Che cos’è lo sbiancamento dei coralli
    CoralliDove vivonoRuolo ecologicoMinacce

    Che cos’è lo sbiancamento dei coralli

    I coralli sono organismi affascinanti che sono in grado di creare un habitat che supporta una vasta biodiversità, ma sono minacciati da un insieme di fattori e dal fenomeno dello sbiancamento. Scopri cosa sono i coralli, dove vivono, cosa li minaccia e come proteggerli.

    Leggi l'articolo
    30/03/2025Di 3Bee, Niccolò Patelli
    871 Visualizzazioni
    30/03/2025Di 3Bee, Niccolò Patelli
    871 Visualizzazioni

    Che cosa sono i coralli

    I coralli sono spesso confusi con piante o rocce a causa del loro aspetto e comportamento sessile, cioè stazionario sul fondale. In realtà, sono animali marini appartenenti al phylum Cnidaria, lo stesso che comprende anche le meduse e gli anemoni di mare. Ogni corallo è una colonia composta da centinaia o migliaia di piccoli polipi (diversi dai polpi!), organismi che secernono carbonato di calcio per costruire strutture più o meno rigide. L’insieme delle strutture rigide dà origine alle barriere coralline. I coralli vivono in simbiosi con le zooxantelle, alghe microscopiche che forniscono energia ai polipi attraverso la fotosintesi. Questo rapporto è essenziale per la sopravvivenza del corallo e contribuisce alla biodiversità marina. Il ruolo dei coralli negli oceani è cruciale e va oltre il loro fascino estetico.

    coralli

    Dove vivono i coralli

    I coralli sono spesso associati ai mari tropicali, ma in realtà si trovano in molti ambienti marini, incluso il Mediterraneo, e anche in acque fredde e profonde. Le barriere coralline tropicali si sviluppano in acque calde, poco profonde e limpide, dove la luce solare penetra facilmente e supporta la fotosintesi delle zooxantelle: sono famose le barriere coralline del Mar Rosso e, soprattutto, la Grande Barriera Corallina in Australia. Tuttavia, esistono anche coralli di acque fredde, che vivono fino a 2-3.000 metri di profondità e non dipendono dalla luce solare: si nutrono filtrando il plancton e quindi non hanno bisogno di zooxantelle. Questi ecosistemi profondi sono meno appariscenti ma altrettanto importanti per la biodiversità marina. I coralli non sono solo animali tropicali, ma abitano una vasta gamma di habitat marini in tutto il mondo.

    gorgonia
    XNatura

    Il ruolo ecologico dei coralli

    Dal punto di vista biologico, i coralli sono organismi coloniali. Crescono lentamente e, se indisturbati, arrivano nel tempo a costruire strutture complesse che possono estendersi per chilometri. Esclusi i coralli di profondità, ogni polipo corallino ospita le zooxantelle, da cui riceve nutrienti, mentre in cambio offre protezione e accesso alla luce. Questa simbiosi è vitale per l’accrescimento della colonia che, a seconda della sottoclasse, può essere a scheletro duro o molle. Le barriere coralline che ne derivano sono tra gli ecosistemi più ricchi al mondo con una biodiversità paragonabile a quella delle foreste tropicali: offrono rifugio, nutrimento e zone di riproduzione a migliaia di altre specie marine. Oltre al valore ecologico, i coralli proteggono le coste dall’erosione e supportano economie locali attraverso pesca e turismo. La loro perdita comprometterebbe l’equilibrio di interi ecosistemi oceanici.

    coralli

    Le principali minacce ai coralli

    Come accade per altri organismi, come gli insetti, i coralli sono minacciati da una serie di fattori. L’inquinamento marino dato da plastica, metalli pesanti, pesticidi e fertilizzanti agricoli, altera l’equilibrio chimico dell’acqua e favorisce la proliferazione di alghe nocive. La pesca distruttiva, come quella con dinamite o reti a strascico, danneggia fisicamente le barriere coralline. Il turismo non regolamentato, con immersioni e ancoraggi sconsiderati, contribuisce ulteriormente al degrado. Queste minacce agiscono spesso in sinergia, rendendo i coralli più vulnerabili agli stress ambientali. Infine, l’acidificazione degli oceani, causata dall’aumento della CO₂ (anidride carbonica) atmosferica e dall’aumento di temperatura del mare, rende più difficile per i coralli costruire il loro scheletro calcareo e ne causa lo sbiancamento.

    coralli
    XNatura

    Che cos’è lo sbiancamento dei coralli

    Lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno che si verifica quando le zooxantelle abbandonano i tessuti del corallo: senza di loro, diventa visibile lo scheletro bianco che sostiene la colonia di polipi, da cui il nome “sbiancamento”. In condizioni normali, le zooxantelle vivono in simbiosi con i polipi e forniscono fino al 90% del loro fabbisogno energetico. Quando il corallo è sottoposto a stress, come un cambiamento rilevante della temperatura o del pH, interrompe questo rapporto simbiotico. Senza le zooxantelle, il corallo perde sia il colore che la sua principale fonte di energia, cioè il nutrimento derivante dalla fotosintesi. Se lo stress persiste troppo a lungo, il corallo perde la capacità di reintegrare le zooxantelle e arriva quindi a morire. Lo sbiancamento non è sempre irreversibile, ma richiede condizioni ambientali favorevoli per un eventuale recupero e rimane il rischio che si perda sempre più biodiversità, sia in termini di habitat che di genetica.

    sbiancamento dei coralli
    3Bee

    Le cause dello sbiancamento dei coralli

    La causa principale dello sbiancamento dei coralli è l’aumento della temperatura dell’acqua marina, legato al cambiamento climatico globale. Le ondate di calore marine, sempre più frequenti e intense, restano in assoluto la causa principale di questo fenomeno. Temperature maggiori negli oceani causano stress ossidativo nel corallo, il quale spinge i polipi a espellere le zooxantelle dall’organismo. Anche variazioni anomale della salinità, l’eccessiva esposizione alla luce solare e l’inquinamento chimico possono contribuire al fenomeno. I pesticidi e i metalli pesanti possono causare altri problemi perché interferiscono con i processi biologici delle zooxantelle. Insieme, questi fattori rendono il corallo incapace di mantenere la simbiosi, attivando il processo di sbiancamento.

    sbiancamento

    Resilienza e vulnerabilità dei coralli

    Non tutti i coralli reagiscono allo stesso modo allo sbiancamento. Alcuni coralli, come quelli del genere Porites, mostrano una maggiore tolleranza al calore e possono sopravvivere e reintegrare le zooxantelle anche dopo episodi di sbiancamento prolungato. Altre, come Acropora, sono molto sensibili e deperiscono molto rapidamente perché non sono in grado di recuperare la simbiosi. La resilienza dipende anche dalla profondità e dalla localizzazione geografica: i coralli di acque profonde o quelli situati in acque leggermente più fredde hanno maggiori probabilità di resistere. Tuttavia, la capacità di recupero di una barriera dipende dalla frequenza e dalla durata degli eventi di stress: se gli intervalli tra un evento e l’altro sono troppo brevi o se gli eventi stessi durano molto a lungo, anche le specie più resistenti non riescono a rigenerarsi.

    Acropora

    Le aree più colpite e quelle meno a rischio

    Le regioni tropicali del Pacifico, come la Grande Barriera Corallina e le barriere delle isole del Pacifico centrale, sono tra le più colpite dallo sbiancamento a causa dell’aumento della temperatura oceanica e della maggiore sensibilità delle specie che le popolano. In queste zone, vivono organismi di dimensioni davvero enormi. Anche il Mar dei Caraibi ha subito eventi gravi, con perdite significative di biodiversità. Invece, alcune aree del Mar Rosso, in particolare il Golfo di Aqaba, sembrano ospitare coralli più resistenti al calore. Anche i coralli dell’oceano Indiano meridionale hanno dimostrato una certa resilienza. Le aree meno colpite tendono ad avere acque più profonde, meno soggette a variazioni termiche, o condizioni locali che mitigano gli effetti del cambiamento climatico.

    Grande Barriera Corallina

    Ripopolare le zone colpite

    I grandi eventi di sbiancamento portano spesso a un cambiamento degli ecosistemi delle zone colpite, a volte anche profondi. Per contrastare gli effetti dello sbiancamento, si stanno sperimentando diverse tecniche di ripopolamento corallino. Una delle più diffuse è il “coral gardening”, che consiste nel coltivare frammenti di corallo in zone usate come vivai sottomarini fino a che non sono sufficientemente maturi, per poi trapiantare gli animali in aree degradate. Altre tecniche includono la selezione di specie più resistenti e il trapianto di coralli termotolleranti dove le barriere sono molto danneggiate. Anche l’uso di supporti artificiali, come strutture in metallo o anche barche appositamente affondate, sono strumenti promettenti per la ricostruzione delle barriere. Tuttavia, il successo di questi interventi dipende dal controllo delle cause che hanno portato al degrado, altrimenti i nuovi coralli rischiano anch’essi di soccombere.

    Mar rosso

    L’importanza di preservare i coralli

    Conservare i coralli significa preservare un pilastro fondamentale della biodiversità marina. Le barriere coralline sono preziose per la biodiversità marina, anche se coprono meno dell’1% del fondale oceanico ospitano oltre il 25% delle specie marine. Il declino che stanno affrontando rischia di avere ripercussioni ecologiche, economiche e sociali su scala globale. La conservazione passa attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra, la regolamentazione delle attività costiere, la tutela delle aree marine protette e l’educazione ambientale. È fondamentale un approccio integrato che coinvolga scienziati e governi, ma anche comunità locali e cittadini che collaborino per una maggiore sostenibilità dell’ecoturismo nelle zone con barriere coralline. Solo attraverso un impegno collettivo possiamo garantire un futuro alle barriere coralline e agli ecosistemi che da esse dipendono.

    Corallo sbiancato
    30/03/2025Di 3Bee, Niccolò Patelli
    871 Visualizzazioni
    Newsletter
    newsletter
    Iscriviti alla newsletter "Gossip biodiverso"

    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti