Scoperto il più grande corallo al mondo nell'Oceano Pacifico
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    Scoperto il più grande corallo al mondo nell'Oceano Pacifico

    Ha 300 anni e può essere visto persino dallo spazio: il corallo più grande al mondo è stato scoperto nell'Oceano Pacifico grazie a una spedizione della National Geographic Society lo scorso ottobre 2024.

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    06/12/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    06/12/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    La scoperta del corallo più grande al mondo

    Durante la spedizione Pristine Seas della National Geographic Society, nelle acque dell’Oceano Pacifico attorno alle Isole Salomone, i sommozzatori hanno fatto una scoperta straordinaria: l'animale più grande al mondo. La scoperta, avvenuta ad ottobre 2024, è stata casuale. La squadra, inizialmente, ha scambiato l’animale per un relitto sul fondale marino, senza riuscire a identificarlo correttamente. In realtà, si trattava di una colonia di coralli, lunga 32 metri, larga 34 e alta 5, con un’età superiore a 300 anni. Composta da oltre un miliardo di polipi geneticamente identici che operano come un unico organismo, questa colonia è così grande da essere visibile persino dallo spazio.

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    Isole Salomone: un tesoro di biodiversità marina

    Le Isole Salomone, dove è avvenuta la scoperta del corallo più grande al mondo, si trovano in un arcipelago nel Pacifico sud-occidentale, composto da sei isole principali e oltre 900 isole minori. Questa regione è famosa per la sua straordinaria biodiversità marina, dovuta alla posizione nel Triangolo dei Coralli, una delle aree più ricche di vita marina al mondo. I suoi ecosistemi comprendono barriere coralline, mangrovie, praterie di fanerogame marine e profonde fosse oceaniche, che ospitano più di 500 specie di coralli e migliaia di altre specie marine, tra cui pesci, crostacei, molluschi e altre creature.

    isole salomone ricche di biodiversità marina
    XNatura

    Il mondo dei coralli: architetti marini

    I coralli sono organismi appartenenti al regno animale, noti per i loro colori vivaci e per l'importante ruolo che svolgono nell'ecosistema marino. Sono imparentati con meduse e anemoni, facendo parte del gruppo degli cnidari. Questi affascinanti organismi sono costituiti da polipi, piccoli animali invertebrati, che vivono in simbiosi con alghe unicellulari. Le alghe, attraverso la fotosintesi, producono ossigeno e zuccheri, che vengono utilizzati dai polipi come nutrimento, mentre i coralli offrono loro un ambiente protetto e sostanze nutritive. Unici nel loro genere, i coralli sono in grado di costruire formazioni complesse e durevoli: i polipi secernono calcare, creando scheletri che possono richiedere secoli per formarsi. Questi scheletri, che spesso ricordano la forma di fiori, sono la base delle barriere coralline. Sono organismi per lo più coloniali, formati da tantissimi piccoli polipi, ognuno dei quali contribuisce alla crescita e alla solidità della struttura calcarea.

    scheletri calcarei coralli

    La biodiversità corallina

    I coralli presentano diverse forme e colori e comunemente vengono divisi principalmente in due categorie: coralli duri, che possiedono uno scheletro calcareo, e coralli molli, che si fissano a una superficie dura e si nutrono dei nutrienti presenti nell'acqua circostante. Tuttavia, questa terminologia non è propriamente corretta. Un esempio di corallo cosiddetto molle sono le gorgonie, o coralli cornei, che assumono una forma simile a quella di cespugli. Sebbene la maggior parte dei coralli sia di natura coloniale, esistono anche specie solitarie. Le colonie coralline, tra gli organismi animali più antichi al mondo, non si sviluppano solo nei mari caldi, ma si trovano anche in acque più fredde, come quelle della Scandinavia e della Gran Bretagna.

    biodiversità corallina
    XNatura

    I coralli sono habitat cruciali per le specie marine

    Le barriere coralline, anche conosciute come reef, ospitano circa un quarto delle specie marine, sia animali che vegetali. Questi ecosistemi offrono rifugio a specie iconiche come tartarughe marine, mante e squali, svolgendo un ruolo cruciale anche nel sostentamento delle comunità locali, che dipendono da esse per molte delle loro attività quotidiane. Le barriere coralline sono tra gli ambienti naturali più ricchi di biodiversità al mondo, ma anche tra i più vulnerabili. La loro crescita e la formazione di strutture calcaree richiedono secoli, ma la loro distruzione può avvenire in un istante. I cambiamenti climatici, gli sversamenti di petrolio, l'attività di pesca intensiva e il commercio illegale di corallo minacciano gravemente la sopravvivenza di questi straordinari ecosistemi.

    barriere coralline habitat cruciali
    3Bee

    Il corallo più grande al mondo ha circa 3 secoli di vita

    Il corallo più grande al mondo, recentemente scoperto dalla National Geographic Society, è un corallo duro appartenente alla specie Pavona clavus, noto comunemente come corallo a scapola. I ricercatori, per stimare l’età di un corallo, utilizzano la sua altezza, e nel caso di questo esemplare, che misura circa 1 metro e mezzo, hanno calcolato un’età di circa 300 anni. Tuttavia, esprimono il dubbio che possa essere ancora più antico. Durante la sua lunga vita, questo gigantesco organismo ha assistito a cambiamenti significativi nell’oceano, tra cui il riscaldamento globale, la pesca eccessiva, l’inquinamento, l’urbanizzazione e l’acidificazione degli oceani.

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    Rischi e preoccupazioni per il corallo più grande al mondo

    Nonostante il corallo appena scoperto stia godendo di ottima salute, i ricercatori sono preoccupati per le numerose minacce che gravano su tutti i coralli, come il riscaldamento globale e la pesca eccessiva. Durante una visita a una barriera corallina vicina, la squadra della spedizione ha osservato con rammarico che molti coralli erano già morti. Tuttavia, non è ancora chiaro quanto la nuova colonia scoperta possa resistere alle gravi minacce globali che mettono a rischio gli ecosistemi marini. Rimane impressionante che una colonia così imponente sia stata scoperta solo ora. Diventa quindi sempre più urgente adottare misure di protezione più rigorose per gli habitat marini delle Isole Salomone.

    rischi e preoccupazioni per il corallo più grande al mondo

    La resilienza dei coralli ai cambiamenti climatici

    La crisi climatica, causata principalmente dall'attività umana, sta rendendo l'oceano più caldo e acido, minacciando i coralli in tutto il mondo. L'aumento dell'anidride carbonica altera il pH dell'acqua, causando stress ai coralli che, per formare il loro scheletro, utilizzano il carbonato di calcio presente nell'acqua. Quando le acque diventano più acide, questo processo diventa più difficile, impedendo ai coralli di crescere forti e sani. Con il 77% delle barriere coralline globali colpito dallo sbiancamento nel periodo 2023-2024, la scoperta di una colonia così grande e in buone condizioni offre speranza. I ricercatori ritengono che la sua posizione in acque più profonde e fresche, protetta da un pendio e da una piattaforma, possa essere la chiave della sua resistenza.

    resilienza dei coralli

    Un grido di speranza per la tutela degli ecosistemi marini

    La scoperta di questo mega-corallo sottolinea l'urgenza di proteggere e restaurare le aree naturali del nostro pianeta. Un riscaldamento globale superiore a 1,5°C sarebbe devastante per le barriere coralline. È essenziale ridurre gradualmente l'uso di combustibili fossili e proteggere almeno il 30% degli oceani per proteggere questo tesoro marino. Attualmente, solo l'8,4% dei mari è protetto da leggi e regolamenti. In un momento di crescente distruzione ambientale, la scoperta di un fenomeno così straordinario sembra un grido di speranza e aiuto da parte dei coralli.

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    06/12/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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