EFRAG avvia una consultazione pubblica sul Set 1 degli ESRS
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    EFRAG avvia una consultazione pubblica sul Set 1 degli ESRS

    EFRAG ha avviato una consultazione pubblica per migliorare il Set 1 degli ESRS, focalizzato sui requisiti generali della rendicontazione di sostenibilità. Stakeholder e primi utilizzatori potranno contribuire con suggerimenti entro il 6 maggio, tramite questionario online.

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    11/04/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    11/04/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    L'obiettivo: rivedere i requisiti generali degli ESRS

    Il 26 febbraio 2025, l’EFRAG ha pubblicato le proposte del pacchetto Omnibus, ricevendo poco dopo dalla Commissione Europea un mandato per elaborare un parere tecnico sulla revisione degli ESRS (European Sustainability Reporting Standards). L’obiettivo è rivedere e semplificare il Set 1, la sezione che definisce i requisiti generali degli standard di sostenibilità. Il parere dovrà essere consegnato entro il 31 ottobre 2025 e costituirà la base tecnica per l’adozione di un nuovo atto delegato. EFRAG ha quindi avviato una consultazione pubblica rivolta a stakeholder, preparatori, revisori e utilizzatori, per raccogliere feedback puntuali su criticità e miglioramenti auspicabili. La consultazione prevede un questionario online e si affiancheranno interviste e workshop, con l’obiettivo di raccogliere contributi concreti su come rendere la rendicontazione di sostenibilità secondo gli standard ESRS più efficiente, coerente e accessibile.

    L'obiettivo: rivedere i requisiti generali degli ESRS

    Semplificare la valutazione di materialità

    Uno dei punti chiave oggetto della consultazione riguarda la valutazione di materialità, il processo attraverso cui le imprese definiscono quali temi di sostenibilità sono rilevanti per le loro attività. Secondo i primi feedback, le informazioni richieste sono eccessivamente dettagliate e spesso portano a un’esposizione sproporzionata di impatti, rischi e opportunità (IROs), con un carico informativo difficilmente gestibile e non allineato alla reale materialità dei temi. L’Omnibus identifica questo aspetto come critico e suggerisce di modificare i criteri di rilevanza per renderli più chiari. La consultazione invita quindi a proporre soluzioni per ottimizzare la valutazione di materialità, riducendone la complessità e assicurandosi che vengano comunicate solo le informazioni davvero significative. In quest’ottica, la semplificazione non deve ridurre la trasparenza, ma migliorare la qualità del reporting, evitando la dispersione di risorse.

    Semplificare la valutazione di materialità
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    Rendere flessibili le informazioni narrative nel reporting

    Le informazioni narrative rivestono un ruolo centrale nel reporting di sostenibilità, descrivendo aspetti quali governance, strategia, modello di business, politiche, azioni e obiettivi (PATs). Tuttavia, l’elevato livello di prescrittività dei datapoint obbligatori (“shall”) previsti nel Set 1 rende difficile per le imprese bilanciare qualità informativa, comparabilità e oneri operativi. Gli stakeholder segnalano che la mole eccessiva di requisiti narrativi compromette l’efficacia del reporting e ne riduce l’usabilità da parte degli utenti finali. Per questo motivo, la consultazione EFRAG propone di rendere opzionali o eliminare le informazioni narrative, favorendo una maggiore flessibilità redazionale e una comunicazione più efficiente. L’obiettivo è aumentare la rappresentazione fedele delle pratiche aziendali, mantenendo però una coerenza metodologica tra i diversi report di sostenibilità a livello europeo.

    Rendere flessibili le informazioni narrative nel reporting

    Chiarire le metriche quantitative per le performance ESG

    Anche le metriche quantitative, fondamentali per confrontare le performance ambientali, sociali e di governance nel tempo e tra le imprese, sono oggetto di revisione. Dai primi riscontri emerge che molte metriche sono eccessivamente dettagliate, difficili da compilare o di limitata utilità decisionale. Inoltre, sono stati integrati datapoint legati a normative UE come la SFDR, la Legge sul Clima e l’Articolo 8 del Regolamento Tassonomia, il che ha complicato ulteriormente la rendicontazione e ha aumentato il volume informativo senza una valutazione specifica della loro rilevanza. La consultazione invita a segnalare quali datapoint appaiono critici in termini di rilevanza, preparazione o comprensione, al fine di offrire spunti per razionalizzare l’apparato informativo. L’obiettivo finale è rendere i dati più chiari, proporzionati agli obiettivi del Green Deal e coerenti con le finalità della rendicontazione di sostenibilità generale.

    Chiarire le metriche quantitative per le performance ESG
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    Migliorare la struttura e l’interoperabilità degli ESRS

    Un altro nodo critico riguarda la struttura complessiva degli standard. Secondo gli stakeholder, la forma attuale dei requisiti di rendicontazione è spesso complessa e ridondante, con duplicazioni che ostacolano la leggibilità e l’efficienza dei report. Inoltre, in un contesto di crescente globalizzazione, è fondamentale che gli ESRS risultino interoperabili con gli altri framework internazionali, come gli ISSB (International Sustainability Standards Board). Il Set 1 è già stato redatto in quest’ottica, ma le proposte Omnibus mirano a rafforzare ulteriormente la convergenza tra gli standard europei e quelli globali, evitando sovrapposizioni normative e facilitando l’applicazione da parte delle imprese transnazionali. Gli stakeholder sono invitati a proporre soluzioni per migliorare la struttura degli standard, eliminare le ripetizioni e potenziare l’interoperabilità, contribuendo a rendere gli ESRS uno strumento realmente funzionale alla transizione sostenibile europea.

    Migliorare la struttura e l’interoperabilità degli ESRS
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    L'espansione di 3Bee sui mercati internazionali

    Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto "Biodiversity services EU expansion" (CUP: E43D22000480009) a valere sul bando di Regione Lombardia "PR FESR 2021-2027 – LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE 21-27", volto a supportare l'internazionalizzazione delle aziende italiane. 3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie innovative per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, supportando le imprese nella definizione di strategie climatiche personalizzate basate sull’analisi dei loro impatti e dipendenze dalla natura. Con un portfolio consolidato in Italia, Germania e Francia e partnership di rilievo, 3Bee continua la sua espansione sui mercati internazionali per creare un impatto concreto tramite la tecnologia.

    11/04/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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