Le riproduzioni più incredibili
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    Le riproduzioni più incredibili

    La biodiversità non è altro che la diversità di specie viventi presenti negli ecosistemi naturali, che si differenziano in forme, comportamenti, ma anche nel modo di riprodursi. In natura sono presenti delle modalità di riproduzione alquanto strane e insolite, ma altrettanto stupefacenti.

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    25/05/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    25/05/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    La riproduzione

    Grazie alla riproduzione, ogni specie vivente può tramandare il proprio patrimonio genetico generando una nuova prole fertile. L’evoluzione ha portato allo sviluppo di diverse modalità di riproduzione, ognuna efficace in determinate condizioni. Quando si parla di riproduzione sessuale si considera la fusione di due nuclei di due cellule, ognuna proveniente da individui differenti, appartenenti, però, alla stessa specie. Più nello specifico, si ha lo sviluppo di gameti, ovvero delle cellule sessuali coinvolte nella riproduzione. Queste cellule sono “aploidi”, ovvero contengono solo un set di cromosomi. Lo sviluppo di tali cellule avviene mediante un processo chiamato “meiosi”. A differenza delle cellule sessuali, le cellule somatiche dell’organismo sono diploidi, con un doppio set di cromosomi.

    riproduzione

    La riproduzione asessuata: generazione di cloni!

    Alcuni organismi sono in grado di riprodurre copie di sé stessi, dei cloni, senza la produzione delle cellule sessuali e quindi senza il processo di meiosi. Questa modalità di riproduzione è tipica dei batteri, delle piante e degli animali inferiori. Con la riproduzione asessuata viene meno la variabilità genetica, essendoci l’assenza dei due organismi che co-partecipano e quindi l’impossibilità di avere uno scambio di geni. La possibile variabilità genetica, che permette l’evoluzione, viene generata da mutazioni casuali del DNA.

    Riproduzione asessuata
    XNatura

    La partenogenesi: riproduzione sessuata o asessuata?

    Alcune piante e animali hanno adottato una modalità di riproduzione in cui si ha lo sviluppo della cellula uovo in assenza di fecondazione. La partenogenesi è una modalità di riproduzione che può essere considerata sessuata incompleta, poiché si ha comunque la produzione di gameti, o asessuata, non essendoci fecondazione. Una discendenza di origine partenogenica può essere composta da sole femmine, da soli maschi, o da entrambi i sessi. Gli organismi la possono praticare in modo accidentale o in modo facoltativo, o può essere obbligatoria per la loro biologia. La partenogenesi obbligatoria è adottata da alcuni organismi che si riproducono esclusivamente clonalmente, in cui si ha lo sviluppo di una popolazione di sole femmine e quindi non si rende necessaria la presenza del sesso maschile. Nonostante queste specie possano essere definite anche unisessuali, non si tratta di ermafroditismo.

    Partenogenesi nelle api

    Partenogenesi facoltativa: il caso delle api

    Gli imenotteri, tra cui api e vespe, possono adottare diverse modalità di riproduzione, da cui dipende la determinazione del sesso del futuro individuo. Le api regine sono le uniche api dell’alveare a potersi riprodurre grazie al loro apparato riproduttivo ben sviluppato. Durante l’unico volo che viene condotto dalla sovrana durante la sua vita, il volo nuziale, si ha un rilascio di ferormoni per attirare i maschi nelle circostanze, i fuchi. Durante questo momento, le regine raccolgono il seme maschile che potrà fecondare le uova per 5 anni. Tuttavia, non tutte le uova dell’ape regina vengono fecondate; infatti, si parla di partenogenesi facoltativa. Nel caso le uova vengano fecondate, la prole sarà composta da femmine diploidi. Se, al contrario, le uova non vengono fecondate, la prole sarà di maschi aploidi. La cosa più sorprendente e ancora non chiara, è che crescendo, molte cellule dei fuchi diventano diploidi e riescono comunque a produrre le cellule sessuali in forma aploide.

    Partenogenesi facoltativa nelle api
    XNatura

    L'ermafroditismo

    Alcuni organismi, sia vegetali che animali, possono produrre sia gameti maschili che femminili. La produzione delle cellule sessuali può avvenire in contemporanea o in modo sequenziale. In questo caso si parla di specie ermafrodita, in cui si ha l’assenza dei due sessi separati. Si distingue, più nello specifico, ermafroditismo sufficiente da quello insufficiente. Nel primo caso si parla di organismi in grado di autoriprodursi grazie all’autofecondazione. In questo caso, però, la variabilità genetica nella prole sarà ridotta per l’impossibilità di scambio di materiale genetico tra due individui diversi. Infatti, l’evoluzione ha affermato maggiormente l’ermafroditismo insufficiente, in cui si ha un’interazione tra due individui che posseggono entrambi i gameti maschili e femminili, e quindi si ha la possibilità di una fecondazione incrociata.

    ermafroditismo
    3Bee

    L’ermafroditismo insufficiente nei gasteropodi terrestri

    La maggior parte dei gasteropodi terrestri, come le chiocciole e le lumache di terra, sono ermafroditi. Una loro caratteristica, abbastanza insolita, è la creazione e l'utilizzo di “dardi d'amore”, che non sono altro che delle strutture a stiletto abbastanza rigide. Il dardo d'amore viene prodotto e conservato in una struttura a forma di sacco, viene ricoperto da una secrezione ghiandolare mucosa, che in una specie nota come Euhadra quaesita è stato dimostrato sopprimere i successivi accoppiamenti dell’individuo. Questo dardo viene estroflesso e sparato con grande forza, in modo da infilarsi nel corpo del partner e permettere lo scambio dei gameti dei due individui e favorire la fecondazione incrociata.

    ermafroditismo gasteropodi

    Parassitismo sessuale: il caso della rana pescatrice

    Per molto tempo i ricercatori hanno rinvenuto solo esemplari femmina di rana pescatrice con particolari forme sul ventre, ipotizzate come parassiti esterni. Con grande sorpresa si scoprì che ciò che si pensava essere un parassita, non era altro che l’individuo di sesso maschile, o più precisamente, di alcune parti anatomiche di esso. Per la riproduzione della rana pescatrice si parla di “parassitismo sessuale” poiché il maschio, generalmente di dimensioni ridotte rispetto alla femmina, si attacca al corpo femminile e digerisce parte del proprio corpo grazie alla secrezione di enzimi. Avviene una fusione dei corpi dei due individui e del maschio non rimane altro che un’appendice dotata di testicoli ricchi di gameti sessuali per la fecondazione della femmina. Il maschio, rimanendo in questo modo attaccato alla femmina, sfrutta di essa l’apparato circolatorio e tutte le altre funzioni vitali, come un parassita.

    Parassitismo sessuale: il caso della rana pescatrice

    Riproduzione piante: dall’impollinazione all’anemofilia

    Le piante hanno un modo tutto loro per riprodursi: possono sfruttare gli impollinatori, servirsi del vento o dell’acqua per il trasporto del polline, o autofecondarsi. Le piante, infatti, si dividono in monoiche e dioiche. Nel primo caso si fa riferimento alla presenza di entrambi gli organi riproduttori, femminile e maschile, sulla stessa pianta, ma in fiori separati. Nel caso, invece, delle piante dioiche, esse sono caratterizzate dalla separazione dei sessi; quindi, una pianta della stessa specie sarà in grado di produrre i gameti maschili, ovvero il polline, e un’altra pianta produrrà i gameti femminili, quindi l’ovulo all’interno dell’ovario. Il polline è il gamete che viene spesso trasportato, dal vento o dagli impollinatori in genere, da una pianta all’altra, per permettere la fecondazione incrociata. Oltre a questa distinzione, alcune piante sono in grado di produrre entrambi i gameti sullo ste

    impollinazione

    La biodiversità: ricchezza ed evoluzione

    Siamo abituati ad osservare e siamo più consci della biodiversità più “vicino” a noi, in particolare della fetta composta dai mammiferi. Tuttavia, spesso ci dimentichiamo che la maggior ricchezza in termini di biodiversità è composta da invertebrati e vegetali; caratterizzati da forme, strutture, comportamenti e habitat molto distanti da noi. La natura ha provveduto per ogni specie e per ogni habitat delle strategie di sopravvivenza e di adattamento che ci possono risultare straordinarie, ma risultano perfette per ognuna di esse. Gli adattamenti, che sono anche sottoforma di una tipica modalità di riproduzione, sono frutto della selezione naturale che opera imperterrita ed è il motore dell’evoluzione.

    evoluzione della riproduzione
    25/05/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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