Alla ricerca di nuove piante “amiche degli impollinatori”
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    Alla ricerca di nuove piante “amiche degli impollinatori”

    Secondo un recente studio la presenza di specie di fiori e piante primaverili precoci potrebbe aumentare la sopravvivenza di alcuni insetti impollinatori, ampliando l’elenco delle piante “pollinator friendly”. Scopri di più sugli alleati degli impollinatori in questo articolo.

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    30/05/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    30/05/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    Il declino degli insetti impollinatori

    Gli insetti impollinatori svolgono un ruolo fondamentale nell’impollinazione e nella conseguente diffusione delle coltivazioni e delle piante selvatiche, contribuendo inconsapevolmente al sostentamento degli ecosistemi globali e alla nostra stessa alimentazione. Tuttavia, l'aumento delle temperature, l’uso di pesticidi e la costante perdita di habitat, specialmente la diminuzione delle piante che forniscono polline e nettare, sta conducendo al declino di molte delle circa 20.000 specie di insetti impollinatori, di cui il 40% è a rischio estinzione.

    farfalla bombo fiore

    Il "New Deal" per gli impollinatori

    La drastica diminuzione di questi organismi cruciali per l’ambiente ha sollecitato i governi a intervenire. In particolare, il 24 gennaio 2023 la Commissione europea ha presentato la comunicazione "Un nuovo patto per gli impollinatori" per porre un freno all'allarmante declino degli insetti impollinatori selvatici in Europa, rivedendo la proposta del 2018. Questa iniziativa prevede obiettivi e azioni entro il 2030, con priorità nella conservazione e nello studio degli impollinatori, nel ripristino degli habitat nei paesaggi agricoli, nella riduzione dell'uso eccessivo dei pesticidi, nel miglioramento degli habitat urbani e nella gestione delle minacce climatiche e ambientali.

    fiori
    XNatura

    Le piante pollinator-friendly

    Una delle iniziative di salvaguardia apparentemente più efficace messa in atto in Europa, nel Regno Unito e negli Stati Uniti, è promuovere e finanziare la piantumazione di specie vegetali, in particolare in ambito agricolo, atte a supportare la sopravvivenza delle popolazioni di insetti impollinatori garantendo loro un adeguato approvvigionamento di risorse. Tra le piante “amiche degli impollinatori” indicate da questi programmi governativi vediamo specie dai colori vivaci e dalla fioritura prolungata come il basilico, la calendula, il carciofo, il tarassaco, l’erba medica, alcune specie di girasole, la lavanda, la melissa, la menta, l’origano, il papavero e il rosmarino. Tuttavia oggi, nonostante tali sforzi, il declino di molte di specie di insetti impollinatori sembra continuare ad avanzare.

    api

    Il "gap" della fame

    Un recente studio guidato dalla dott.ssa Tonya Lander e che coinvolge l’università di Oxford e di Exeter, ha evidenziato una scoperta sorprendente in merito alle piante “pollinator friendly”: la maggior parte delle specie ufficiali fioriscono un mese troppo tardi per soddisfare le esigenze nutritive degli insetti impollinatori precoci, come alcune specie di bombi e api selvatiche. Secondo gli studiosi uno dei fattori critici per la sopravvivenza di queste specie, finora trascurato, è infatti la disponibilità di polline e nettare nelle fasi iniziali di fondazione di una colonia, che avviene in media un mese prima del picco di attività di foraggiamento. Di conseguenza le piante standard consigliate, pur essendo benefiche in altre fasi, porterebbero a un "vuoto di fame” di ben un mese per gli insetti più precoci, contribuendo negativamente alla loro sopravvivenza e alla produzione di nuove regine, centrali per la fondazione di una nuova colonia nella stagione successiva.

    impollinazione
    XNatura

    Simulazioni alla prova

    Attraverso un sistema di valutazione capace di generare simulazioni per prevedere lo sviluppo delle colonie in base a diversi scenari, i ricercatori si sono concentrati sull’andamento di alcune colonie di due specie di insetti impollinatori: il bombo terrestre (Bombus terrestris) e il bombo dei pascoli (Bombus pascuorum). In particolare, essi hanno analizzato il momento in cui la domanda di risorse è più elevata per i bombi nel corso dell'anno, come la sopravvivenza delle colonie è influenzata dai periodi di carenza alimentare, come le esigenze alimentari sono correlate ai cambiamenti stagionali nella composizione delle colonie (ad esempio il numero di adulti, uova e larve), e in che modo la disponibilità di piante in fiore primaverili influisce sulla sopravvivenza delle colonie e sulla produzione di regine.

    bombo
    3Bee

    I risultati

    I risultati delle simulazioni hanno rivelato che la domanda di cibo per i bombi raggiunge il picco da marzo a giugno, anticipando di un mese la fioritura della maggior parte delle specie "amiche degli impollinatori" consigliate dalle direttive governative inglesi. La mancanza di cibo durante questo periodo critico ha gravi conseguenze sulla sopravvivenza delle colonie, aumentando il rischio di estinzione delle popolazioni locali e comportando un calo dal 50 al 87% nella nascita di nuove regine. Nonostante i modelli di simulazione abbiano i propri limiti, questa ricerca apre diverse nuove prospettive, incentivando nuovi indirizzi di ricerca sul campo e portando a una rivalutazione delle indicazioni governative, sia inglesi che europee, riguardo le strategie attuate per la salvaguardia di questi animali e per la tutela della biodiversità.

    fiori bombo

    Priorità alla crescita

    Una delle scoperte più interessanti di questo studio è stata la correlazione individuata tra le necessità alimentari delle colonie e le larve da nutrire. Mentre molte strategie di conservazione per gli impollinatori si concentrano sul periodo in cui gli adulti svolgono il maggior numero di attività di foraggiamento, questo studio suggerisce un approccio diverso. Essenzialmente, evidenzia l'importanza delle risorse alimentari già nei primi mesi del loro sviluppo, marzo ed aprile, quando nelle colonie vi è una minore presenza di adulti e le attività si focalizzano sulla regolazione termica della covata e sulla crescita delle larve, che dipendono dal polline e dal nettare per il loro sviluppo ottimale. Il corretto sviluppo delle larve, infatti, porta alla produzione di adulti più robusti e capaci di contribuire maggiormente al foraggiamento successivo della colonia.

    Bombus terrestris

    I fiori primaverili precoci

    Di fronte a queste scoperte, i ricercatori di questo studio propongono una soluzione pratica e concreta per colmare il "vuoto di fame" nelle specie di impollinatori come i bombi: valorizzare i terreni incrementando il numero di specie di fiori primaverili precoci, come l’edera terrestre, l’ortica rossa, l’acero, il ciliegio, il biancospino e il salice. Secondo i ricercatori, questa strategia potrebbe migliorare il tasso di sopravvivenza delle colonie dal 35 al 100%. Considerando che le operazioni a tutela degli impollinatori sono già in atto e finanziate dall’UE, l'obiettivo sarebbe semplicemente integrare questi studi e favorire la piantumazione delle piante precoci amiche degli impollinatori, colmando tutti i periodi in cui il fabbisogno di risorse nei diversi insetti è alto.

    fiori

    Più oasi per gli impollinatori

    In questo contesto, le azioni mirate al monitoraggio degli insetti impollinatori assumono un ruolo di primaria importanza per la conservazione di queste specie. Nel corso degli anni, 3Bee è sempre stata consapevole di questo e ha sviluppato una serie di soluzioni concrete volte alla salvaguardia degli impollinatori. Un esempio sono le Oasi 3Bee della Biodiversità: habitat urbani e agroforestali che forniscono rifugio e sostentamento, attraverso la piantumazione mirata di specie vegetali “pollinator friendly”, a questi organismi fondamentali per il nostro pianeta. Inoltre, attraverso la tecnologia IoT, i dati raccolti nelle oasi possono essere utilizzati per creare oasi virtuali, permettendo di monitorare in tempo reale l’andamento delle aree protette. Il lavoro di 3Bee è quindi in linea con gli obiettivi dell’iniziativa dell’UE a favore degli degli impollinatori e contribuisce in maniera concreta agli sforzi complessivi per la tutela della biodiversità.

    oasi impollinatori
    30/05/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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