Rendicontazione di sostenibilità: cosa cambia con la nuova direttiva UE
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    Rendicontazione di sostenibilità: cosa cambia con la nuova direttiva UE

    La nuova direttiva UE 2025/794 riscrive il calendario degli obblighi relativi alla rendicontazione di sostenibilità. Molte imprese vedranno posticipati di due anni gli adempimenti, con effetti sulla governance, sulla valutazione aziendale e sul ruolo dei professionisti.

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    29/04/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    29/04/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    La nuova direttiva europea riscrive il calendario ESG

    Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea del 16 aprile 2025, è entrata in vigore la Direttiva 2025/794 del Parlamento e del Consiglio europeo, che modifica le precedenti direttive 2022/2464 (Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD) e 2024/1760 sul dovere di diligenza. L’obiettivo è introdurre un calendario più graduale e sostenibile per l’attuazione degli obblighi di rendicontazione ESG (Environmental, Social and Governance). Il rinvio di due anni interessa le imprese che avrebbero dovuto adeguarsi alle nuove regole a partire dal 1° gennaio 2025 e dal 1° gennaio 2026, includendo quindi numerosi soggetti che fino ad oggi sono stati considerati prioritari nella transizione sostenibile. Questa revisione normativa si inserisce all’interno di un più ampio pacchetto di semplificazione (Pacchetto Omnibus), che mira a riequilibrare l’onere amministrativo senza compromettere gli obiettivi di sostenibilità fissati dal Green Deal europeo.

    La nuova direttiva europea riscrive il calendario ESG

    Imprese e ruolo della rendicontazione volontaria

    I nuovi obblighi di rendicontazione si applicano alle grandi imprese qualificate come enti di interesse pubblico che hanno più di 500 dipendenti, incluse le capogruppo di grandi gruppi con medie consolidate superiori a tale soglia. Tuttavia, la nuova direttiva, accogliendo le istanze delle categorie professionali e imprenditoriali, apre uno spiraglio significativo verso la diffusione della rendicontazione volontaria, soprattutto per le PMI e le microimprese. In questo contesto si inserisce il documento aggiornato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (CNDCEC) dal titolo "ESRS VSME. Rendicontazione di sostenibilità volontaria per PMI e microimprese”, che rilegge in chiave evolutiva le prime bozze di standard alla luce delle novità del pacchetto Omnibus. L’approccio ha l’obiettivo di integrare la sostenibilità e la governance nelle politiche amministrative e contabili (OAC), rendendo la comunicazione con gli stakeholder più accessibile e lineare.

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    Una sostenibilità integrata nella governance aziendale

    Il documento del CNDCEC propone un modello che mette in relazione i temi della sostenibilità con la governance aziendale, considerando l’impatto dei fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) nella definizione delle strategie di lungo periodo. Si parte dalla consapevolezza che l’integrazione della sostenibilità nei processi aziendali non è solo un adempimento normativo, ma una leva fondamentale per la continuità aziendale, la competitività e l’accesso al credito. In tale contesto, la rendicontazione ESG si configura come uno strumento di dialogo tra l’impresa e i suoi interlocutori, non solo utile a misurare impatti e rischi, ma anche a intercettare nuove opportunità di crescita. È auspicabile, quindi, un approccio volontario e proattivo alla rendicontazione, che consenta alle imprese di prepararsi in modo consapevole alla piena applicazione delle norme, mitigando i rischi derivanti da un cambiamento repentino o non condiviso.

    Una sostenibilità integrata nella governance aziendale

    Semplificazione normativa e rischio ESG

    Secondo il CNDCEC, l’obiettivo della Commissione europea è giustamente quello di confermare i principi fondamentali della sostenibilità, pur offrendo alle imprese un quadro normativo più chiaro e accessibile. Tuttavia, il rischio di sottovalutare gli effetti dell’instabilità normativa resta elevato. I cambiamenti non graduali possono infatti costituire essi stessi un rischio ESG, che deve essere previsto e gestito all’interno dei processi aziendali. In un contesto economico globale segnato da tensioni geopolitiche, politiche protezionistiche e inflazione, la capacità delle imprese di dimostrare la propria resilienza attraverso una rendicontazione trasparente e orientata al valore diventerà sempre più centrale. Per questo motivo, anche i consulenti aziendali dovranno essere pronti a supportare le imprese in questa transizione, trasformando gli obblighi normativi in strumenti strategici.

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    L'espansione di 3Bee sui mercati internazionali

    Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto "Biodiversity services EU expansion" (CUP: E43D22000480009) a valere sul bando di Regione Lombardia "PR FESR 2021-2027 – LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE 21-27", volto a supportare l'internazionalizzazione delle aziende italiane. 3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie innovative per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, supportando le imprese nella definizione di strategie climatiche personalizzate basate sull’analisi dei loro impatti e dipendenze dalla natura. Con un portfolio consolidato in Italia, Germania e Francia e partnership di rilievo, 3Bee continua la sua espansione sui mercati internazionali per creare un impatto concreto tramite la tecnologia.

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    29/04/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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