Specie aliene: impatti e strategie di gestione
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    Specie aliene: impatti e strategie di gestione

    Attualmente, le specie invasive sono ampiamente riconosciute come uno dei principali contribuenti alla diminuzione della biodiversità, occupando una posizione di importanza secondaria soltanto rispetto alla perdita di habitat. Ma chi sono e perchè sono così dannose?

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    23/06/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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    23/06/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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    Le specie aliene

    Le specie aliene invasive (IAS) racchiudono tutte quelle specie animali o vegetali la cui presenza in un dato luogo è riconducibile al rilascio volontario o involontario da parte dell’uomo, permettendogli di superare le barriere biogeografiche. Sono estremamente pericolose in quanto provocano innumerevoli danni agli ecosistemi: cambiano le reti trofiche, mutano comportamenti degli animali, modificano la fornitura di risorse, alterano il ciclo dei nutrienti e influenzano ricchezza ed abbondanza delle specie autoctone aumentando, quindi, il rischio di estinzione di quest’ultime.

    parrocchetto dal collare

    Le caratteristiche delle specie aliene

    A causa della complessità dell’argomento spesso ci si confonde tra specie aliene e specie aliene invasive. La presenza delle prime è dovuta all’introduzione dell’uomo e possono avere effetti sia positivi che negativi o una combinazione di entrambi. Le seconde sono un sottoinsieme delle prime ed hanno sempre effetti negativi sull’ambiente in cui sono state importate. Vi sono poi delle caratteristiche generali che una specie deve avere per poter occupare con successo un nuovo habitat come la capacità di crescere, espandersi ed adattarsi a nuovi ambienti. Ad esempio, una pianta vascolare di successo richiede poche esigenze di germinazione, ha una rapida crescita e produce semi in grande quantità o può riprodursi per via vegetativa. Per vertebrati e invertebrati, l'adattabilità, la dieta variegata, la tolleranza alle variazioni climatiche e la diversità genetica sono determinanti. Queste peculiarità favoriscono la colonizzazione di nuovi habitat, con impatti negativi sull'ecosistema.

    robinia pseudoacacia
    XNatura

    Le specie aliene nel mondo

    Come accennato in precedenza, le specie invasive rappresentano uno dei principali motivi per i quali attualmente la biodiversità sta diminuendo. Infatti, sono presenti in tutte le categorie tassonomiche e che nessun ambiente è immune al rischio da parte di queste. Grazie al lavoro di ricerca e campionamento a livello mondiale degli ultimi anni è stato possibile creare database e resoconti completi sullo stato di diffusione delle specie aliene: questo ha permesso di analizzare la situazione in modo più specifico e mirato. E’ emerso quindi che tra le cento peggiori specie di alto profilo che necessitano di soluzioni immediate, le più numerose sono le piante (terrestri ed acquatiche), seguite da invertebrati (terrestri e acquatici) e mammiferi.

    lenticchia d'acqua

    Le piante vascolari aliene nel mondo

    In relazione alle piante vascolari, gli ultimi dati evidenziano che circa 14.000 specie hanno stabilito popolazioni aliene in almeno una zona differente dal loro areale d’orgine, rappresentando approssimativamente il 4% della flora mondiale. In Italia, una delle specie più invasive è Ailanthus altissima, introdotta soprattutto per collezione in orti botanici e successivamente per sostituzione al gelso per l’allevamento di Philosamia cynthia. E’ originaria della Cina e del Vietnam del Nord, ma attualmente è presente in tutti i continenti escluso l’Antartide. E’ una piante pioniera, quindi capace di adattarsi molto rapidamente poiché presenta poche esigenze ambientali. Ha la capacità di svilupparsi anche con molta poca luce e può crescere indisturbato anche in aree degradate e a contatto con fattori di disturbo legati all’urbanizzazione. La sua presenza comporta deterioramento del paesaggio, abbassamento della biodiversità vegetale e anche rischi per la salute umana.

    alianto
    XNatura

    Gli invertebrati alieni nel mondo

    Gli invertebrati terrestri possono causare impatti ecologici ed economici significativi quando si diffondono in nuovi habitat. Possono agire sia come parassiti di colture agricole e foreste, sia come predatori di specie autoctone, sia come vettori di malattie umane e animali. Questi effetti negativi possono danneggiare risorse agricole, ecosistemi e salute umana, richiedendo misure di gestione e controllo. In Italia, ad esempio, un insetto invasivo è l'ape resinosa (Megachile sculpturalis), originaria del Giappone e del sud-est asiatico, ora presente negli Stati Uniti e in Europa. Questa specie può nidificare nelle cavità già utilizzate come sito di nidificazione da altre api solitarie autoctone: in questo caso rimuove le larve altrui ivi presenti per deporre le proprie uova arrivando, nei casi più estremi, a bloccare l'uscita dei futuri adulti di queste specie.

    ape resinosa
    3Bee

    I mammiferi alieni nel mondo

    Su un totale di 4816 specie di mammiferi terrestri viventi, sia domestici che selvatici, si identificano 124 specie (2,6% del totale) che possono essere classificate come IAS. L’introduzione di mammiferi in nuove aree è stata principalmente guidata dalla ricerca di risorse alimentari, opportunità di caccia e scopi ricreativi. L’industria delle pellicce e il commercio degli animali domestici hanno contribuito a questo fenomeno, con conseguenti impatti negativi sull’agricoltura e sulla fauna nativa. Uno dei mammiferi invasivi più noti è lo scoiattolo nordamericano (Sciurus carolinensis), originario dell'America Nord orientale. Importato in Nord America, Europa e Sudafrica per ornamento e compagnia, danneggia colture, alberi e legname. Inoltre, entra in competizione con lo scoiattolo comune europeo su spazi e risorse, contribuendo addirittura al suo declino attraverso la trasmissione di un virus dannoso, specialmente letale per quest’ultimo.

    scoiattolo

    Analisi del futuro delle specie aliene

    L'analisi dei dati rivela un incremento costante delle specie aliene nel corso degli ultimi due secoli. Nonostante gli sforzi profusi nella ricerca, rimane grande incertezza sul potenziale impatto di queste specie sui nuovi habitat colonizzati. La diffusione di queste specie è alimentata dalla crescita demografica, dall'ampliamento del commercio globale e dai mutamenti ambientali, che favoriscono un insediamento imprevedibile di specie invasive. Senza prevenzione, il commercio continuerà a trasportare nuove specie, aprendo la strada a un possibile aumento delle minacce ecologiche. Va sottolineato che molte delle specie potenzialmente invasive sono già state introdotte, ma non hanno ancora manifestato un impatto significativo sugli ecosistemi. Inoltre, il cambiamento climatico aggraverà ulteriormente questa situazione, influenzando i tassi di introduzione, insediamento e diffusione delle specie invasive, con conseguenze potenzialmente molto dannose per ecosistemi globali.

    Futuro

    I fattori da cui potranno dipendere le future invasioni

    I tre principali fattori che modellano le invasioni biologiche sono il trasporto di merci e persone, i cambiamenti socio-economici e il mutamento climatico. Questi fenomeni sono i motori principali dell'arrivo di nuove specie aliene dove l'attività commerciale e i trasporti svolgono un ruolo predominante, ad eccezione delle regioni polari. Ulteriori fattori rilevanti comprendono le variazioni demografiche, le dinamiche migratorie e fenomeni come l’eutrofizzazione e l’inquinamento. Allo stesso modo, i cambiamenti socio economici possono influenzare la diffusione di queste specie. Infine, anche il cambiamento climatico può favorire l'espansione di specie che prima non potevano sopravvivere in determinati ambienti. È importante, dunque, capire e monitorare questi processi per proteggere la biodiversità e gli ecosistemi.

    incendio

    Urgenza e limiti nell'affrontare le specie aliene invasive

    Considerata la distribuzione delle specie aliene nelle varie zone del mondo, i modi attraverso i quali sono riuscite a spostarsi ed a espandersi e i danni da loro causate al livello ambientale, economico e sanitario, è chiaro che sarebbe necessario attuare delle misure adeguate per eradicare le loro popolazioni o,quantomeno, tenerle sotto controllo. È bene tenere a mente che i dati attuali sono sottostimati perché in alcuni paesi non sono stati effettuati studi riguardanti questo tema oppure sono ridotti e, quindi, non abbastanza rappresentativi. Inoltre, molti degli studi realizzati fino ad ora analizzano specie per specie, non facendo invece una visione più generale della situazione. In questo modo non è possibile trarre conclusioni riguardanti interi gruppi di organismi (mammiferi, anfibi, rettili ecc.) e, quindi, fare previsioni future più ampie e non relative alla singola specie.

    rana toro americana

    Strategie per la gestione delle specie aliene invasive

    La prevenzione rappresenta l'azione prioritaria per evitare l'insediamento di specie potenzialmente invasive in un’area. Rafforzare i controlli alle frontiere è fondamentale per impedire il traffico illegale di animali, piante o merci che potrebbero introdurre queste specie. Inoltre, la gestione degli habitat è cruciale: mantenere e ripristinare gli habitat in uno stato selvatico riduce la suscettibilità all'invasione da parte di specie aliene. La collaborazione internazionale è altrettanto essenziale. Attraverso lo scambio di informazioni e lo sviluppo di politiche comuni, migliora significativamente la capacità di affrontare il problema. Infine, coinvolgere i cittadini dei vari Paesi è altrettanto importante per aumentare la consapevolezza sulla questione. Questo permette di individuare più facilmente la presenza di specie aliene e di avvistare nuovi individui o popolazioni in luoghi in cui non erano mai state osservate prima.

    Collaborazione
    23/06/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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