I bombi imparano osservando i loro simili?

    Un’innovativa ricerca rivela che i bombi potrebbero essere in grado di apprendere strategie e soluzioni a problemi complessi osservando i loro conspecifici più esperti. Esplora in questo articolo la meravigliosa diversità del comportamento animale.
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    bombus terrestris

    Network tra bombi

    La capacità di apprendere dagli altri è stata a lungo considerata un tratto distintivo dell’essere umano. Tuttavia, recenti scoperte condotte da un team di ricercatori britannici hanno dimostrato che i bombi (Bombus terrestris), insetti sociali fondamentali per la biodiversità del nostro pianeta in qualità di impollinatori, sono in grado di imparare attraverso l’osservazione di esemplari addestrati dei compiti complessi e non affrontabili grazie alle sole capacità cognitive di un singolo individuo. Questa è la prima volta che un simile comportamento viene dimostrato nel mondo degli invertebrati, accennando addirittura alla possibilità di una cultura cumulativa negli insetti.

    Puzzle complessi

    Lo studio, pubblicato su Nature, dimostra che questi impollinatori sono in grado di creare una rete di conoscenze trasmissibili da un esemplare a un altro. Per poterlo verificare, i ricercatori della Queen Mary University hanno ideato una scatola con aperture a più livelli in cui è necessario spostare due levette: una prima leva blu per sbloccare il percorso e poi una rossa per far slittare la base della scatola e liberare l’accesso a una ricompensa acquosa e zuccherina, di cui i bombi vanno ghiotti. Nessun bombo da solo è stato in grado di risolvere il puzzle, perdendo facilmente interesse in esso. I ricercatori hanno quindi deciso di rilasciare un premio sia per svolgere il primo che il secondo passaggio, così da addestrare alcuni esemplari che, successivamente, sono stati in grado di risolvere l’enigma della scatola con la sola ricompensa finale.

    Bombi osservatori

    Al contrario di un precedente studio dello stesso team dove c’era la possibilità che i singoli esemplari fossero in grado di risolvere il compito attraverso proprie innovazioni comportamentali, questo secondo esperimento è così complesso da non poter essere risolto da un individuo in autonomia. Infatti, i ricercatori hanno osservato che solo gli esemplari non addestrati che assistevano alla risoluzione del puzzle da parte dei propri conspecifici esperti sono stati in grado di replicarlo, anche se la ricompensa veniva rilasciata solo alla fine.

    Difficoltà spazio-temporali

    Gli scienziati inizialmente credevano che il grado di separazione temporale e spaziale tra l'esecuzione della prima fase e la ricompensa avrebbe reso estremamente difficile, per un bombo, formare un’associazione duratura tra l’iniziale azione necessaria per sbloccare il meccanismo e la ricompensa finale. Al contrario, i bombi non addestrati e osservatori sono stati in grado di apprendere l’intero comportamento complesso anche senza che ogni singolo step fosse premiato, dimostrando un’unica capacità di apprendimento tramite osservazione. Anche se non ci sono ancora prove che queste tendenze comportamentali avvengano in esemplari selvatici, questo studio è estremamente importante perché rappresenta il primo caso verificato di apprendimento sociale nel mondo degli invertebrati.

    La cultura animale

    Per lungo tempo, l’apprendimento sociale è stato considerato un tratto distintivo della nostra specie. Oltre a essere considerata la base essenziale per lo sviluppo di una cultura cumulativa, la capacità di acquisire e trasmettere comportamenti complessi, non riducibili a prove ed errori o a proprietà creative individuali, è stato il grande discrimine che ci ha sempre separato dagli animali non umani. Tuttavia, sempre più evidenze suggeriscono che anche gli animali possono manifestare una cultura cumulativa basata su innovazioni sequenziali: comportamenti creativi e vantaggiosi possono trasmettersi nel tempo, da una generazione all’altra, e addirittura essere migliorati.

    Il lavaggio del cibo nei macachi giapponesi

    Un esempio di evoluzione culturale animale riguarda il lavaggio del cibo nei macachi giapponesi (Macaca fuscata). Dagli anni '50, i macachi dell’isola di Kōjima presero l’abitudine di accettare il cibo offerto dagli uomini e, ben presto, una giovane femmina chiamata “Ino” iniziò a lavare i tuberi e le patate dolci donatele in un ruscello d’acqua dolce per pulirle dalla sabbia. Non solo, la stessa femmina portò subito a un’altra innovazione comportamentale: iniziò infatti a sciacquare le patate nell’acqua salata per renderle più saporite. Entrambi questi comportamenti si diffusero velocemente nella colonia e furono tramandati tanto da presentare nel tempo delle modificazioni: si cominciarono a verificare dei casi di furto di cibo durante il lavaggio e addirittura alcune scimmie si scavarono delle pozze d’acqua in zone riparate per non essere derubati durante la pratica.

    L'arguzia delle cinciarelle

    Un altro esempio classico di trasmissione comportamentale coinvolge gli uccelli. Molto famoso è infatti il caso delle cinciarelle (Cyanistes caeruleus) della cittadina inglese di Swaythling che, a partire dal 1921, hanno imparato che bucando il tappo delle bottiglie di latte lasciate fuori dalle porte potevano nutrirsi del loro contenuto. Questo comportamento, trasmesso probabilmente per osservazione, fu così vantaggioso da espandersi presto in tutta Inghilterra, diffondendosi successivamente in Europa e addirittura in altre specie di uccelli, animali dalle grandi capacità imitative. L’abilità di apprendimento sociale delle cince è ampiamente studiata e si inserisce in un quadro più vasto di intelligenza aviaria. Ad esempio, i corvidi, come i corvi e le gazze, sono noti per essere estremamente intelligenti e capaci di apprendere comportamenti complessi, incluso l'utilizzo di strumenti.

    Il comportamento degli insetti eusociali

    Nonostante i comportamenti modificati e trasmessi possano indicare una possibile evoluzione culturale, attualmente vi è un ampio dibattito sui limiti e sulle potenzialità di questo fenomeno nel mondo animale. Di certo, le scoperte dei ricercatori della Queen University aprono la strada a una nuova interpretazione dell’evoluzione dell’incredibile comportamento degli insetti eusociali. Specie come api, formiche e alcuni bombi presentano infatti un’organizzazione sociale complessa, gerarchica e con individui specializzati in compiti come la riproduzione, la difesa, la raccolta del cibo e la cura delle larve. Gli organismi di queste specie agiscono in modo così strutturato e cooperativo tanto da poter interpretare ogni colonia come un superorganismo a sé stante. In questo contesto, considerare il ruolo dell’apprendimento sociale nell’evoluzione degli insetti eusociali potrebbe rappresentare il punto di svolta per svelare il mistero che li avvolge fin dalle osservazioni di Charles Darwin.

    Il gioco nei bombi

    I bombi non presentano solo un’elevatissima organizzazione sociale e una capacità di apprendimento prima d’ora mai osservata nel mondo degli invertebrati. Ulteriori studi, sempre appartenenti al gruppo di ricerca della Queen University di Londra, hanno dimostrato che i bombi giocano per puro divertimento e senza ricevere alcuna ricompensa. Questo è stato osservato in un gruppo di 45 bombi che sembravano trarre piacere dal farsi rotolare insieme a delle palline. Ancora, un’ulteriore ricerca dimostra che essi, insieme alle api, sono potenzialmente in grado di crearsi delle immagini mentali. La straordinaria complessità sociale e cognitiva dei bombi ci spinge a rivalutare le nostre conoscenze sull’universo comportamentale degli insetti.

    L'importanza della salvaguardia dei bombi

    Come già menzionato, i bombi svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della biodiversità globale. Il loro ruolo di impollinatori è però costantemente ostacolato dalla degradazione degli habitat e dall’aumento delle temperature. È fondamentale infatti monitorare le attività di questi animali e attivarci nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico attraverso progetti di conservazione concreti, come le Oasi della Biodiversità 3Bee. Questi luoghi, in cui natura e tecnologia si incontrano, sono habitat urbani e agroforestali progettati per favorire la creazione di pascoli per insetti impollinatori, come i vitali bombi. Noi umani, in quanto unica specie che ha fatto della cultura il proprio modo di vivere e di essere, abbiamo la responsabilità di agire attivamente nella salvaguardia di queste specie e di tutto il pianeta.

    Di Chiara Pertile2 aprile 2024
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    I bombi possono imparare socialmente?

    Sì, recenti scoperte condotte da un team di ricercatori britannici hanno dimostrato che i bombi (Bombus terrestris), insetti sociali fondamentali per la biodiversità del nostro pianeta in qualità di impollinatori, sono in grado di imparare attraverso l’osservazione di esemplari addestrati dei compiti complessi e non affrontabili grazie alle sole capacità cognitive di un singolo individuo. Questa è la prima volta che un simile comportamento viene dimostrato nel mondo degli invertebrati, accennando addirittura alla possibilità di una cultura cumulativa negli insetti.

    In cosa consiste l'esperimento condotto sui bombi?

    I ricercatori della Queen Mary University hanno ideato una scatola con aperture a più livelli in cui è necessario spostare due levette: una prima leva blu per sbloccare il percorso e poi una rossa per far slittare la base della scatola e liberare l’accesso a una ricompensa acquosa e zuccherina, di cui i bombi vanno ghiotti. Nessun bombo da solo è stato in grado di risolvere il puzzle, perdendo facilmente interesse in esso. I ricercatori hanno quindi deciso di rilasciare un premio sia per svolgere il primo che il secondo passaggio, così da addestrare alcuni esemplari che, successivamente, sono stati in grado di risolvere l’enigma della scatola con la sola ricompensa finale.

    L'apprendimento sociale è presente anche in altri animali?

    Sì, anche se l’apprendimento sociale è stato considerato un tratto distintivo della nostra specie. Oltre a essere considerata la base essenziale per lo sviluppo di una cultura cumulativa, la capacità di acquisire e trasmettere comportamenti complessi, non riducibili a prove ed errori o a proprietà creative individuali, è stato il grande discrimine che ci ha sempre separato dagli animali non umani. Tuttavia, sempre più evidenze suggeriscono che anche gli animali possono manifestare una cultura cumulativa basata su innovazioni sequenziali: comportamenti creativi e vantaggiosi possono trasmettersi nel tempo, da una generazione all’altra, e addirittura essere migliorati.

    I bombi giocano?

    Ulteriori studi, sempre appartenenti al gruppo di ricerca della Queen University di Londra, hanno dimostrato che i bombi giocano per puro divertimento e senza ricevere alcuna ricompensa. Questo è stato osservato in un gruppo di 45 bombi che sembravano trarre piacere dal farsi rotolare insieme a delle palline. Ancora, un’ulteriore ricerca dimostra che essi, insieme alle api, sono potenzialmente in grado di crearsi delle immagini mentali. La straordinaria complessità sociale e cognitiva dei bombi ci spinge a rivalutare le nostre conoscenze sull’universo comportamentale degli insetti.

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