Le cozze del mare Adriatico stanno soffocando a causa del caldo anomalo
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    Le cozze del mare Adriatico stanno soffocando a causa del caldo anomalo

    Le popolari cozze del Mediterraneo hanno subito un tracollo. Il mare Adriatico, quest’anno, ha visto picchi di temperatura superiori ai 30°C, portando anche alla produzione di quantità massicce di mucillagine. Entrambi i fenomeni sono frutti amari del cambiamento climatico.

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    29/09/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    29/09/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    Moria di cozze per colpa delle acque bollenti

    Dopo l’allarme mucillagini di quest’estate, il mar Adriatico è stato colpito nuovamente dai cambiamenti climatici. Pescatori, allevatori e cittadini hanno segnalato una moria di cozze nell’Adriatico, in particolare nella zona delle Marche. La notizia è arrivata in parallelo all’ennesima registrazione di temperature al di fuori della norma delle acque superficiali, che hanno toccato valori di 30°C. Infatti, negli ultimi anni, la temperatura superficiale estiva del mar Adriatico supera spesso i 28°C, mentre 20-30 anni fa era generalmente tra 26-27°C, riflettendo l’impatto dei cambiamenti climatici sulla regione.

    temperature elevate mar adriatico

    Il Mar Adriatico si sta riscaldando velocemente

    Il mar Mediterraneo si sta riscaldando ad un ritmo molto elevato, superiore a quello degli oceani. Negli ultimi 63 anni, la temperatura in tutto il bacino Mediterraneo è aumentata di 1,1 °C, con punte che superano i 28-29°C durante l'estate. Durante il mese di luglio 2024, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc) ha registrato un'anomalia significativa della temperatura superficiale, con l'Adriatico che risulta essere la zona più calda. Tradizionalmente considerato un mare temperato, l'Adriatico, a causa della sua conformazione semi-chiusa e dalle acque relativamente poco profonde, è soggetto a un riscaldamento più rapido rispetto ad altri bacini.

    Mar Adriatico
    XNatura

    Conseguenze del riscaldamento dell’acqua sulle cozze

    Il riscaldamento delle acque si riflette in una situazione pericolosa per gli ecosistemi marini e costieri, poiché, oltre a mettere in difficoltà le specie autoctone che ci vivono, pone le basi per la diffusione e lo sviluppo di specie aliene invasive. Le specie alloctone sono un grave danno per gli ecosistemi, e ne è un esempio il granchio blu, che si è ampiamente diffuso causando disagi e perdite. La diminuzione della biodiversità marina che ne deriva e il parallelo aumento delle specie aliene si riflettono in una minaccia concreta per gli ecosistemi marini e i servizi che ne derivano.

    riscaldamento dei mari

    Gli enti di ricerca sono al lavoro

    Il CNR IRBIM di Ancona, l'Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche, si dedica allo studio degli ecosistemi e della biodiversità degli oceani e dei mari. Recentemente ha osservato un grave evento di mortalità di massa del mosciolo selvatico e delle popolazioni allevate, lungo la riviera del Conero. Le possibili cause di questo fenomeno sono molteplici, ma si suppone che il cambiamento climatico, sia in modo diretto che indiretto, sia il fattore principale coinvolto. Quest'estate, infatti, le coste adriatiche hanno subito intense ondate di calore marino, con temperature che hanno superato i 30 gradi, come documentato dalla rete di boe del CNR-IRBIM.

    Moria di cozze mar Adriatico
    XNatura

    Il monitoraggio delle cozze da parte di CNR-IRBIM

    Il CNR-IRBIM si avvale di una rete di osservazione meteo-marina per monitorare in modo dettagliato diverse variabili, come ad esempio la temperatura dell’acqua. Questa rete è costituita da boe e mede posizionate nel mare Adriatico, dove quest’estate si sono registrati periodi di temperature particolarmente elevate. Il monitoraggio dell'ambiente marino è un'attività cruciale che consente di valutare lo stato di salute del mare, rilevare anomalie, predire possibili sviluppi futuri e comprendere le conseguenze delle attività umane, incluso il cambiamento climatico. I dati raccolti dalla Rete Osservativa del CNR-IRBIM sono disponibili in tempo reale e possono essere consultati non solo dalla comunità scientifica, ma anche dai cittadini, che possono accedere facilmente alle sezioni dedicate a ciascuna boa.

    Boe monitoraggio
    3Bee

    La cozza del Mar Mediterraneo

    Mytilus galloprovincialis è il nome scientifico della popolare cozza del mar Mediterraneo, chiamata anche mitilo o mosciolo selvatico. La cozza è un mollusco bivalve, facile da scorgere su scogli emersi e sommersi in tutto il Mediterraneo. La sua distribuzione però è più ampia, infatti la si può trovare sulle coste del mar Nero e su quelle atlantiche. Le cozze, come tutti i bivalvi, sono dei filtratori: attraverso le branchie filtrano una gran quantità di acqua trattenendone particelle e microorganismi in essa sospesi, alimentandosi e depurando l’acqua al tempo stesso.

    Cozza del Mar Mediterraneo

    L'impatto del cambiamento climatico sulla moria di cozze

    Ogni specie vivente ha una sua nicchia climatica, il che significa che può vivere e sopravvivere in un determinato range di temperatura. Alcune specie possono essere più sensibili di altre, avendo meno strumenti a disposizione per adattarsi e proteggersi nel caso di condizioni avverse. Tuttavia, per ogni specie esiste un limite al di sopra o al di sotto del quale la sopravvivenza non è più garantita. Nel caso dei mitili, quando l’acqua è troppo calda, il filamento che permette loro di rimanere attaccati al substrato roccioso si indebolisce, esponendo questi bivalvi al rischio di essere trasportati da correnti e mareggiate. Inoltre, periodi prolungati di siccità compromettono la capacità di nutrirsi adeguatamente e quindi, deboli, diventano facili incubatori di patogeni e vittime di predatori.

    moria di cozze per le temperature troppo alte

    I danni ecosistemici che ne derivano

    I mitili, essendo molluschi filtratori, ricoprono un ruolo cruciale negli ecosistemi marini grazie alla loro capacità di depurare le acque. I bivalvi, come i mitili, vengono utilizzati come bioindicatori, ossia organismi che permettono di valutare le modifiche della qualità ambientale. Infatti, in presenza di stress, sia naturale che antropico, questi organismi mostrano variazioni del proprio stato naturale rilevabili. La scomparsa dei mitili potrebbe avere conseguenze significative sulla biodiversità e sulla funzionalità degli ecosistemi costieri. Pertanto, la moria dei moscioli nell'area del Conero rappresenta un campanello d'allarme che sottolinea l'importanza di proteggere il nostro ambiente marino.

    Moria di cozze grave danno ecosistemico

    Si registrano anche danni economici e culturali

    I mitili rappresentano una risorsa fondamentale per l'Italia e per numerosi altri paesi del Mediterraneo. Sebbene un tempo fossero considerati una risorsa illimitata, oggi sono gravemente minacciati. La moria verificatasi la scorsa estate nell'area del monte Conero ha comportato notevoli problemi socio-economici e culturali, colpendo duramente gli allevamenti, la pesca e la tradizione gastronomica locale. Infatti, essendo molto apprezzati, ogni anno in Italia vengono vendute oltre 80.000 tonnellate di mitili, determinando una significativa fonte di reddito, ora a rischio.

    Allevamenti di cozze danni economici
    29/09/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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