Perché alcuni animali si fingono morti? La strategia della tanatosi
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    Perché alcuni animali si fingono morti? La strategia della tanatosi

    La tanatosi, o simulazione della morte, è una strategia difensiva adottata da molte specie animali per sfuggire ai predatori. Attraverso l'immobilità o la mimesi della morte, gli animali cercano di ingannare i loro aggressori, aumentando così le possibilità di sopravvivenza.

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    12/02/2025Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    12/02/2025Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    Che cos’è la tanatosi?

    Il termine tanatosi, o immobilità tonica, in etologia, si riferisce ad un comportamento di difesa degli animali, che consiste nel simulare uno stato di morte apparente, con sospensione totale dei movimenti, l’irrigidimento totale del corpo, accompagnata a volte dall’esposizione delle parti ventrali e dall’apertura della bocca. Questo tipo di comportamento è diffuso negli insetti ma presente anche in ragni, anfibi, rettili, pesci, uccelli e mammiferi. È un comportamento che si manifesta nei confronti di predatori che usualmente si nutrono di prede vive, quando la distanza è così ravvicinata da non permettere l’uso di meccanismi di difesa quali la fuga. Tra tutte le tattiche che gli animali hanno sviluppato per sottrarsi ai predatori, la simulazione della propria morte è forse una delle più creative, ma anche rischiose. È una strategia antipredatoria che alcune specie adottano quando sono già tra le grinfie del predatore, come ultima chance.

    tanatosi immobilità tonica

    Perché alcune prede simulano la morte per sopravvivere?

    La tanatosi deriva dalla parola greca "thánatos", dal significato di morte. È una strategia difensiva adottata da molte prede in pericolo, che simulano la morte per evitare l'attacco del predatore. A differenza del “freezing” (congelamento), che serve a non farsi notare, la tanatosi viene usata quando fuggire è impossibile, e spesso è l'ultima risorsa per sopravvivere. L'animale entra in uno stato di immobilità, con battito cardiaco e respiro rallentati, ma rimane comunque vigile, pronto a "risvegliarsi" quando il pericolo è passato. Questa strategia può funzionare perché molti predatori non si nutrono di carcasse in decomposizione, e alcuni animali, come le rane, riescono addirittura a fuggire se rigurgitate dopo essere state inghiottite intere. La tanatosi è un fenomeno diffuso in diverse specie, da insetti a vertebrati, e rappresenta un istinto di autoconservazione che si attiva quando tutte le altre difese hanno fallito. Sebbene non sempre sia efficace, spesso è un salva la vita.

    tanatosi insetti
    XNatura

    Tanatosi: in che modo i predatori ingannano le prede?

    La tanatosi, sebbene più comune nelle prede, può essere adottata anche dai predatori per ingannare le vittime. Un esempio è la volpe comune (Vulpes vulpes), che utilizza questa tattica per attirare i corvi. I corvi, scambiando la volpe per una carcassa, si avvicinano senza sospetti, ma una volta che sono a portata, vengono catturati e sbranati. Un altro caso si trova nel pesce ciclide africano Nimbochromis livingstonii, che, distendendosi sul fondo sabbioso in apparenza morto, attrae i saprofagi per poi ghermirli non appena si avvicinano.

    volpe tanatosi

    Tanatosi e accoppiamento negli animali

    La maggior parte degli animali simula la morte per evitare il pericolo, ma alcuni ne fanno un uso alternativo. Un esempio è il ragno Pisauridae, noto anche come "ragno costruttore della stanza per bambini". Le femmine di questa specie spesso uccidono e mangiano i maschi, così i maschi, per accoppiarsi, creano un diversivo: preparano una matassa di cibo a cui si attaccano fingendo di essere morti. La femmina, attratta dal cibo, lo trascina insieme al maschio immobile, ma quando inizia a mangiare, il maschio si risveglia e tenta di accoppiarsi, riuscendoci talvolta. In questo caso, la simulazione della morte sembra essere una strategia di accoppiamento, oltre che una difesa contro il cannibalismo femminile. Al contrario, la femmina di dragone alpino, una grande libellula, adotta un comportamento opposto: per evitare l’accoppiamento, smette di volare e si lascia cadere al suolo, per sfuggire ai maschi troppo aggressivi.

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    XNatura

    La strategia della tanatosi negli invertebrati

    La tanatosi è un comportamento osservato in molti invertebrati, tra cui crostacei, insetti stecco, ragni, farfalle, mosconi, cicale, grilli, coleotteri, formiche, api e vespe. È particolarmente comune tra gli insetti, specialmente nei coleotteri. Molti di essi simulano la morte dopo essere stati catturati, un fenomeno noto come "immobilità post-contatto". Ad esempio, la cavalletta giapponese Tetrix ornata irrigidisce le zampe per rendersi difficile da inghiottire dalle rane. Le larve del formicaleone Euroleon nostras, invece, possono fingere di essere morte per 61 minuti: se un passero le cattura, le lascia cadere e la larva, immobile, evita il predatore.

    tanatosi insetti invertebrati
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    La strategia della tanatosi negli anfibi

    Anche tra gli anfibi si osservano casi di tanatosi. Ad esempio, il rospo africano, se minacciato, si distende sulla schiena con gli arti ripiegati, apparentemente morto. Un comportamento simile si trova anche nel rospo comune: quando attaccato, tenta prima di gonfiarsi per rendersi difficile da ingoiare, rilasciando una secrezione lattiginosa e urticante per scoraggiare il predatore. Se questi tentativi falliscono, si distende sulla schiena, simulando la morte. Comportamenti simili sono stati osservati anche in alcune specie europee, come la rana dalmatina.

    rospo tanatosi

    La strategia della tanatosi nei pesci

    Anche tra i pesci si osserva la tanatosi. Negli squali, ad esempio, può essere indotta capovolgendoli o stimolando il muso, ricco di terminazioni nervose. Le orche usano questa tecnica per stordire e capovolgere gli squali, inducendo in loro la tanatosi e potendosene cibare senza rischiare attacchi. Un comportamento simile si verifica anche nelle razze. Tra i pesci, i pesci-neon e i pesci cardinali, appartenenti ai Caracidi, simulano la morte quando vengono catturati, galleggiando inerti fino a quando non vengono rimessi nell'acquario. Sorprendentemente, anche alcuni ciclidi predatori, come Haplochromis livingstoni e Parachromis friedrichsthalii, usano la tanatosi come tattica di caccia. Si pongono in modo da sembrare cadaveri sul fondo, attirando pesci spazzini, per poi "risvegliarsi" e attaccare. Allo stesso modo, la cernia del pettine del Brasile finge la morte per attirare gli avannotti.

    tanatosi pesci

    La strategia della tanatosi nei rettili

    La tanatosi è comune nei rettili. Il camaleonte orecchiuto africano si finge morto espandendo rapidamente i melanofori, cambiando colore per sembrare privo di vita agli occhi dei predatori. Anche alcuni serpenti, come la biscia dal collare e il muso di porco, usano questa strategia. Il muso di porco, quando minacciato, si rovescia mostrando il ventre pallido, con la bocca spalancata e un odore sgradevole che simula la putrefazione. Se il predatore non si arrende, il serpente riprende la posa da morto. Tra le natrici ticinesi, come la Natrix tessellata e la Natrix helvetica, se il pericolo persiste, simulano morsi difensivi senza mordere e poi si fingono morte, esponendo il ventre, aprendo la bocca e talvolta sanguinando. Questo comportamento, accompagnato da secrezioni maleodoranti, rende il serpente poco appetibile per i predatori. Una volta che il pericolo è passato, il serpente si rialza e si allontana per mettersi al sicuro.

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    La strategia della tanatosi negli uccelli e nei mammiferi

    Anche alcuni uccelli e mammiferi adottano la tanatosi come strategia difensiva. Il martin pescatore, spaventato, irrigidisce i muscoli fino a sembrare morto, mentre il re di quaglie finge la morte per sfuggire, prendendo poi improvvisamente il volo. Tra i mammiferi, l’esempio più noto è l’opossum della Virginia (Didelphis virginiana), che, se minacciato, entra in uno stato simile al coma per ore. Si distende su un lato, con la bocca e gli occhi spalancati, la lingua penzolante, e secerne un liquido verde e maleodorante, simulando la morte. Questo comportamento, che include un corpo immobile e occhi vitrei, può durare da pochi secondi a qualche ora e serve a ingannare i predatori.

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    12/02/2025Di 3Bee, Lara Vivarelli
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