ESG-washing: come riconoscerlo e gestirlo in azienda
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    ESG-washing: come riconoscerlo e gestirlo in azienda

    Con il termine ESG-washing si fa riferimento all’adozione di pratiche messe in atto per rappresentare un'azienda come più sostenibile di quanto non sia in realtà. Una tendenza alimentata dalla pressione del mercato e dagli stakeholder che richiedono un impegno maggiore verso la sostenibilità.

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    15/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    15/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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    ESG-washing: che cos’è e quali rischi comporta

    I criteri ESG hanno assunto un'importanza strategica negli investimenti globali, ma emerge un preoccupante rischio di ESG-washing. Questa pratica si riferisce all'adozione superficiale di criteri ESG, spesso a scopi promozionali piuttosto che sostanziali. Tale tendenza solleva interrogativi fondamentali sulla reale efficacia degli impegni aziendali verso la sostenibilità. Le motivazioni che spingono le imprese a integrare i criteri ESG nelle loro operazioni devono tradursi in una vera trasformazione sostenibile, che si manifesti in cambiamenti industriali, nella transizione energetica e nelle relazioni con clienti e partner.

    ESG-washing: che cos’è e quali rischi comporta

    ESG-washing e impatto sulla brand reputation

    L'ESG-washing implica la presentazione di un'azienda come più sostenibile di quanto realmente non sia. Non si tratta di un semplice approccio tattico, ma di una tendenza influenzata dalla pressione del mercato e degli stakeholder, che richiedono un impegno crescente verso la sostenibilità. Tuttavia, i risultati dell’impegno aziendale con integrazione degli obiettivi ESG si manifesta nel lungo periodo. Inoltre, poiché gli investimenti ESG mirano a indirizzare risorse verso aziende che perseguono progetti di trasformazione sostenibile, il mancato raggiungimento di cambiamenti reali può compromettere la credibilità e la brand reputation aziendale.

    ESG-washing e impatto sulla brand reputation
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    Le conseguenze dell’ESG-washing

    Le conseguenze dell'ESG-washing, considerando il contesto normativo emergente (come il regolamento UE sui rating ESG), vanno oltre la perdita di fiducia da parte di consumatori e investitori. Possono comportare anche sanzioni legali e regolatorie, visto l'interesse delle istituzioni e degli investitori nel garantire trasparenza e responsabilità nelle dichiarazioni di sostenibilità. Nello specifico il regolamento UE prevede che i fornitori di rating ESG debbano ottenere l'autorizzazione dall'ESMA e saranno soggetti alla sua supervisione. Dovranno rispettare obblighi di trasparenza, in particolare riguardo alla metodologia utilizzata e alle fonti di informazione. I fornitori di rating ESG situati al di fuori dell'Unione Europea che desiderano operare nell'UE dovranno ottenere l'approvazione dei loro rating da un fornitore autorizzato nell'UE, basata su criteri quantitativi, o essere inseriti nel registro dei fornitori di rating ESG dell'UE.

    Le conseguenze dell’ESG-washing

    Creazione di valore tramite i criteri ESG

    Investire in sostenibilità rappresenta una creazione di valore nel medio e lungo periodo, come confermato dall'85% dei manager intervistati nella ricerca condotta dall'Institute for Sustainable Investing. Lo studio è stato effettuato su oltre 300 aziende pubbliche e private con fatturati superiori a 100 milioni di dollari. Tra le motivazioni principali, il 50% indica la generazione di rendimenti finanziari, superando il 48% che menziona la compliance. L'85% delle aziende ritiene che la sostenibilità rappresenti un'opportunità di creazione di valore. Quando viene chiesto quale impatto abbia la sostenibilità sulla strategia aziendale a lungo termine, l'85% degli intervistati risponde che si tratta principalmente (53%) o parzialmente (32%) di un'opportunità per generare valore. Questo aspetto è anche la motivazione più considerata dai responsabili delle decisioni in materia di sostenibilità per giustificare l'adozione della strategia sostenibile nella propria azienda.

    Creazione di valore tramite i criteri ESG
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    Le aspettative degli stakeholder esterni

    Le aspettative degli stakeholder esterni, come investitori e società civile, hanno registrato risposte significativamente più basse. La creazione di valore è particolarmente accentuata nella regione Asia-Pacifico, dove il 93% degli intervistati in Cina afferma che la sostenibilità per la propria azienda si concentra principalmente sulla creazione di valore. Questo potrebbe riflettere il ruolo fondamentale della Cina nel fornire supporto alle industrie green in espansione, come le energie rinnovabili e i veicoli elettrici. Due terzi delle aziende del settore energetico considerano la sostenibilità una possibilità di generare valore, mentre solo il settore informatico ha un tasso di risposta più elevato (86%). Tuttavia, se il ritorno economico a breve termine rimane la principale motivazione per gli investimenti ESG, c'è il rischio di amplificare aspettative non realizzabili con forme di greenwashing o ESG-washing, estendendo il concetto anche alle dimensioni sociali e di governance.

    Le aspettative degli stakeholder esterni
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    Le cause dell’ESG-washing

    Nel report, solo il 26% degli intervistati indica la pressione della società civile come stimolo per investire in sostenibilità. Le pressioni degli investitori (32%) e dei fornitori (34%) risultano più influenti, così come gli incentivi governativi (35%). Inoltre, il 46% degli intervistati considera le scelte sostenibili come una sfida per il modello di sviluppo, mentre solo il 15% le vede come gestione del rischio. Le cause dell'ESG-washing sono molteplici, incluse le difficoltà nell’implementare le strategie ESG, date le elevate esigenze di investimento. Per il 31% degli intervistati, queste esigenze rappresentano una priorità, mentre il 28% vive un conflitto tra pratiche sostenibili e obiettivi finanziari. Solo il 37% degli intervistati ritiene che il proprio consiglio di amministrazione disponga delle competenze necessarie in materia di sostenibilità.

    Le cause dell’ESG-washing

    Garantire la trasparenza per fronteggiare l’ESG-washing

    Infine, le convinzioni culturali del management giocano un ruolo fondamentale: il 47% dei manager sente un dovere morale di agire in modo responsabile verso le persone e il pianeta, mentre il 46% considera la sostenibilità una sfida importante per il modello di sviluppo attuale. Solo il 15% dei partecipanti al sondaggio vede gli investimenti in sostenibilità principalmente come un modo per prevenire rischi. Nonostante tali difficoltà, gli investimenti ESG mantengono un vantaggio competitivo, ma devono affrontare rischi come l'ESG-washing, che possono minare la fiducia degli investitori. Per fronteggiare efficacemente questa situazione, le aziende devono garantire trasparenza e affidabilità nei loro progetti di sostenibilità e valorizzare chiaramente le opportunità derivanti dalla transizione verso pratiche più sostenibili.

    Garantire la trasparenza per fronteggiare l’ESG-washing
    15/12/2024Di 3Bee, Angelina Tortora
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