tunnel doppio e trasparente, al fine di aprirla e ottenere sempre un premio zuccherato. In entrambi i casi, i bombi hanno dimostrato di essere in grado di svolgere un’azione coordinata, ma di quale tipo?

    bombi

    Aspettare l'altro

    Durante gli esperimenti e analizzando il comportamento dei singoli bombi, gli studiosi hanno osservato che le azioni svolte per risolvere i compiti assegnati erano influenzati dalla presenza del proprio partner. Nei due diversi compiti i piccoli impollinatori sembravano infatti proprio aspettare il compagno prima di svolgere l’azione. Nel primo esperimento infatti, i bombi spingevano maggiormente il mattoncino se in presenza e soprattutto quando lo faceva anche il partner. Nel secondo esperimento, invece, quando uno dei due insetti si trovava lontano dalla porta, l’altro si fermava, si girava verso di lui e tornava a muoversi verso l’obiettivo solo quando vedeva il proprio partner muoversi nella direzione giusta. La cooperazione in questi casi non è quindi solo rappresentata dalla somma degli sforzi dei singoli individui, ma sembra essere il risultato di una azione attivamente coordinata.

    Aspettare l'altro

    L’incredibile ricerca sul comportamento degli insetti

    Nonostante la tendenza dei bombi a girarsi come a cercare il loro compagno possa portare a pensare che svolgano con una certa intenzionalità delle azioni cooperative, secondo Ollie J. Loukola - uno dei principali autori dello studio - sono necessarie ulteriori prove per affermare che i bombi comprendano il ruolo del partner. Nonostante ciò, questa ricerca risulta estremamente importante in quanto contribuisce a una più ampia comprensione del comportamento e dell’evoluzione della cooperazione, in particolare nel mondo degli insetti. Studi di questo genere non solo possono fornire un nuovo framework concettuale per analizzare l’evoluzione dell’apprendimento e dell’intelligenza sociale, ma possono anche avere delle applicazioni in settori come la tecnologia, la robotica e la medicina.

    bombi

    Salvaguardare gli impollinatori

    Le recenti evidenze sulla grande varietà e complessità comportamentale dei bombi, come la capacità di apprendimento sociale e la presenza di comportamenti che possono essere ricondotti al gioco, insieme alla dimostrata capacità degli insetti di provare dolore, dovrebbero porci nella posizione di ripensare la differenza tra esseri umani e insetti, traendone della conseguenze etico-pratiche. È importante infatti compiere azioni congiunte e intenzionali per salvaguardare e proteggere attivamente queste specie, riducendo le minacce che ne causano l’inesorabile declino e che stanno mettendo a dura prova in particolare l’esistenza degli impollinatori. Una possibilità, proposta già da tempo da 3Bee, è la creazione di ambienti favorevoli alla sopravvivenza di questi animali come le Oasi 3Bee della Biodiversità, habitat urbani e agroforestali costruiti per garantire nutrimento e monitorare gli insetti impollinatori, organismi essenziali per la stabilità ecologica del nostro pianeta.

    fiori
    07/07/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
    497 Visualizzazioni
    Newsletter
    newsletter
    Iscriviti alla newsletter "Gossip biodiverso"

    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti