Climate Change: nel 2050 prima minaccia per la biodiversità
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    Climate Change: nel 2050 prima minaccia per la biodiversità

    Secondo un recente studio multi-modello la crisi climatica sarà probabilmente la prima causa di perdita di biodiversità entro la metà del ventunesimo secolo. Leggi di più sulle cause della perdita di biodiversità.

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    15/06/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    15/06/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    Biodiversità in pericolo

    La distruzione e la scomparsa degli ecosistemi oggi costituiscono una catastrofe globale senza precedenti. L'attività umana ha accelerato il tasso di estinzione delle specie dalle cento alle mille volte rispetto a quello naturale, portando a parere degli studiosi alla scomparsa di circa cinquanta specie al giorno. Secondo il report WWF del 2023, in una decina di anni l’impatto antropico ha infatti fatto scomparire circa il 12,5% della foresta atlantica, più del 50% delle barriere coralline e circa il 20% della foresta amazzonica. Anche l’Italia, paese dove la diversità ecologica raggiunge il più alto livello in Europa, non è stata esente da questo declino: circa il 68% degli ecosistemi italiani è in pericolo, rappresentando una grande minaccia per la biodiversità del nostro pianeta.

    foresta pluviale

    I tre livelli di biodiversità

    Ma cosa è la biodiversità? La biodiversità è composta da tre livelli interconnessi e fondamentali per il nostro pianeta: la variabilità genetica, la diversità delle specie e la varietà degli ecosistemi. La variabilità genetica rappresenta la varietà di geni presenti in una specie, fondamentale per l'adattabilità degli organismi all'ambiente. La diversità delle specie, invece, è essenziale per la produttività, l'equilibrio ecologico e la resistenza a eventuali crisi o perturbazioni degli ecosistemi. Ad esempio, gli animali impollinatori svolgono un ruolo cruciale per la sopravvivenza delle piante selvatiche e coltivate, spargendo in natura i semi; mentre altre specie, come i coralli, forniscono da rifugio e habitat a numerose specie marine. Infine, il terzo livello della varietà degli ecosistemi garantisce il corretto funzionamento dei flussi di materia ed energia, indispensabili per il mantenimento della vita sulla Terra.

    coralli
    XNatura

    I pericoli per la biodiversità

    Secondo il report di Legambiente del 2023 “Biodiversità a rischio”, le cause principali della perdita di biodiversità sono molteplici e interconnesse. Tra queste, se ne possono identificare almeno sei: la principale è la distruzione e la frammentazione degli habitat naturali, dovuta all’espansione della popolazione umana e delle sue attività, come agricoltura e urbanizzazione; la seconda è il cambiamento climatico, che con l’innalzamento delle temperature globali e l’incremento dei fenomeni meteorologici estremi, causa l’alterazione degli habitat e mette a rischio le specie; la terza è invece l’inquinamento, in particolare l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti; la quarta è l’introduzione di specie aliene invasive e la quinta è il sovrasfruttamento delle risorse naturali, in cui è incluso anche il commercio legale e illegale di specie selvatiche. Infine, le attività umane possono favorire la diffusione di organismi patogeni che impattano notevolmente sulla salute di altri organismi.

    perdita biodiversità

    Lo sfruttamento del suolo

    Anche se si è spesso portanti a pensare che il cambiamento climatico sia la principale minaccia per la biodiversità, attualmente non è così: la frammentazione di habitat, in particolare il consumo intensivo del suolo, è considerata da molti la principale causa di perdita di biodiversità. Il suolo ha infatti un ruolo fondamentale per l’equilibrio ecologico: è determinante per la crescita della vegetazione, per filtrare e trattenere il flusso delle acque verso le falde e i corsi d’acqua, riduce il rischio di alluvioni e regola i flussi energetici da e verso l’atmosfera, mitigando il clima. Esso è casa per moltissime specie viventi e custodisce circa un quarto della biodiversità di tutto il nostro pianeta. L’attività antropica ha distrutto il suolo e la sua ricchezza attraverso l’erosione del suolo e la contaminazione della vegetazione con pesticidi e fertilizzanti chimici, ampiamente utilizzati in agricoltura. Secondo le stime, l’Italia perde 2,2 metri quadrati di suolo ogni secondo.

    sfruttamento suolo
    XNatura

    Lo studio multi-modello

    L’IPBES, la Piattaforma Intergovernativa sulla Biodiversità e sui Servizi Ecosistemici del World Biodiversity Council, sostiene che lo sfruttamento e la conversione del suolo è il fattore più importante di perdita di biodiversità. Ma in che misura e soprattutto, sarà per sempre così? Per rispondere a queste domande un vasto gruppo di ricercatori di diverse università, tra cui La Sapienza di Roma e il centro tedesco per la ricerca integrativa sulla biodiversità (iDiv), ha sviluppato il primo studio multi-modello, il più comprensivo di indicatori fino ad oggi, per analizzare i trend passati e creare proiezioni future in merito all’influenza di fattori come il cambiamento nell’uso del suolo e la crisi climatica sulla biodiversità globale e sui servizi ecosistemici.

    sfruttamento suolo
    3Bee

    La principale causa di perdita di biodiversità

    Per farlo, lo studio “Global trends and scenarios for terrestrial biodiversity and ecosystem services from 1900 to 2050” pubblicato su Science, ha confrontato tredici modelli per calcolare gli effetti dell’uso del suolo e dei cambiamenti climatici, nel corso del XX secolo, su quattro parametri di biodiversità (ricchezza di specie globali, ricchezza di specie locali, integrità della biodiversità ed estensione media degli habitat delle specie) e nove servizi ecosistemici. Secondo i risultati la biodiversità globale potrebbe essere diminuita dal 2 all’11% a causa del solo cambiamento nell’uso del territorio. Inoltre, lo studio mostra un’inversione di rotta nei servizi ecosistemici: dal 1900 al 2015, infatti, i servizi di approvvigionamento, come la produzione di cibo e legname, sono moltiplicati, mentre alcuni servizi di regolamentazione degli equilibri ecologici, come l’impollinazione, sono diminuiti moderatamente portando una progressiva perdita di biodiversità globale.

    impoverimento suolo

    Il cambiamento climatico

    Oltre ad analisi passate, i ricercatori hanno calcolato come la biodiversità e i servizi ecosistemici potrebbero comportarsi in futuro. Secondo le proiezioni, nonostante lo sfruttamento del territorio rimanga un fattore determinante, entro il 2050 il cambiamento climatico potrebbe diventare il primo motore di perdita di biodiversità globale, soprattutto se non saranno fermate le emissioni di gas serra. Secondo gli studiosi, anche nello scenario migliore e più sostenibile, dove il riscaldamento globale non supera la soglia dei 2 °C e vengono implementate pratiche di utilizzo del territorio più sostenibili, la biodiversità potrebbe comunque continuare a diminuire.

    natura

    Ripensare le azioni a tutela dell’ambiente

    Anche se le proiezioni espresse dallo studio non sono previsioni definitive del futuro, è fondamentale trarre delle conclusioni da ciò che emerge da esse: anche nel migliore degli scenari possibili, la biodiversità è a rischio ed è importante pensare a delle alternative per evitare tale andamento. Pertanto, è essenziale riconsiderare le politiche governative per perseguire obiettivi più ambiziosi per la protezione del nostro pianeta. Un esempio potrebbe essere lavorare per incrementare i servizi ecosistemici di regolamentazione del nostro pianeta, come l’impollinazione. 3Bee sviluppa già da anni strategie di tutela e rigenerazione della biodiversità attraverso la salvaguardia e la creazione di corridoi ecologici per gli impollinatori. Vuoi sapere come poter fare la tua parte? Vai alle Oasi della Biodiversità.

    fiori impollinatori
    15/06/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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