Un orango ha usato una pianta per curarsi una ferita
    AutomedicazioneStoriaLe 5 abitudiniImportante

    Un orango ha usato una pianta per curarsi una ferita

    Esattamente come noi, anche gli animali si feriscono e molti di loro hanno imparato a curarsi. Ne è un esempio lampante Rakus, un orango maschio adulto che è stato osservato mentre applicava foglie masticate di una piante comunemente conosciuta come Akar Kuning su una ferita che aveva sul volto.

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    29/06/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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    29/06/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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    L’automedicazione

    L’automedicazione non è una novità nel regno animale. Le api, quando attaccate dal fungo Ascosphaera apis, cominciano a raccogliere resina dalle piante, la famosa propoli, e ad utilizzarla come agente sanificante nell’alveare. Il crisocione (Chrysocyon brachyurus), per prevenire l'infestazione di pericolosi parassiti ascaridi renali, introduce nella dieta il velenoso frutto della Lobeira (Solanum lycocarpum). Cani e gatti, d'altra parte, mangiano erba per intrappolare a livello intestinale eventuali parassiti ed espellerli con le feci, oppure per rigettare tramite il vomito un alimento dannoso per la salute. Tuttavia, il caso dell'orango Rakus è straordinario perché mostra un trattamento attivo delle ferite, comportamento precedentemente osservato anche negli scimpanzé, che addirittura utilizzano insetti per curare le lesioni, sia proprie che dei loro conspecifici.

    croscione

    La storia dell'automedicazione

    All'inizio degli anni '60 è stata descritta per la prima volta la presenza di foglie intere nelle feci degli scimpanzé (Pan troglodytes) presso il torrente Gombe, in Tanzania. Alla fine degli anni '90, questo particolare comportamento di ingestione di foglie non a scopo alimentare ma curativo, è stato documentato in diversi siti di studio delle grandi scimmie africane e ha dimostrato di avere funzioni terapeutiche e antiparassitarie. Da allora, nelle grandi scimmie selvatiche, sono stati osservati vari comportamenti per il mantenimento della salute e l’automedicazione: attualmente si possono distinguere cinque abitudini distinte.

    scimpanzè
    XNatura

    Le 5 abitudini per mantenersi in salute e automedicarsi

    La preservazione della salute e l’automedicazione si può suddividere in 5 comportamenti: - i sick behavior, ovvero letargia, depressione, anoressia, scarsa pulizia, ecc; - comportamenti di evitamento per ridurre la potenziale trasmissibilità di malattie, come evitare, ad esempio, feci, cibo o acqua contaminati; - comportamenti di profilassi, come il consumo di alimenti con effetti preventivi o di mantenimento della salute; - comportamenti terapeutici, definiti dall'ingestione di una piccola quantità di sostanze biologicamente attive o tossiche senza o con scarso valore nutrizionale per il trattamento curativo di una malattia o dei suoi sintomi; - applicazione terapeutica di piante farmacologicamente attive sul corpo per il trattamento di condizioni di salute esterne o l'inserimento di tali specie nel nido come fumigante o repellente per insetti.

    cinque

    Perché questa scoperta è importante?

    L'automedicazione sotto forma di ingestione di specifiche parti della pianta è molto diffusa, anche se si manifesta poco frequentemente. Finora, la masticazione e deglutizione di foglie a tal scopo è stata segnalata negli scimpanzé (Pan sp), nei bonobo (Pan paniscus), nei gorilla (Gorilla beringei graueri), e in una sola specie di scimmia asiatica, il gibbone dalle mani bianche (Hylobates lar). Questo significa, quindi, che quanto osservato nell’orango Rakus è il primo caso documentato in cui si verifica l’applicazione di foglie masticate curative su una ferita aperta. Cerchiamo, quindi, di capire le dinamiche di questo fenomeno.

    gorilla
    XNatura

    La scoperta

    Rakus è uno dei 150 esemplari presenti nell’area di Suaq Balimbing, a Sumatra, e aveva subito una ferita al volto, probabilmente riportata durante uno scontro con un rivale. Pochi giorni dopo i ricercatori che osservano quotidianamente il gruppo di oranghi hanno fatto una scoperta sorprendente: Rakus è stato visto ricercare e cogliere con cura le foglie da una liana chiamata Fibraurea tinctoria, masticarle e, successivamente, applicare l'impasto risultante sull'area ferita per diversi minuti. Questo comportamento suggerisce una forma di automedicazione finora inedita tra gli oranghi e potrebbe rappresentare una pratica molto più diffusa di quanto si pensi.

    orango
    3Bee

    Perché siamo sicuri che si stesse medicando?

    La pianta in questione, Fibraurea tinctoria detta anche Akar Kuning, è usata anche nella medicina tradizionale proprio perché contiene alcune molecole, come i furanoditerpenoidi, che hanno effetti antipiretici e antibatterici. Proprio per questo, secondo i ricercatori, il comportamento di Rakus conferma per la prima volta l’uso consapevole ed efficiente di un autotrattamento medico. In aggiunta, c’è da puntualizzare che stiamo parlando di un'operazione molto precisa che richiede diversi minuti per la preparazione e l’applicazione che viene ripetuta più volte anche nei giorni seguenti. A maggior ragione, non può essere stata un’azione casuale.

    orango

    La guarigione straordinariamente rapida di Rakus

    Gli etologi hanno osservato Rakus applicare per la prima volta l'impasto curativo il 25 giugno 2022. Con grande sorpresa, hanno notato che già il 30 giugno, appena cinque giorni dopo, la ferita si era rimarginata e il 25 agosto era appena visibile. Questo dimostra quanto le proprietà curative della Fibraurea tinctoria siano non solo molto efficaci, ma anche estremamente veloci. Tuttavia, resta da scoprire come Rakus abbia appreso dell'effetto benefico delle foglie di questa pianta. Secondo i ricercatori, è probabile che un individuo del gruppo abbia precedentemente notato l'effetto antidolorifico delle foglie, e gli altri membri, per imitazione, ne abbiano appreso il comportamento.

    pianta

    Potrebbe essere stata una scoperta casuale

    È possibile che il trattamento delle ferite con Fibraurea tinctoria sia dovuta ad una scoperta individuale accidentale. Gli individui possono accidentalmente toccare le loro ferite mentre si nutrono di Fibraurea tinctoria e quindi applicare involontariamente il succo della pianta sulle loro ferite. Tuttavia, fino ad oggi, in 21 anni e 28.000 ore di osservazione, non sono mai stati osservati altri oranghi a Suaq che utilizzassero Fibraurea tinctoria per curare le loro ferite. Ciò può essere dovuto al fatto che raramente si incontrano oranghi feriti in questo luogo. A causa della grande disponibilità di cibo, dell'elevata tolleranza sociale tra gli oranghi e delle gerarchie sociali relativamente stabili (ogni area è solitamente abitata da un maschio dominante e da diverse femmine), ci sono pochi scontri fisici.

    punto di domanda

    Possibili origini esterne del trattamento

    Esiste, inoltre, la possibilità che il trattamento delle ferite con Fibraurea tinctoria non sia mai stato osservato fino ad ora nelle popolazioni di oranghi di Suaq per un motivo: Rakus non è vissuto sempre nella comunità di Suag, ma è nato altrove ed è arrivato successivamente in questa zona. Siccome i maschi di oranghi si spostano e si disperdono dalle loro aree natali sia durante che dopo la pubertà, percorrendo lunghe distanze per stabilirsi in nuovi territori o unirsi ad altre comunità, qualsiasi maschio adulto presente in un'area non è originario di quella zona. Inoltre, la mobilità dei maschi rende impossibile tracciare le loro origini. Pertanto, è plausibile che il comportamento osservato in Rakus di automedicazione, possa derivare dalla sua popolazione nativa e non sia originaria della popolazione di oranghi di Suaq.

    orango

    Il meglio deve ancora arrivare

    E’ evidente che restano ancora tante domande senza risposte e che sono molte le ipotesi sulle quali bisognerà lavorare in futuro. Tuttavia, questa ricerca evidenzia in modo chiaro quanto queste scimmie siano estremamente intelligenti e adattabili. Il loro comportamento innovativo e la capacità di adottare strategie autonome per la cura delle ferite offrono un esempio eclatante della loro intelligenza. La conclusione dell'articolo sottolinea l’importanza di continuare a studiare il comportamento animale, in quanto ciò può condurre a nuove scoperte e ad una maggiore comprensione della complessità del mondo naturale. Chissà quanti altri segreti nascondono questi splendidi animali.

    studio
    29/06/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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