Vermocane: il verme marino che minaccia i nostri mari
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    Vermocane: il verme marino che minaccia i nostri mari

    Il vermocane è una specie diventata invasiva che minaccia la biodiversità del Mar Mediterraneo. La proliferazione di esemplari nei mari del Sud Italia rientra tra gli impatti della crisi climatica sull’ecosistema marino. Scopri di più in questo articolo.

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    03/06/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    Vermocane: caratteristiche, diffusione e rischi per l’uomo

    Come da definizione dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, “l’Hermodice carunculata, conosciuto comunemente come vermocane o verme di fuoco, è un verme marino, più precisamente un polichete. Si tratta di una specie carnivora, principalmente presente sui fondali rocciosi ma si può trovare anche su sabbia e nelle praterie di Posidonia oceanica.” Lunghi in media tra i 20 e i 30 centimetri e dai colori sgargianti che attirano l’attenzione, gli esemplari di vermocane hanno il corpo ricoperto di setole che contengono tossine urticanti. Se toccati dall’uomo dunque, possono provocare bruciori, irritazioni, edemi ed intorpidimenti. Questa specie è comparsa intorno al 1800 nel Golfo di Catania ed è quindi presente da tempo nel Mar Mediterraneo, ma nell'ultimo periodo, probabilmente a causa del riscaldamento delle acque, gli esemplari di vermocane stanno aumentando notevolmente.

    Hermocide carunculata

    Invasione di vermocane nel Mar Mediterraneo

    L'aumento di esemplari di vermocane nel Mar Mediterraneo ha fatto guadagnare loro il titolo di specie invasiva: questo sta causando non pochi problemi, soprattutto nell'ambito delle attività di pesca. Il comportamento invasivo assunto dal vermocane nelle acque di Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, porta gli esemplari a incagliarsi nelle reti dei pescatori e negli strumenti da pesca sempre più frequentemente. Una vera e propria minaccia per la pesca: i vermocane non solo rimangono impigliati nelle reti, ma divorano anche tutti i pesci imprigionati tra le maglie, entrando dagli occhi e scavando all’interno del corpo del pesce. La loro presenza è stata recentemente rilevata anche sugli scogli e a riva, allarmando i bagnanti delle località turistiche del Sud Italia. La continua espansione di questa specie andrà a causare diversi cambiamenti ambientali, con conseguenze rilevanti che potrebbero potenzialmente incidere anche sulla biodiversità.

    vermocane
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    Vermocane: alimentazione e accoppiamento

    I vermocane sono voraci predatori che si nutrono di coralli, anemoni e piccoli crostacei. Nello specifico, tendono a ingerire i coralli partendo dalla parte apicale, rimuovendo il tessuto del corallo direttamente dalla struttura scheletrica calcarea. In genere trascorrono dai cinque ai dieci minuti sull’apice di ogni ramificazione del corallo: dopo il banchetto, i “rami predati” sono facilmente visibili a causa del caratteristico colore bianco della sola struttura calcarea che, purtroppo, indica la morte del corallo. L’Hermodice carunculata se allevata in cattività, può nutrirsi anche di calamari, vongole, gamberi, krill e cozze, questo rimarca la sua voracità. Un’altra curiosità sui vermocane riguarda l’accoppiamento: quando gli esemplari arrivano in superficie per accoppiarsi, le femmine emettono un bagliore fosforescente verdastro, che attira i maschi i quali emettono allo stesso tempo una particolare luce lampeggiante.

    vermocane alimentazione

    La riproduzione del vermocane

    La riproduzione del vermocane non è solo sessuale, ma anche asessuale. In quest’ultimo caso, la riproduzione avviene per frammentazione e rigenerazione: se il vermocane viene tagliato in due parti, ognuna di queste è in grado di ricostruire i segmenti mancanti. La capacità di rigenerazione della parte posteriore del corpo nei vermocane è stata dimostrata grazie a una serie di studi, mentre la capacità di rigenerazione della parte anteriore apicale, che comprende anche la bocca, è ancora oggetto di studio e ricerca e quindi non certa ad oggi. Interessante in questo processo è il colore della parte rigenerata: la mancanza di pigmenti segnala, il più delle volte, l’avvenuto processo di rigenerazione del vermocane.

    Riproduzione vermocane
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    Biodiversità: come contrastare le specie invasive

    Per contrastare eventi critici come la proliferazione di specie invasive, risultano di primaria importanza l’individuazione e l’attuazione di politiche volte a prevenire, monitorare e fronteggiare questi fenomeni. Proprio il processo di monitoraggio risulta cruciale e laddove il esso riesce ad essere capillare e puntuale, si possono adottare politiche volte alla preservazione e la creazione di ecosistemi naturali. Questi ultimi ricoprono un ruolo particolarmente fondamentale e, grazie alla loro elevata biodiversità, essi fungono oltre che da argine diretto, da bacino biologico prezioso a cui poter attingere per aumentare le possibilità di successo contro la diffusione di queste piaghe. 3Bee, con il progetto Oasi della Biodiversità, mira proprio a questo ricreando habitat nativi per la prosperità di tutti gli organismi autoctoni con particolare attenzione agli insetti impollinatori. Vuoi aiutarci a monitorare, proteggere e rigenerare la biodiversità?

    Oasi 3Bee
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    03/06/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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