CSRD e ESRS E4 - Biodiversità: impatto in azienda
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    CSRD e ESRS E4 - Biodiversità: impatto in azienda

    La direttiva CSRD obbliga alcune categorie di aziende a rendicontare sul tema della sostenibilità attraverso gli standard ESRS che si basano sul principio della doppia materialità. In particolare lo standard ESRS E4 prevede la rendicontazione di impatti e dipendenze di biodiversità ed ecosistemi.

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    23/08/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    ESRS E4 - Biodiversità ed ecosistemi: gli obiettivi

    La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) ha l'obiettivo di rafforzare e uniformare l'informativa extra-finanziaria delle imprese, al fine di predisporre un linguaggio comune che consenta di confrontarsi in materia di sostenibilità nei vari settori aziendali. Per poter raggiungere tale obiettivo, gli standard emanati da EFRAG, ovvero gli standard ESRS, individuano 12 temi di sostenibilità di cui 2 generali, 5 ambientali, 4 sociali e 1 di governance. L'ESRS E4 è lo standard dedicato a "biodiversità ed ecosistemi", che attraverso la CSRD richiede di analizzare e pubblicare informazioni delle aziende sugli impatti, i rischi e le opportunità in materia di biodiversità. Nello specifico, spiega come agire per mitigare i propri impatti e gestire i rischi (fisici, di transizione, sistemici) e le opportunità, illustrando la politica delle aziende sulla biodiversità, i loro obiettivi e le azioni intraprese.

    ESRS E4 - Biodiversità ed ecosistemi: gli obiettivi

    CSRD e rendicontazione sulla sostenibilità

    Le aziende soggette alla Direttiva CSRD, che individuano la biodiversità come tema materiale, saranno obbligate a rendicontarla attraverso una serie di standard denominati ESRS. Tra questi, lo standard E4 biodiversità ed ecosistemi si propone come guida per le aziende obbligate a rendicontare sugli aspetti legati alla biodiversità. Lo standard E4 è strutturato in sei "disclosure requirements", ovvero sei ambiti di rendicontazione che le aziende dovranno affrontare: la strategia aziendale in materia di biodiversità, la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, nonché le relative metriche e obiettivi. Questo dimostra come a livello europeo il tema della biodiversità sia ormai pienamente integrato nella rendicontazione non finanziaria delle imprese, attraverso l'introduzione di standard obbligatori che vanno a uniformare le pratiche a livello comunitario.

    CSRD e rendicontazione sulla sostenibilità
    XNatura

    Materie prime ad alto impatto

    Per limitare l’impatto della perdita di biodiversità, sono stati individuati i servizi e le materie prime identificate come responsabili dell’impatto sulla biodiversità, nell’High Impact Commodity List (HICL) sviluppato dalla Science-Based Targets Network (SBTN), come parte delle metodologie SBT for Nature. Sono 47 le materie prime individuate (ad esempio: agricole, metalli, prodotti chimici, minerali, ecc.). Le aziende appartenenti ai settori interessati, possono consultare e scaricare qui l’elenco completo: High Impact Commodity List v1 (Used in Step 1a of the SBTN methodologies). È importante identificare in modo corretto se in tutto il percorso della catena valore o all’interno dell’attività, ci sono almeno una delle materie prime elencate nell’HICL. Se c’è almeno una materia prima, lo standard ESRS E4, può tracciare la giusta guida da seguire per il raggiungimento di obiettivi sostenibili.

    Materie prime ad alto impatto

    ESRS E4: doppia materialità dedicata alla biodiversità

    Uno degli elementi fondamentali che distingue l’ESRS e che lo rende particolarmente attuale è la sua considerazione della doppia materialità, così come descritta nella Direttiva CSRD. Viene infatti richiesto di utilizzare un approccio basato sulla considerazione sia degli impatti che delle dipendenze di un’azienda nei confronti della biodiversità. Questa analisi deve essere multidimensionale, in modo da coprire i 4 sottotemi definiti dall'ESRS E4 (fattori di erosione, impatti su specie ed ecosistemi, impatti e dipendenze dai servizi ecosistemici). Inoltre, deve essere ampia lungo tutta la catena del valore, nei diversi orizzonti temporali e aree geografiche, considerando i vari stakeholder. Queste pratiche, sebbene complesse, sono fondamentali per ottenere risultati pertinenti, solidi e oggettivi sul tema della biodiversità.

    ESRS E4: doppia materialità dedicata alla biodiversità
    XNatura

    Rapporto tra biodiversità e aziende

    Impatti e dipendenze di un'azienda nei confronti della biodiversità sono dunque i due temi della doppia materialità. Da un lato, le attività aziendali possono avere un impatto significativo sulla biodiversità, come nel caso del settore alimentare che per eccellenza trae le proprie materie prime dalla biodiversità, e che è responsabile del cambiamento nell’uso del suolo e dal rilascio di inquinanti. Oppure il settore logistico che può essere responsabile per l'introduzione di specie aliene oppure per l’aumento delle emissioni di CO2. Dall'altro, le aziende stesse dipendono fortemente dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici che essa fornisce, come l'impollinazione per il settore agricolo. Il declino di tali servizi può comportare rischi economici e finanziari rilevanti per le imprese.

    Rapporto tra biodiversità e aziende
    3Bee

    Standard ESRS E4 e impatti in azienda

    Andando nel dettaglio dei requisiti di divulgazione previsti dallo standard ESRS E4 sulla biodiversità, le aziende devono illustrare come il proprio modello di business e la propria strategia possano evolvere verso una maggiore attenzione ai temi legati a biodiversità ed ecosistemi, il tutto applicato alla valutazione di dipendenze, impatti, rischi e opportunità a livello di siti aziendali e di catena del valore. Un altro aspetto rilevante riguarda le azioni che le aziende devono intraprendere nella loro strategia nei confronti della biodiversità. Emerge il concetto della gerarchia delle azioni (evitare - ridurre - rigenerare - compensare), con particolare riferimento alla compensazione degli impatti negativi. Le aziende devono rendicontare le proprie politiche per l'individuazione, la valutazione, la gestione e il rimedio dei propri impatti sulla biodiversità, associando a queste politiche adeguate azioni, obiettivi strategici e risorse.

    Standard ESRS E4 e impatti in azienda

    ESRS E4 e approccio alla doppia materialità

    Gli obiettivi aziendali devono essere allineati a politiche internazionali come la Convenzione sulla Biodiversità o lo European Green Deal. Deve essere chiarito l'ambito geografico di tali obiettivi, in quanto l'impatto sulla biodiversità dipende dal contesto. Un elemento distintivo dell'ESRS E4 è l'approccio della doppia materialità, che richiede di considerare sia gli impatti dell'azienda sulla biodiversità (impact materiality) sia i rischi finanziari e ambientali che la perdita di biodiversità può comportare per l'azienda (financial materiality).

    ESRS E4 e approccio alla doppia materialità

    ESRS: 5 standard ambientali

    I cinque standard tematici ambientali della CSRD prevedono un'interazione con le altre tematiche. Ad esempio, lo standard ESRS E2 (Inquinamento) richiede la rendicontazione degli impatti materiali, dei rischi e delle opportunità legati all'inquinamento dell'acqua, dell'aria e del suolo. Questo standard prevede esplicitamente che gli impatti generati da tale inquinamento sulla biodiversità e sugli ecosistemi siano affrontati nell'ambito dello standard ESRS E4 - Biodiversità ed ecosistemi. Analogamente, gli altri standard ambientali - ESRS E1 (Cambiamento climatico), ESRS E2 Inquinamento, ESRS E3 (Risorse idriche e marine), ESRS E5 (Risorse ed economia circolare) ed ESRS S3 (Comunità interessate) - prevedono un'interazione con lo standard ESRS E4 sulla biodiversità. Questa interconnessione tra gli standard dimostra il ruolo centrale svolto dallo standard ESRS E4.

    bombo su fiore

    La piattaforma 3Bee per il monitoraggio della biodiversità

    In questo contesto, la piattaforma 3Bee di monitoraggio della biodiversità consente ad aziende, enti e municipalità di valutare il proprio impatto sulla biodiversità, ottenendo dati trasparenti e oggettivi. Qui confluiscono i dati raccolti grazie all’analisi di immagini satellitari e ai dispositivi IoT di bioacustica posizionati in campo, che vengono poi aggregati e sintetizzati in indici che permettono di ottenere una stima dell’impatto dei siti aziendali sulla biodiversità locale. L'approccio 3Bee per l'assessment, la rigenerazione e il monitoraggio della biodiversità si basa sulle linee guida del protocollo verificato XNatura, che risponde ad alcuni dei temi inclusi nello standard ESRS E4, come la vicinanza alle aree protette e l'utilizzo del suolo, e consente di individuare azioni mirate di rigenerazione e compensazione, così come indicato nella gerarchia d'azione.

    23/08/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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