Perché investire nell’azione per il clima?
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    Perché investire nell’azione per il clima?

    Secondo uno studio condotto da BCG, la mancanza di investimenti per il clima potrebbe portare a perdite economiche tra il 16% e il 22% del PIL globale entro il 2100. Scopri in questo articolo perché è importante investire nell’azione per il clima per le aziende.

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    20/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    20/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    Crisi climatica e implicazioni economiche: lo studio di BCG

    La crisi climatica rappresenta una sfida globale senza precedenti, con implicazioni economiche che vanno ben oltre i costi iniziali per la mitigazione e l'adattamento. Secondo lo studio di Boston Consulting Group (BCG) Why Investing in Climate Action Makes Good Economic Sense, realizzato in collaborazione con Cambridge Judge Business School e Cambridge ClimaTRACES Lab, il mancato raggiungimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi potrebbe condurre il mondo verso un riscaldamento superiore ai 3°C entro il 2100, con perdite economiche stimate tra il 16% e il 22% del PIL globale. Questo scenario di inazione porterebbe a un aumento della frequenza e dell’intensità di eventi climatici estremi, causando impatti devastanti su infrastrutture, salute pubblica e biodiversità.

    Crisi climatica e implicazioni economiche: lo studio di BCG

    Perché investire nel clima è vantaggioso per le aziende?

    Investire nell'azione climatica è fondamentale per le aziende e offre una serie di vantaggi. Un’analisi del World Economic Forum 2024 suggerisce che destinare meno del 2% del PIL globale agli sforzi di mitigazione potrebbe limitare l’aumento della temperatura a meno di 2°C, riducendo significativamente le perdite economiche previste e garantendo stabilità a lungo termine. Inoltre, uno studio pubblicato su Nature evidenzia come tali investimenti possano prevenire impatti irreversibili, tra cui il collasso degli ecosistemi marini e il rapido scioglimento dei ghiacciai, fenomeni noti come tipping points. Questi eventi non solo amplificherebbero i danni economici, ma comprometterebbero la resilienza sociale e naturale.

    Perché investire nel clima vantaggioso per le aziende?
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    Il costo dell’inazione climatica

    Nonostante l'urgenza, i governi e le imprese sono spesso riluttanti a sostenere i costi iniziali. Tuttavia, come dimostrato in un recente rapporto della Banque de France, il costo dell’inazione supera di gran lunga quello degli investimenti climatici. Si stima che, senza interventi significativi, le perdite globali raggiungeranno il 10%-15% del PIL globale entro il 2100. Al contrario, un’azione immediata e coordinata potrebbe liberare risorse economiche per affrontare altre sfide globali, garantendo al contempo un ritorno economico fino a dieci volte superiore agli investimenti iniziali. In questo contesto, l'adozione di strategie ambiziose, sostenute da ricerche approfondite e da un coordinamento globale efficace, rappresenta non solo una necessità ambientale ma anche un'opportunità economica e sociale di lungo periodo.

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    Il prezzo del riscaldamento globale

    Se il mondo non cambia rotta, la temperatura globale salirà di circa 3°C entro il 2100, causando danni sempre più importanti all'economia, agli ecosistemi naturali e alla vita umana. Per rispettare l'Accordo di Parigi e mantenere il riscaldamento al di sotto di 2°C, è essenziale che governi e aziende intraprendano azioni climatiche concrete. Negli ultimi anni, gli eventi climatici estremi sono aumentati in frequenza e intensità. Dal 2015, secondo il database EM-DAT, i disastri naturali sono cresciuti del 15%, causando un incremento del 205% dei costi economici e un aumento del 280% delle vittime umane. Questi numeri continueranno a crescere con l’aumento delle temperature globali, causando ulteriori perdite e sofferenze umane.

    Il prezzo del riscaldamento globale
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    Paradosso climatico: costi iniziali vs costo dell’inazione

    Nonostante i costi crescenti, i leader globali faticano ad adottare misure sufficienti per limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C. La riluttanza a sostenere i costi iniziali per ridurre le emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici ha rallentato la risposta collettiva alla crisi. Tuttavia, è fondamentale valutare le implicazioni economiche dell'inazione. Un'analisi comparativa di due scenari, uno con gli attuali livelli di investimento e un altro con sufficienti investimenti per mantenere il riscaldamento sotto i 2°C, dimostra che il costo dell'inazione supera di gran lunga quello delle misure di mitigazione e adattamento.

    Paradosso climatico: costi iniziali vs costo dell’inazione
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    La necessità di un’azione climatica immediata

    In uno scenario di inazione, il mondo affronterebbe perdite economiche pari al 16%-22% del PIL globale entro il 2100, con una riduzione del tasso di crescita globale annuo di circa 0,4 punti percentuali. Al contrario, investendo meno del 2% del PIL globale fino al 2100 in sforzi di mitigazione aggiuntivi, l'aumento della temperatura potrebbe essere limitato a meno di 2°C, evitando impatti economici stimati tra l'11% e il 13% del PIL globale. Questo investimento, inizialmente più alto (fino all’8% del PIL al 2030), diminuirebbe nel tempo. Anche in uno scenario di riscaldamento inferiore a 2°C, sarebbero necessari maggiori investimenti nell'adattamento, dato che alcune conseguenze economiche sarebbero ormai inevitabili a causa delle emissioni passate. Investendo meno dell'1% del PIL in misure di adattamento, si potrebbero evitare perdite economiche ben maggiori, fino al 4% del PIL globale.

    La necessità di un’azione climatica immediata

    Azione climatica: principali ostacoli e soluzioni

    Tre principali ostacoli frenano l'azione climatica:

    1. comprensione limitata dei costi dell'inazione: non esiste ancora un consenso scientifico sugli impatti economici del cambiamento climatico e le stime attuali sono abbastanza incerte;
    2. distribuzione disomogenea degli impatti climatici: le decisioni variano in base alle priorità economiche e politiche dei diversi paesi;
    3. bias cognitivi umani: la tendenza a privilegiare il breve termine ostacola interventi che abbiano un impatto a lungo termine.

    Per superare queste barriere, è fondamentale colmare il divario tra ambizione e azione attraverso leve come la promozione di ricerche approfondite sugli impatti climatici; lo sviluppo di politiche e meccanismi normativi efficaci; il coordinamento degli sforzi globali per assicurare una risposta uniforme e tempestiva.

    Azione climatica: principali ostacoli e soluzioni

    Piattaforma XNatura Score e strategia climatica per le aziende

    Investire nell'azione climatica è ad oggi una scelta economica strategica, come evidenzia il report Why Investing in Climate Action Makes Good Economic Sense, con un ritorno economico stimato da sei a dieci volte superiore agli investimenti iniziali, le azioni per la mitigazione e l'adattamento sono ormai imprescindibili ed è sempre più necessaria un’azione congiunta da parte del settore pubblico e privato. In questo contesto si inserisce la piattaforma XNatura di 3Bee, che consente a municipalità, aziende e parchi naturali di monitorare impatti e dipendenze dalla natura per definire una strategia climatica su misura, garantendo al contempo la compliance normativa. Nella valutazione dei rischi climatici, la piattaforma monitora l’evoluzione della temperatura e delle precipitazioni nel tempo e include parametri come l’MSA Climate Change che valuta l’impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità.

    Piattaforma Element-E e strategia climatica per le aziende
    20/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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