COP16 sulla Desertificazione: a che punto siamo?
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    COP16 sulla Desertificazione: a che punto siamo?

    Sono in corso i lavori della COP16 sulla desertificazione a Riyadh, in Arabia Saudita. La COP16 Desertificazione, anche detta la COP del suolo, mira a individuare nuove strategie e risorse per fermare il degrado del suolo, una delle risorse naturali più preziose.

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    09/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    09/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    Che cos’è la COP16 sulla Desertificazione?

    Dopo la COP16 sulla biodiversità a Cali, Colombia, e la COP29 sul clima a Baku, Azerbaijan, lo scorso 2 dicembre è iniziata la COP16 sulla desertificazione a Riyadh, Arabia Saudita. La Conferenza delle Parti della Convenzione ONU contro la desertificazione e la siccità (UNCCD) affronta temi fondamentali come la lotta alla siccità e la promozione dell’agroecologia, in un contesto dove la desertificazione rimane spesso sottovalutata rispetto alle altre convenzioni delle Nazioni Unite. Fondata nel 1994, la UNCCD rappresenta l’unico accordo giuridicamente vincolante che connette le dinamiche ecologiche con lo sviluppo sociale ed economico. Con 197 Parti firmatarie, tra cui l’Unione Europea, si distingue per il suo impegno a contrastare il degrado del suolo a livello globale, un tema che coinvolge direttamente il futuro della sicurezza alimentare e della sostenibilità.

    Che cos’è la COP16 sulla Desertificazione?

    Quali sono i temi di COP16 Desertificazione?

    Alla COP16 sulla desertificazione si discute l'importanza delle soluzioni basate sulla natura per contrastare il degrado del suolo, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico. L’approccio è duplice, con un percorso di negoziazione e un'Agenda d'azione interconnessi per ottenere risultati significativi. L'agricoltura intensiva è un fattore chiave della degradazione del suolo, contribuendo all'80% della deforestazione e al 70% dell'uso di acqua dolce. Le pratiche agricole insostenibili, come l'uso eccessivo di fertilizzanti, destabilizzano gli ecosistemi. I lavori della COP16 si stanno concentrando sullo studio di iniziative congiunte per accelerare la rigenerazione dei suoli entro i 2030 e tra queste c’è quella di garantire che la terra continui a fornire nature-based solutions per il clima e per la biodiversità.

    Quali sono i temi di COP16 Desertificazione?
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    COP16 e crisi globale della siccità: un’emergenza silenziosa

    Il report 2024 dell’UNCCD “La storia della terra: esperienze nazionali con la segnalazione del degrado del suolo e della siccità” evidenzia come gli ecosistemi terrestri siano fondamentali per il sostentamento della vita umana. Essi contribuiscono a oltre la metà del prodotto interno lordo globale e racchiudono diversi valori culturali, spirituali ed economici. Ciononostante, i terreni continuano a degradarsi, con conseguenze a catena su svariate specie di flora e fauna. Una definizione formale di degrado del territorio è la riduzione o la perdita della produttività biologica o economica e della complessità delle terre coltivate con le piogge, delle terre coltivate con le irrigazioni, dei pascoli, delle foreste e dei boschi, dovuta a una combinazione di pressioni, tra cui l'uso del suolo e le pratiche di gestione (Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta contro la desertificazione (UNCCD), 1994).

    COP16 e crisi globale della siccità: un’emergenza silenziosa

    Il degrado del suolo aggravato dalla siccità

    Il report UNCCD 2024 evidenzia come la siccità sia un rischio naturale che si verifica in quasi tutte le zone climatiche, con gravi impatti socioeconomici e ambientali sulle persone e sui luoghi in cui la resilienza alla siccità è bassa. In molte aree del mondo, si prevede che la siccità aumenti di frequenza e si intensifichi a causa dei cambiamenti climatici (IPCC 2022). L'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) 15 mira a proteggere, ripristinare e promuovere l'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, combattere la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del suolo e fermare la perdita di biodiversità. Il degrado del suolo ha quindi un impatto sia sui sistemi naturali che sulla salute umana, oltre ad esacerbare l'insicurezza alimentare e ridurre la resilienza ai cambiamenti climatici, spesso costringendo alla migrazione le popolazioni colpite.

    Il degrado del suolo aggravato dalla siccità
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    Qual è il programma di COP16 Desertificazione?

    Con il tema “La nostra terra. Il nostro futuro”, la COP16 si propone di trasformare la percezione della UNCCD, spesso considerata una “sorella minore” rispetto alle altre convenzioni. Le sessioni, suddivise tra un Percorso di negoziazione e un’Agenda d’azione, mirano a raggiungere risultati concreti, tra cui il rafforzamento dei diritti delle donne sulla terra e il coinvolgimento dei giovani nella creazione di posti di lavoro sostenibili. Inoltre, la COP16 vedrà la partecipazione del Nucleo di Ricerca sulla Desertificazione (NRD) dell’Università di Sassari e di altre istituzioni accademiche e scientifiche. Tra gli eventi in programma, un focus sulla ricerca e sull’istruzione come strumenti per contrastare desertificazione e degrado del suolo. Si discuterà anche di “desert greening” e uso sostenibile delle risorse, sottolineando l’importanza di un dialogo solido tra scienza, politica e pratica per affrontare sfide globali.

    Qual è il programma di COP16 Desertificazione?
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    COP16 Desertificazione: la scelta di Riyhad

    La scelta di Riyadh come sede della COP16 è simbolica: situata in una delle regioni più colpite dalla desertificazione, rappresenta una sfida e un’opportunità unica per l’Arabia Saudita, che ospita per la prima volta un evento di tale portata. In questo contesto, uno dei report chiave che fornisce una base scientifica ai negoziati della COP16 è "Stepping Back from the Precipice: Transforming Land Management to Stay Within Planetary Boundaries", che analizza i limiti planetari e traccia un percorso per affrontare la crisi globale legata alla gestione del suolo. Secondo Ibrahim Thiaw, segretario esecutivo dell’UNCCD, “Riyadh 2024 dovrebbe segnare un punto di svolta per l’agenda globale sulla terra e la resilienza alla siccità”. Questo evento potrebbe rappresentare un passo decisivo nella lotta contro il degrado del suolo, fondamentale per garantire il futuro del nostro pianeta e delle generazioni a venire.

    COP16 Desertificazione: la scelta di Riyhad
    09/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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