Economia circolare unica in Europa per tutelare la biodiversità
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    Economia circolare unica in Europa per tutelare la biodiversità

    L'estrazione e la lavorazione dei materiali sono tra le principali cause della perdita di biodiversità, oltre a essere fonti rilevanti di inquinamento, stress idrico ed emissioni di gas serra. L’Ue può avviare strategie per raggiungere un'economia circolare unica sostenibile a zero emissioni nette.

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    08/11/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    08/11/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    Come affrontare la perdita di biodiversità

    La policy brief redatta con il supporto finanziario del Finnish Innovation Fund Sitra rileva una panoramica su come affrontare la perdita di biodiversità e instaurare un'economia circolare unica. Fornisce indicazioni di come mitigare l'instabilità legata alla volatilità dei prezzi delle materie prime e rafforzare la competitività delle aziende europee, che operano in un continente con risorse naturali limitate e sono quindi più esposte alla futura scarsità di risorse. Per promuovere l’economia circolare, l’Ue dovrebbe incentivare gli investimenti, creare politiche pubbliche che stabiliscano standard comuni e un quadro normativo chiaro per accelerare lo sviluppo di mercati. L'Ue ha già avviato un quadro legislativo per l'economia circolare, ed è fondamentale estenderlo attraverso il prossimo Circular Economy Act.

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    Efficienza delle risorse contro il cambiamento climatico

    Negli ultimi anni, la lotta contro il cambiamento climatico e il degrado ambientale è stata spesso trascurata rispetto ad altre questioni politiche, con i leader che hanno privilegiato obiettivi economici a breve termine. Tuttavia, la transizione dell'Unione europea verso un'economia a zero emissioni nette è al primo posto nell’Agenda 2030, soprattutto dopo le misure adottate per ridurre la dipendenza dal gas russo a seguito dell'invasione dell'Ucraina nel 2022. Le emissioni di carbonio rimangono al centro dell'agenda climatica globale, anche se persiste una scarsa consapevolezza riguardo all'entità dell'estrazione di risorse naturali e ai rischi associati alla violazione dei limiti ambientali planetari. Questo porta a quella che viene definita la "tragedia dell'orizzonte", la perdita di biodiversità e altri impatti ambientali rappresentano un problema di bene pubblico globale e i governi hanno difficoltà a concordare misure efficaci per affrontarli.

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    Circolarità del mercato unico per migliorare la biodiversità

    La Policy Brief offre una panoramica delle ragioni ambientali ed economiche che investono l’Europa e consiglia un immediato miglioramento dell’efficienza delle risorse attraverso l'aumento della circolarità nel mercato unico. Una maggiore efficienza ridurrebbe la pressione sulle risorse naturali, contribuendo al miglioramento della biodiversità e alla diminuzione dell'inquinamento e dello stress idrico, sia in Europa che nelle regioni da cui provengono le importazioni. Inoltre, migliorerebbe la sicurezza economica e la stabilità finanziaria dell'UE, rafforzando la competitività delle aziende nel medio termine. I materiali includono tutto ciò che viene estratto e lavorato, suddivisibile in biomassa, combustibili fossili, metalli e minerali non metallici. Sebbene i materiali possono essere trasportati globalmente, gli effetti sull'uso di terra, acqua e inquinamento sono locali.

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    Degrado ambientale: una minaccia per l’economia e la natura

    Il degrado ambientale rappresenta una minaccia sia per l'economia che per la natura. Molti servizi ecosistemici, come l'impollinazione e la fertilità del suolo, non possono essere facilmente sostituiti dalla tecnologia. Altri, come l'acqua dolce, diventano costosi e complessi da fornire su larga scala quando gli ecosistemi sono compromessi. Inoltre, il valore potenziale di una maggiore efficienza delle risorse è spesso sottovalutato. Questo valore include l’opportunità di migliorare la sicurezza economica, la stabilità finanziaria e la competitività nel lungo periodo. L'Ue ha un ruolo fondamentale nel promuovere l'efficienza delle risorse, grazie ai suoi elevati livelli di consumo e alla sua governance di alta qualità. È un leader globale nell'applicazione dei principi di circolarità, ma affronta anche vari fallimenti del mercato che ostacolano progressi significativi nell'efficienza dell'uso dei materiali lungo le filiere produttive e di consumo.

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    Eccessivo sfruttamento delle risorse sul pianeta

    L'estrazione delle risorse naturali ha già superato diversi limiti planetari fondamentali. Le attività legate alla coltivazione di biomassa per alimenti, alla silvicoltura, alla produzione tessile, e all'estrazione e lavorazione di risorse minerali e fossili sono i principali fattori che contribuiscono alle tre crisi planetarie: cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento. Nel 2022, tali attività, inclusi i combustibili fossili, hanno generato il 64% delle emissioni di gas serra, il 40% degli impatti sulla salute legati all'inquinamento atmosferico, il 98% della perdita di biodiversità terrestre e quasi il 100% della perdita di biodiversità dovuta all'eutrofizzazione delle acque dolci.

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    Che cosa si intende per economia circolare

    L'economia circolare comprende un insieme di idee e iniziative volte a mantenere elevato il valore di prodotti e materiali, prolungandone la vita utile ed eliminando l'uso superfluo di risorse. Si tratta di un paradigma alternativo all'attuale economia lineare (estrai-usa-getta), che mira a soddisfare i bisogni umani, come cibo e mobilità, in modo più efficiente in termini di risorse. L’economia circolare consiste nel progettare prodotti con un uso minimo di risorse, ottimizzare l'uso dei materiali e promuovere il riciclaggio. I vantaggi ambientali di un'economia circolare sono significativi e si prevede che tali approcci possano ridurre le emissioni industriali dell'Ue del 34% entro il 2050 rispetto al 2018 (Agora Industry, 2022). Inoltre, l'economia circolare potrebbe contribuire a fermare la perdita di biodiversità nell'Ue, riportandola ai livelli del 2000 entro il 2035.

    Che cosa si intende per economia circolare

    I progressi dell’Ue verso la circolarità

    L'Ue ha promosso la circolarità attraverso regolamentazioni per oltre un decennio, con piani d'azione nel 2015 e nel 2020 che hanno ampliato la politica da un focus sui rifiuti a una visione più olistica. Misure chiave includono il regolamento sulle batterie e l'iniziativa "Right to Repair". Il CEAP del 2020 ha fissato obiettivi ambiziosi, come il raddoppio dell'uso circolare dei materiali e la riduzione della quantità di rifiuti urbani non riciclati entro il 2030. Tuttavia, la legislazione recente richiede ulteriori normative attuative per promuovere l'applicazione dei principi circolari a livello nazionale. Sebbene tutti i paesi dell'Ue abbiano strategie nazionali per l'economia circolare, molte di esse rimangono generiche. La Corte dei conti europea ha evidenziato che i progressi sono stati limitati, con la gestione dei rifiuti ancora al centro dei finanziamenti.

    I progressi dell’Ue verso la circolarità

    Economia circolare ed efficienza delle risorse

    Un'economia circolare unica in Europa potrebbe influenzare significativamente i principali partner commerciali dell'Ue, rendendo necessario un approccio attento per garantire una transizione equa. Incrementare la circolarità contribuirebbe a riequilibrare il consumo di risorse rispetto al resto del mondo, ma l’Unione, durante la transizione, dovrà supportare i partner commerciali che dipendono dai mercati europei. Il modello economico lineare predominante, caratterizzato da un ciclo di produzione e consumo "take-make-waste”, porta a un'eccessiva estrazione di risorse naturali in Europa e, soprattutto, in regioni con maggiore biodiversità (UNEP, 2024). Riducendo le importazioni di beni ad alta intensità di acqua e inquinamento, l'Ue potrebbe alleviare la pressione sulle risorse naturali e sulle comunità di altri continenti.

    Economia circolare ed efficienza delle risorse

    Tutela di biodiversità attraverso le politiche Ue

    I principi dell'economia circolare rappresentano un approccio efficace per ridurre l'uso inefficiente delle risorse e mitigare il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l'inquinamento. Il quadro legislativo attuale dell'Ue ha portato a risultati limitati e c'è un'ampia opportunità per un'ottimizzazione. È necessaria un’implementazione delle strategie politiche che considerino i costi ambientali dei materiali, colmino le lacune informative, garantiscano l'applicazione delle normative europee e incentivino investimenti in pratiche commerciali sostenibili. L'economia circolare potrebbe rafforzare la competitività dell'Ue, aiutando le aziende europee a diffondere la loro expertise e i loro servizi. Pertanto, un cambiamento strutturale che abbracci i principi dell'economia circolare, deve allinearsi con i principali obiettivi politici dell'Ue, dove si concentrano potere, risorse finanziarie e attenzione politica.

    Tutela di biodiversità attraverso le politiche Ue
    08/11/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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