Crediti di biodiversità: l’approccio di 3Bee
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    Crediti di biodiversità: l’approccio di 3Bee

    La tutela della biodiversità è sempre più fondamentale oggi, per questo nascono nuovi strumenti come i crediti di biodiversità. Che cosa sono? Come funzionano? In quali Paesi del mondo esistono ufficialmente? Approfondisci il tema in questo articolo e scopri il ruolo di 3Bee in questo contesto.

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    22/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    22/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    Biodiversità: valore intrinseco ed economico

    In un mondo che affronta sfide crescenti legate ai cambiamenti climatici, il tema della biodiversità sta acquisendo una rilevanza sempre maggiore. La resilienza climatica infatti, è strettamente legata alla conservazione e alla rigenerazione degli ecosistemi. La biodiversità - ovvero la varietà di tutte le forme di vita presenti sul nostro pianeta, dai più piccoli organismi ai grandi ecosistemi - svolge un ruolo indispensabile nel mantenere le fondamentali funzioni ecologiche. La biodiversità però, non ha solo un valore intrinseco, ma anche economico. Quest’ultimo è fondamentale in termini di servizi ecosistemici, in particolare l’impollinazione dalla quale dipendono il 75% delle colture mondiali e dunque la presenza di cibo sulle nostre tavole. Ma non solo: le aree a elevata biodiversità sono più resilienti agli eventi climatici estremi, sempre più frequenti, e all’invasione di specie alloctone.

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    Che cosa sono i crediti di biodiversità?

    In questo contesto si inseriscono i crediti di biodiversità: un credito di biodiversità è una certificazione che attesta e quantifica il miglioramento della biodiversità in una specifica area. Questo meccanismo è simile a quello dei crediti di carbonio e consente di attribuire un valore economico alle attività di conservazione, incentivando la protezione della biodiversità. Al contrario dei già noti crediti di carbonio, i crediti di biodiversità rappresentano un concetto ancora in fase emergente, ma altrettanto cruciale. Ad oggi l'Australia è l'unica nazione a riconoscere ufficialmente questi crediti a chi effettua attività di conservazione sul territorio, ma il dibattito è aperto e le potenzialità sono enormi. Un approccio simile infatti, si sta sviluppando nel Regno Unito, dove è stata recentemente pubblicata la strategia Biodiversity Net Gain.

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    XNatura

    La perdita di biodiversità: una sfida urgente

    La perdita di biodiversità infatti, è una delle sfide più urgenti da affrontare, al pari del cambiamento climatico. Nel dicembre 2022, la COP 15 - Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiversità - ha stabilito per la prima volta obiettivi internazionali per la protezione della biodiversità. Seguendo questa linea, la Nature Restoration Law ufficialmente approvata lo scorso giugno dal Consiglio UE, prevede il ripristino del 20% delle aree terrestri e marine dell’Unione Europea entro il 2030. La biodiversità è dunque sempre più al centro anche per le Istituzioni, che si incontrano regolarmente per fare il punto e porsi nuovi obiettivi, riconoscendo l’urgenza di azione in questo campo.

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    Una sfida locale in un contesto globale

    Mentre il cambiamento climatico rappresenta una crisi globale, in cui le emissioni di CO2 prodotte in un angolo del mondo influenzano l'equilibrio climatico globale, la perdita di biodiversità è una questione intrinsecamente locale. Questo significa che, a differenza della CO2 che può essere compensata in qualsiasi parte del mondo, il declino della biodiversità in una specifica area deve essere affrontato proprio lì, da chi vive e lavora sul territorio. Non possiamo delegare questa responsabilità ad altri Paesi: se perdiamo biodiversità in Italia, non la possiamo compensare altrove. Questo implica un impegno e una responsabilità che vanno ben oltre le strategie globali, richiedendo un'azione concreta e mirata su scala locale. La perdita di biodiversità non è solo una questione di conservazione, ma un problema che riguarda direttamente la resilienza e la sostenibilità delle comunità locali.

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    XNatura

    Crediti di biodiversità: il ruolo di 3Bee

    3Bee, la nature tech company che sviluppa tecnologie per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, si pone da sempre obiettivi in linea con la Nature Restoration Law. In particolare, con il progetto Oasi 3Bee della Biodiversità, la nature tech si impegna nella rigenerazione di aree a bassa biodiversità in tutta Europa, creando spazi dedicati alla protezione della biodiversità locale e degli insetti impollinatori. Nelle Oasi 3Bee della Biodiversità, l’impatto è tracciabile grazie alla tecnologia.

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    3Bee

    Valutare l’impatto sulla biodiversità: la piattaforma 3Bee

    La piattaforma 3Bee di monitoraggio della biodiversità consente ad aziende, enti e municipalità di valutare il proprio impatto sulla biodiversità. Qui confluiscono i dati raccolti grazie all’analisi di immagini satellitari e ai dispositivi IoT di bioacustica posizionati in campo, che vengono poi aggregati e sintetizzati in indici che permettono di ottenere una stima dell’impatto dei siti aziendali sulla biodiversità locale. L'approccio 3Bee per l'assessment, la rigenerazione e il monitoraggio della biodiversità si basa sulle linee guida del protocollo verificato XNatura, basato su bioacustica e remote sensing. In un'unica piattaforma di monitoraggio, 3Bee consente alle aziende di ottenere dati trasparenti e oggettivi dell'impatto sulla biodiversità di tutti i siti aziendali e della supply chain.

    piattaforma 3bee

    Crediti di biodiversità: 3Bee e il tavolo UNI PdR

    Da qualche settimana, 3Bee sta partecipando ai lavori per sviluppare una nuova PdR (prassi di riferimento), che si chiuderanno entro la fine dell’anno 2024. Proposto dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Federico II, il documento intende individuare i requisiti per la generazione di crediti di biodiversità, così da permettere alle organizzazioni che lo applicheranno di fornire un contributo concreto alla protezione, rigenerazione e conservazione della biodiversità e di dimostrare il loro impegno in tal senso avvalendosi di riscontri scientifici verificabili. La PdR delineerà le linee guida e pratiche per la gestione e valorizzazione della biodiversità sia a livello aziendale sia a livello di sito, coprendo tutti gli step chiave del processo (assessment, piano di biodiversità, implementazione, monitoraggio e reporting), oltre a definire i requisiti per la realizzazione di interventi di compensazione con eventuale generazione di crediti di biodiversità.

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    La resilienza climatica passa attraverso la biodiversità

    In un'epoca in cui la crisi climatica e la perdita di biodiversità sono tra le più grandi sfide che l'umanità deve affrontare, è fondamentale che tecnologia e natura lavorino in simbiosi per affrontare queste sfide. E così, mentre guardiamo avanti verso un futuro incerto, sappiamo almeno una cosa con certezza: la strada verso la resilienza climatica passa attraverso la biodiversità. L’approccio di 3Bee si basa sulla protezione degli ecosistemi a 360 gradi, così come richiesta dall’Unione Europea, in linea con la Direttiva CSRD e gli standard di rendicontazione internazionali (GRI, ESRS, SASB), al fine di costruire un futuro in cui la biodiversità venga messa in primo piano come pilastro indispensabile per un futuro sostenibile, sia a livello locale che globale. L’obiettivo ultimo di 3Bee infatti, è di creare un framework che tutte le imprese europee possano utilizzare per monitorare l’impatto sulla biodiversità dei loro siti aziendali.

    22/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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