Aziende e valutazione del rischio climatico
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    Aziende e valutazione del rischio climatico

    Il tema del rischio climatico è di fondamentale importanza per le aziende, che si ritrovano a doverlo valutare e ad adottare, di conseguenza, misure di adattamento. Scopri quali sono le normative europee in questo ambito e come le aziende possono gestire efficacemente questi rischi.

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    11/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    11/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    Cosa sono i rischi climatici aziendali?

    I rischi climatici per le aziende rappresentano le possibili conseguenze negative derivanti dal cambiamento climatico. Essi si suddividono in rischi fisici e di transizione. I rischi fisici includono danni alle infrastrutture causati da eventi climatici estremi come siccità, scarsità d'acqua, ondate di calore, piogge intense e innalzamento del livello del mare. I rischi di transizione, invece, derivano dalle politiche di decarbonizzazione, che comportano normative e regolamenti più severi su temi come le emissioni e la promozione di tecnologie sostenibili. Le aziende devono dunque essere pronte a identificare e gestire questi rischi per garantire la sostenibilità delle loro attività.

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    Quali sono i rischi climatici fisici per le aziende?

    I rischi fisici per le aziende comprendono possibili danni a edifici e infrastrutture causati da eventi climatici estremi come siccità, scarsità d'acqua, ondate di calore, piogge intense e innalzamento del livello del mare. Questi eventi, purtroppo, stanno diventando più frequenti e intensi a causa del cambiamento climatico. Le aziende devono effettuare valutazioni dettagliate dei rischi fisici per proteggere i propri asset e assicurare la continuità operativa. Adottare misure di prevenzione e adattamento può ridurre significativamente i costi associati a questi eventi climatici estremi.

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    Cosa sono i rischi climatici di transizione?

    I rischi di transizione derivano dalle politiche di decarbonizzazione e dalla difficoltà di anticipare cambiamenti normativi e di mercato più rigidi riguardanti temi come le emissioni, la promozione di tecnologie sostenibili e l'efficienza energetica. Le aziende devono adattarsi a queste regolamentazioni per rimanere competitive e conformi alle normative, evitando sanzioni e migliorando la loro reputazione in ambito ambientale. Un'attenta pianificazione e l'adozione di strategie sostenibili sono cruciali per mitigare i rischi di transizione e trarre vantaggio dalle opportunità offerte dalla green economy. Le stesse categorie di rischio, sono applicabili alla perdita di biodiversità, strettamente correlata al cambiamento climatico.

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    Qual è il legame tra cambiamento climatico e biodiversità?

    Come accennato, il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità sono strettamente correlati. Il riscaldamento globale e gli eventi climatici estremi, come siccità e incendi, stanno distruggendo habitat naturali e mettendo a rischio molte specie animali e vegetali. Secondo il Royal Society, il cambiamento climatico sta alterando i modelli di pioggia, intensificando gli eventi climatici estremi e acidificando gli oceani, mettendo sotto pressione le specie già minacciate da altre attività umane​​. Inoltre, il World Economic Forum rileva che quasi l'80% delle specie è minacciato dalle attività umane, e più di 1 milione di specie è a rischio estinzione​. Tuttavia, la biodiversità può anche contribuire a mitigare i cambiamenti climatici, come evidenziato da uno studio pubblicato su ScienceDaily secondo cui le specie animali - e in particolare la fauna selvatica - contribuiscono significativamente alla regolazione degli ecosistemi.

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    Cosa prevede la Direttiva CSRD?

    La Direttiva Europea sulla Rendicontazione di Sostenibilità Aziendale (CSRD) richiede alle grandi aziende di utilizzare gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) per rendicontare la propria informativa di sostenibilità. Lo standard ESRS "S1 Climate Change" stabilisce requisiti dettagliati per la rendicontazione dei rischi fisici e di transizione e la loro gestione. Questo approccio consente alle aziende di essere trasparenti nei confronti degli stakeholder riguardo ai rischi climatici affrontati e alle misure adottate. La conformità alla CSRD dunque, oltre a migliorare la trasparenza contribuisce anche a una gestione più responsabile e sostenibile dei rischi climatici.

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    Che cosa sono gli standard IFRS?

    La IFRS Foundation ha sviluppato gli "IFRS Sustainability Disclosure Standards", inclusi IFRS S1 e IFRS S2, che richiedono la rendicontazione dettagliata dei rischi climatici fisici e di transizione. Questi standard, basati sulle linee guida della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), hanno l’obiettivo di armonizzare la rendicontazione aziendale a livello internazionale, promuovendo la trasparenza. L'adozione degli standard IFRS aiuta le aziende a migliorare la loro comunicazione con investitori e stakeholder, facilitando una migliore comprensione dei rischi climatici e delle strategie di gestione adottate.

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    Che cos’è la tassonomia UE e cosa richiede alle aziende?

    La tassonomia dell'UE richiede alle grandi aziende di classificare le attività economiche che contribuiscono significativamente agli obiettivi ambientali europei, incluso l'adattamento al cambiamento climatico. La conformità alla tassonomia richiede un’importante valutazione dei rischi climatici e della vulnerabilità, così come definito nel Regolamento Delegato (UE) 2021/2139 del 4 giugno 2021. Le aziende devono garantire che le loro attività economiche non causino danni significativi e rispettino i requisiti di adattamento climatico. La valutazione del rischio e l'implementazione di misure di adattamento sono cruciali per la sostenibilità a lungo termine delle attività aziendali e per la loro resilienza ai cambiamenti climatici.

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    Come misurare l’impatto aziendale sulla biodiversità?

    3Bee, con la sua piattaforma di monitoraggio compliant con la Direttiva CSRD e gli standard di rendicontazione ESRS e GRI, consente di valutare l'impatto delle aziende sulla biodiversità in modo semplice e immediato. Qui confluiscono i dati raccolti grazie all'analisi di immagini satellitari e ai dispositivi IoT di bioacustica posizionati in campo, che vengono poi aggregati e sintetizzati in indici che permettono di ottenere una stima dell'impatto dei siti aziendali sulla biodiversità locale. L'approccio 3Bee per l'assessment, la rigenerazione e il monitoraggio della biodiversità si basa sulle linee guida del protocollo verificato XNatura. In un'unica piattaforma di monitoraggio, 3Bee consente alle aziende di ottenere dati trasparenti e oggettivi dell'impatto sulla biodiversità di tutti i siti aziendali e della supply chain. Vuoi saperne di più? Richiedi subito la tua demo.

    11/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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