CSRD e biodiversità: quali standard seguire nel 2025
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    CSRD e biodiversità: quali standard seguire nel 2025

    Nel 2025 la rendicontazione di sostenibilità aziendale richiederà l’adozione di standard sempre più precisi. Scopri come la CSRD integra la biodiversità e quali normative seguire per essere conformi, competitivi e realmente sostenibili.

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    28/06/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    CSRD 2025: un nuovo approccio alla sostenibilità aziendale

    Nel aprile 2025, il Parlamento Europeo ha approvato la proposta "stop-the-clock", inclusa nel pacchetto di semplificazione Omnibus I, che posticipa al 2028 l’entrata in vigore degli obblighi di rendicontazione previsti dalle direttive CSRD e CSDDD. Questo rinvio riguarda principalmente:
    • Le grandi imprese che non hanno ancora avviato il processo di rendicontazione richiesto dalla CSRD.
    • Le PMI quotate, che saranno interessate dalla seconda e terza ondata della direttiva.
    Con l’approvazione di questa misura, le nuove scadenze sono fissate rispettivamente al 2028 e 2029. Inoltre, il rinvio di un anno si applica anche alle grandi imprese soggette agli obblighi di due diligence previsti dalla CSDDD. Il 25 giugno 2025, il Consiglio dell'Unione Europea ha adottato il mandato negoziale, che oltre a confermare il rinvio, propone l’innalzamento della soglia a 1.000 dipendenti e 450 milioni di fatturato netto, con possibile esclusione delle PMI quotate.
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    Standard ESRS E4 dopo il pacchetto Omnibus

    A seguito dell’approvazione del pacchetto Omnibus da parte della Commissione Europea, l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) ha presentato un piano operativo dettagliato per la revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). L’iniziativa mira ad alleggerire e semplificare il quadro normativo della rendicontazione di sostenibilità, pur mantenendone coerenza e qualità, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. L’obiettivo principale è fornire, entro il 31 ottobre 2025, una guida tecnica rivolta a chi si occupa della redazione dei bilanci di sostenibilità. Tale guida sarà pensata per migliorare la fruibilità e l’efficacia degli ESRS, rendendoli più accessibili, in particolare per le PMI, e più utili per gli stakeholder interni ed esterni alle imprese.

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    Metodologie per valutare l’impatto sulla biodiversità

    Stabilire con chiarezza gli obiettivi di una valutazione della biodiversità è un passaggio essenziale per orientare correttamente la scelta dei metodi, la scala di analisi e i risultati attesi. A seconda del contesto, gli obiettivi possono essere diversi: supportare le decisioni nella gestione del territorio, misurare l’efficacia di interventi di conservazione, valutare gli impatti ambientali di progetti specifici oppure integrare la biodiversità nei report di sostenibilità aziendale. In generale, si possono distinguere tre tipologie principali di obiettivi: descrittivi, per offrire una fotografia dello stato attuale; predittivi, per elaborare scenari futuri; decisionali, per fornire basi solide a supporto delle azioni da intraprendere. Gli obiettivi permettono di selezionare indicatori coerenti, coinvolgere in modo mirato gli stakeholder e garantire che l’intera valutazione produca risultati concreti, utilizzabili e facilmente comunicabili.

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    Obblighi di doppia materialità e governance ambientale

    La CSRD introduce il principio della doppia materialità: le aziende devono rendicontare sia l’impatto delle loro attività sull’ambiente, sia i rischi che i cambiamenti ambientali comportano per la loro stessa continuità operativa. Questo approccio richiede una governance evoluta, con ruoli e responsabilità chiari nella gestione della sostenibilità. I consigli di amministrazione devono essere coinvolti nella definizione delle strategie ESG, nella supervisione degli obiettivi e nella gestione dei rischi legati alla biodiversità. È consigliabile costituire comitati ESG interni, formare il personale e integrare i criteri ambientali nei processi decisionali. La valutazione di materialità deve essere dinamica e partecipata, coinvolgendo stakeholder interni ed esterni, per assicurare una visione completa e condivisa.

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    Biodiversità: competitiva e reputazionale

    Integrare la biodiversità nella strategia aziendale, rappresenta un’opportunità di innovazione e vantaggio competitivo. I consumatori e gli investitori premiano sempre più le imprese che dimostrano attenzione verso la tutela del capitale naturale. Le aziende che anticipano l’applicazione degli standard CSRD e adottano pratiche trasparenti e verificabili possono differenziarsi sul mercato, accedere a finanziamenti sostenibili (es. green bond, ESG loan), migliorare la reputazione e attrarre nuovi talenti. Inoltre, la biodiversità è collegata direttamente alla sicurezza delle filiere produttive, alla disponibilità di risorse e alla gestione dei rischi ambientali.

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    L'espansione di 3Bee sui mercati internazionali

    Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto "Biodiversity services EU expansion" (CUP: E43D22000480009) a valere sul bando di Regione Lombardia "PR FESR 2021-2027 – LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE 21-27", volto a supportare l'internazionalizzazione delle aziende italiane. 3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie innovative per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, supportando le imprese nella definizione di strategie climatiche personalizzate basate sull’analisi dei loro impatti e dipendenze dalla natura. Con un portfolio consolidato in Italia, Germania e Francia e partnership di rilievo, 3Bee continua la sua espansione sui mercati internazionali per creare un impatto concreto tramite la tecnologia.

    28/06/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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