Direttiva CSRD: approvato il decreto di recepimento
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    Direttiva CSRD: approvato il decreto di recepimento

    Il 30 agosto, l'Italia ha approvato il decreto per il recepimento della Direttiva CSRD, aprendo la strada a nuovi standard di sostenibilità aziendale. Approfondisci in questo articolo le implicazioni della Direttiva CSRD sul reporting aziendale e le prossime tappe per la sua implementazione.

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    02/09/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    02/09/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    Direttiva CSRD: recepite le norme UE sulla sostenibilità

    Il 30 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE 2022/2464, più comunemente nota come Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), segnando un passaggio fondamentale per l'adeguamento della normativa italiana alle direttive europee sulla sostenibilità aziendale. La Direttiva CSRD, infatti, comporta un ampliamento dei requisiti di divulgazione per le aziende, estendendoli ben oltre gli aspetti economici e includendo anche quelli ambientali, sociali e di governance (ESG), rafforzando così il quadro di rendicontazione societaria per una sostenibilità più integrata e trasparente.

    Direttiva CSRD

    Direttiva CSRD: impatto sul reporting aziendale

    Con l'attuazione di questo decreto, le imprese italiane dovranno adottare nuovi standard per il "reporting non finanziario", introducendo requisiti per la rendicontazione di aspetti quali l'impatto ambientale e sociale. Le modifiche normative comportano una sostituzione della precedente Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) con un sistema di reporting più robusto e dettagliato, che ora comprende il concetto di "doppia materialità". Questo approccio non valuta soltanto l'impatto delle attività aziendali sull'ambiente e sulla società, ma considera anche come questi fattori influenzino le performance aziendali, incrementando la trasparenza e mitigando i rischi legati a questioni ESG.

    3Bee monitoraggio
    XNatura

    L'approccio 3Bee, in linea con la Direttiva CSRD

    3Bee segue da tempo le evoluzioni normative legate alla Direttiva CSRD, sia con riferimento al contesto europeo che a quello italiano. 3Bee infatti, si posiziona come partner strategico nell'implementazione di strategie climatiche per le aziende e le municipalità. La piattaforma 3Bee di monitoraggio della biodiversità rappresenta una soluzione completa per le aziende che desiderano valutare e mitigare il proprio impatto sulla biodiversità. Attraverso l'uso di tecnologie proprietarie innovative, 3Bee permette di raccogliere dati trasparenti che vengono poi elaborati per stimare l'impatto sulla biodiversità dei siti aziendali e delle supply chain, consentendo la pianificazione di una vera e propria strategia climatica e di biodiversità. L'approccio 3Bee per l'assessment, la rigenerazione e il monitoraggio della biodiversità si basa sulle linee guida del protocollo verificato XNatura, sviluppato in linea con la Direttiva CSRD e i principali standard di rendicontazione internazionale.

    reporting aziendale

    Direttiva CSRD: sfide e opportunità per le PMI

    Fino ad oggi, le piccole e medie imprese (PMI) non erano soggette a rigidi obblighi di rendicontazione non finanziaria. Con la Direttiva CSRD, tali obblighi si estendono però anche alle PMI: ciò rappresenta per queste realtà una sfida significativa, ma anche un'opportunità per migliorare il loro vantaggio competitivo in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità aziendale. L'obiettivo del decreto legislativo è infatti quello di promuovere una maggiore equità informativa e una cultura di maggiore responsabilità aziendale.

    rendicontazione
    XNatura

    Direttiva CSRD: la roadmap di implementazione da seguire

    La Direttiva CSRD introduce una serie di scadenze progressive per le aziende europee. Il 1 gennaio 2024 è scattato l'obbligo per le grandi imprese e i gruppi di enti pubblici con più di 500 dipendenti, già soggetti alla DFN. Dal 1 gennaio 2025, l'obbligo si estenderà alle grandi imprese che soddisfano almeno due dei tre criteri specifici: più di 250 dipendenti, fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro, totale di stato patrimoniale di 25 milioni di euro. Dal 1 gennaio 2026, anche le PMI quotate, gli enti creditizi di minori dimensioni e le compagnie di assicurazione e riassicurazione dovranno conformarsi alla Direttiva CSRD. Infine, dal 1 gennaio 2028, sarà il turno delle filiali e delle succursali di grandi organizzazioni internazionali basate in paesi extra UE che negli ultimi due esercizi consecutivi hanno prodotto ricavi netti nei mercati UE superiori a 150 milioni di euro, sia a livello di vendita di prodotti che di erogazione di servizi. Vuoi saperne di più?

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    02/09/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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