Analisi di materialità e biodiversità: un tema chiave per il reporting aziendale
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    Analisi di materialità e biodiversità: un tema chiave per il reporting aziendale

    La biodiversità è sempre più rilevante per le aziende, ma come capire se è materiale per il proprio business? L’analisi di materialità aiuta a valutare i rischi e le opportunità legati alla natura, in linea con la doppia materialità richiesta dalla CSRD. Scopriamo come applicarla alla biodiversità.

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    04/03/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    Come definire i temi materiali per il reporting aziendale

    Per un’azienda, definire i temi materiali significa individuare gli aspetti ambientali, sociali ed economici che influenzano il proprio business e i suoi stakeholder. Questo avviene tramite un’analisi strutturata, che integra dati, coinvolgimento delle parti interessate e valutazione dei rischi e delle opportunità. Con l’introduzione della Direttiva CSRD, la materialità si divide in due dimensioni: finanziaria, che considera gli impatti economici sul business, e di impatto, che valuta gli effetti dell’azienda sull’ambiente e la società. Questa doppia prospettiva è essenziale anche per comprendere se la biodiversità sia un tema rilevante nel reporting aziendale.

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    Il processo di analisi di materialità

    Sappiamo che per definire i propri temi materiali, un'azienda deve condurre un'analisi di materialità, identificando gli aspetti ambientali, sociali ed economici più rilevanti per il proprio business e per gli stakeholder. Questo processo prevede la raccolta di dati interni ed esterni, il coinvolgimento degli stakeholder attraverso interviste o sondaggi, e la valutazione dei rischi e delle opportunità legati a ciascun tema. Nel contesto della doppia materialità richiesta dalla Direttiva CSRD, l'azienda deve considerare sia gli impatti finanziari (materialità finanziaria) sia gli effetti delle proprie attività sull’ambiente e sulla società (materialità di impatto). Questo processo deve quindi essere applicato anche al tema della biodiversità per comprendere se questo rappresenta un tema effettivamente rilevante per l’azienda.

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    Gli standard ESRS e il framework della TNFD

    Attualmente l’EFRAG sta lavorando all’elaborazione di standard settoriali per aiutare le aziende a identificare i temi più rilevanti per il proprio settore, ma tali standard non sono ancora stati emanati. Tuttavia, sebbene non impongano obblighi settoriali specifici, gli ESRS fanno riferimento a un framework internazionale, la Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD), che ha l'obiettivo di fornire linee guida rispetto ai target che le aziende si possono porre riguardo la tutela della biodiversità.

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    Settori prioritari per la biodiversità secondo la TNFD

    La TNFD ha individuato una lista di settori prioritari per cui la biodiversità è un tema di rilievo. Tra questi troviamo: agricoltura e allevamento, silvicoltura; costruzione e ingegneria, petrolio e gas (dalla fase midstream ai servizi); produzione di energia e servizi pubblici; servizi idrici e dei rifiuti; alimenti e bevande; prodotti di carta e legno; materiali da costruzione, prodotti chimici; estrazione del carbone, attività minerarie; farmaceutico e biotecnologico; tessili, accessori, calzature e gioielli, tabacco e trasporti. Questa lista evidenzia come la maggior parte dei settori produttivi sia strettamente legata alla biodiversità, con poche eccezioni nel settore terziario.

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    Materialità: valutare i driver di perdita biodiversità

    La valutazione di materialità tiene anche conto del contributo dell’azienda ai principali driver di perdita di biodiversità, come definiti dall’IPBES: cambiamento climatico, cambiamento dell’uso del suolo, sfruttamento diretto delle risorse, specie aliene invasive e inquinamento. Tuttavia, poiché le informazioni fornite nella dichiarazione di sostenibilità, inclusa nella relazione sulla gestione, sono soggette a un processo di assurance, seppur inizialmente limitato, anche l'analisi di materialità deve rispettare criteri chiari e verificabili. Questo è fondamentale per ridurre il rischio che un'azienda escluda tematiche rilevanti, come la biodiversità, quando in realtà dovrebbero essere considerate centrali.

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    L'espansione di 3Bee sui mercati internazionali

    Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto "Biodiversity services EU expansion" (CUP: E43D22000480009) a valere sul bando di Regione Lombardia "PR FESR 2021-2027 – LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE 21-27", volto a supportare l'internazionalizzazione delle aziende italiane. 3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie innovative per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, supportando le imprese nella definizione di strategie climatiche personalizzate basate sull’analisi dei loro impatti e dipendenze dalla natura. Con un portfolio consolidato in Italia, Germania e Francia e partnership di rilievo, 3Bee continua la sua espansione sui mercati internazionali per creare un impatto concreto tramite la tecnologia

    04/03/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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