La segreta coevoluzione tra umani e uccelli del miele
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    La segreta coevoluzione tra umani e uccelli del miele

    Gli uccelli della specie Indicator indicator dimostrano di rispondere efficacemente ai dialetti locali delle popolazioni umane con cui cooperano alla ricerca di colonie di api selvatiche. Scoprì di più su uno dei rari casi di coevoluzione culturale tra specie in questo articolo.

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    21/05/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    Gli uccelli indicatori

    Gli uccelli del miele (Indicator indicator), conosciuti anche come indicatori maggiori o indicatori golanera, rappresentano un’affascinante specie dalla colorazione grigio-olivastra di uccelli piciformi, appartenente allo stesso ordine dei più conosciuti picchi. Diffusi in un'ampia area dell'Africa sub-sahariana, questi volatili si nutrono principalmente di insetti e altri piccoli invertebrati, vanno ghiotti di larve e cera d'api e, come i cuculi, sono noti per deporre le proprie uova nei nidi di altre specie di uccelli. Si tratta infatti di una specie parassita di covata: appena schiuse le uova, i piccoli nascituri - grazie al loro particolare becco ad uncino - eliminano le altre uova presenti nel nido o uccidono i giovani già nati, garantendosi così l'esclusività delle cure e del nutrimento disponibile.

    indicator indicator

    Guide del miele

    Gli indicatori maggiori sono conosciuti anche per un comportamento unico in natura: guidano volontariamente l’uomo e altri predatori verso le colonie di api selvatiche, ottenendo in cambio la possibilità di nutrirsi di larve e della cera presente in esse, alimenti ricchi di energia e inaccessibili a loro a causa delle limitate capacità corporee. Questo rapporto mutualistico, che intercorre in particolare con i cacciatori del miele del popolo Yao e la popolazione di cacciatori-raccoglitori Hadza, dura da migliaia di anni. Abbiamo infatti documentazioni di un tale comportamento già nel 1569, quando il missionario portoghese João dos Santos notò la particolare passione di questi uccelli per la cera delle candele della sua chiesa in Mozambico e descrisse la loro capacità di condurre i cacciatori locali al miele.

    guide del miele
    XNatura

    La cooperazione con la mellivora

    Oltre agli umani, questi uccelli hanno anche un altro affascinante alleato: il tasso del miele (Mellivora capensis), noto anche come mellivora o ratele. Questo formidabile predatore, appartenente alla famiglia di Mustelidi, è immune al veleno dei serpenti e ha sviluppato una dentatura simile a quella del cane. La sua dieta onnivora comprende infatti una vasta gamma di alimenti, tra cui piccoli mammiferi, uccelli, rettili e insetti, ma è soprattutto al miele e alle apiche il tasso sembra rivolgere la sua maggiore attenzione. Una passione così intensa per questo alimento ha portato infatti, secondo un recente studio, a un patto di mutuo appoggio per il foraggiamento con gli uccelli del miele: se quest’ultimo infatti è in grado di localizzare gli alveari, il tasso è in grado di distruggerli. Questa reciproca collaborazione tra la mellivora e gli uccelli indicatori, benchè osservata solo localmente, offre uno straordinario esempio di adattamento e cooperazione interspecifica.

    tasso del miele

    Il popolo Hadza

    Recentemente, sembra che questi piccoli uccelli abbiano sviluppato una predilezione per un alleato ancora più potente: gli esseri umani, in particolare la popolazione Hadza, una comunità di cacciatori-raccoglitori che vive attorno al lago Eyasi, in Tanzania. In particolare, gli uccelli indicatori attirano l'attenzione dei raccoglitori di miele con richiami specifici e, volando da un albero all'altro, indicano la presenza degli alveari più nascosti e inaccessibili. In questo modo gli umani, armati di ascia e fumo, sono in grado di stordire le api e una volta che la raccolta del miele è conclusa, i nostri amici amanti della cera possono nutrirsi dei resti. Uno studio condotto nel 2014 nel Nord della Tanzania ha dimostrato che grazie alle indicazioni degli uccelli, il tasso di successo nella ricerca del miele da parte dei cacciatori-raccoglitori Hadza è aumentato fino al 560%, garantendo una resa significativamente superiore rispetto alle ricerche effettuate senza il loro aiuto.

    Popolo Hadza
    XNatura

    Comunicazione interspecifica

    Non sono però solo gli uccelli indicatori a richiamare l’attenzione del popolo Hadza. Una ricerca del 2016 dell'Università di Cambridge condotta da Claire Spottiswoode ha dimostrato infatti che la cooperazione fra queste due specie avviene attraverso una comunicazione bidirezionale. Anche gli umani infatti rispondono agli uccelli utilizzando specifici richiami che “avviano” l’azione di collaborazione e foraggiamento comune. Questo richiamo è poi diverso a seconda della popolazione di riferimento, mentre il popolo Yao, che vive in Mozambico, utilizza un suono simile ad un trillo, gli Hadza usano un fischio melodico. Questo scambio reciproco di gesti vocali, prodotto probabilmente da un processo di selezione naturale durato da migliaia di anni, rappresenta uno dei pochi casi di collaborazione tra umani e animali selvatici.

    uccello del miele
    3Bee

    Dialetti locali

    Gli uccelli indicatori del miele hanno appreso questi segnali vocali e sono in grado di riconoscere i propri alleati tra le persone che abitano nel loro areale? Questa è stata la domanda principale della dott.ssa Spottiswoode emersa dallo studio del 2016 e che vede oggi riscontro. In un recentissimo studio pubblicato su Science la ricercatrice, insieme all’antropologo Brian M. Wood, ha indagato se gli uccelli del miele mostrassero una maggiore probabilità di rispondere ai segnali del dialetto locale rispetto a quelli di un'altra cultura umana o a gesti vocali arbitrari. Incredibilmente, attraverso esperimenti di ricerca sul campo, è emerso che gli uccelli del miele nell'area degli Yao avevano una probabilità tre volte maggiore di rispondere al richiamo distintivo degli stessi rispetto al fischio degli Hadza. Al contrario, le guide del miele nell'area della Tanzania avevano una probabilità tre volte maggiore di rispondere al fischio degli Hadza rispetto al suono emesso dagli Yao.

    Indicatore maggiore

    Coevoluzione culturale

    I risultati della ricerca suggeriscono un fenomeno evoluzionistico straordinario: la variazione geografica e la correlazione tra stimolo e risposta nei segnali di comunicazione tra umani e uccelli indicatori potrebbero costituire le basi per lo studio di una coevoluzione culturale. Infatti, le tradizioni culturali di una specie, apprese socialmente, sembrano influenzare risposte coerenti in un’altra specie, creando un circolo virtuoso che rafforza la tradizione culturale della prima. È ben noto che l'essere umano è estremamente adattabile dal punto di vista culturale e ha tratto vantaggio dall'apprendimento reciproco. Sebbene negli uccelli indicatori non sia ancora dimostrata la presenza di fenomeni di apprendimento sociale, molti studi stanno evidenziando questo tratto nel mondo animale. L'ipotesi di una coevoluzione culturale potrebbe contribuire al riconoscimento di “mosaici geografici” che generano una biodiversità culturale, arricchendo lo stesso concetto stesso di biodiversità.

    Popolo Hadza

    Una cooperazione a rischio

    I legami antichi e profondi tra animali selvatici e umani, come quelli tra gli uccelli del miele e i popoli africani, sono rari in natura e pochissimi esempi sono documentati in tutto il mondo. Inoltre, tali rapporti sono sempre più a rischio: un tempo diffusa in tutto il continente, oggi la caccia al miele è praticata solo da alcuni gruppi etnici dell’Africa orientale e si sta progressivamente riducendo. Pertanto, è importante non solo agire per la conservazione e la tutela della biodiversità, come fa 3Bee attraverso attività concrete basate su soluzioni nature-based, ma anche considerare la possibilità di sostenere le popolazioni nell’ambito della tutela della biodiversità culturale, spesso in accordo e correlata alla stessa salvaguardia del nostro pianeta.

    Tanzania al tramonto
    21/05/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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