Il cambiamento climatico colpisce anche le migrazioni animali
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    Il cambiamento climatico colpisce anche le migrazioni animali

    Le migrazioni animali sono un fenomeno vitale per molte specie. Tuttavia, con il cambiamento climatico in atto, questi spostamenti rischiano di diventare sempre più instabili, con gravi ripercussioni in particolare per gli uccelli migratori a lungo raggio.

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    05/11/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    05/11/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    Cosa sono le migrazioni

    Ogni anno, con l’arrivo dell’autunno, alzando gli occhi al cielo si scorgono stormi di uccelli pronti a intraprendere un lungo viaggio. Si tratta delle migrazioni: un fenomeno naturale che riguarda lo spostamento – per molte specie stagionale – di popolazioni da un habitat all’altro per sopravvivere e riprodursi. Non solo gli uccelli migrano: anche mammiferi, pesci, rettili e insetti partecipano a questo processo. Anche la nostra specie, Homo sapiens, ha sempre migrato in risposta ai cambiamenti ambientali, e oggi il riscaldamento globale rischia di innescare nuove migrazioni umane, portando con sé sfide globali legate alla giustizia climatica. Le altre specie non sono meno colpite: il cambiamento climatico sta infatti rendendo estremamente instabili le migrazioni stagionali di molti animali. Spostamenti che per secoli hanno seguito schemi regolari, oggi sono alterati, con conseguenze potenzialmente tragiche per l’intera biodiversità.

    rondine

    Perché le specie migrano

    Di fronte a un cambiamento ambientale, le specie possono reagire in tre modi: adattarsi, estinguersi o migrare. Le migrazioni rappresentano una strategia fondamentale per la sopravvivenza, permettendo agli animali di spostarsi verso aree più favorevoli in cerca di risorse o per sfuggire a condizioni climatiche avverse. In alcune specie, come rondini, renne, tartarughe marine e molte altre, questo processo avviene ciclicamente, ogni anno. Per molti uccelli migratori, come rondoni, gru, cicogne, oche selvatiche e storni, l’autunno segna l’inizio del viaggio verso Sud, dove trovano climi più miti, mentre in primavera ritornano a Nord per sfruttare la stagione riproduttiva e l’abbondanza di cibo. Non solo gli uccelli sono migratori stagionali: uno degli esempi più incredibili e affascinanti in natura è infatti quello della farfalla monarca, che ogni anno percorre oltre 4.000 km chilometri dal nord America al Messico.

    migrazione rondini
    XNatura

    Quali sono i diversi tipi di uccelli migratori

    Tra le oltre dieci mila specie di uccelli, circa il 40% migra regolarmente, ma il fenomeno migratorio varia notevolmente sia tra le specie che all’interno delle popolazioni. Esistono due categorie principali: i migratori completi, dove tutti gli individui di una specie migrano, come le rondini (Hirundo rustica) e i gruccioni (Merops apiaster), e i migratori parziali, in cui solo alcune popolazioni si spostano mentre altre restano sedentarie, come nel caso dei merli (Turdus merula) e dei pettirossi (Erithacus rubecula). Gli uccelli migratori si distinguono anche in base alla distanza percorsa: esistono migratori a corto raggio, che restano nel bacino del Mediterraneo o raggiungono il Nord Africa, e i migratori a lungo raggio, che attraversano il Sahara e arrivano fino all’Africa meridionale. Tra le specie di uccelli migratori a lungo raggio più famosi, oltre la rondine, ci sono sicuramente il rondone comune (Apus Apus), la cicogna (Ciconia ciconia) e l’usignolo (Luscinia megarhynchos).

    pettirosso

    Come i cambiamenti climatici influiscono sulle migrazioni

    Le migrazioni degli uccelli stanno subendo forti alterazioni a causa del riscaldamento globale, modificando drasticamente i tempi e le modalità di spostamento stagionale. Un ampio studio del 2022 pubblicato su Ecological Monographs e coordinato da Andrea Romano, ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano, ha rilevato che, in media, la migrazione primaverile verso i siti di nidificazione e la riproduzione degli uccelli sono anticipate di circa 2-3 giorni per decennio, con variazioni significative tra le specie. Lo studio ha raccolto oltre 5.500 serie storiche di dati fenologici, comprese tra il 1811 e il 2018, riguardanti 684 specie di uccelli a livello globale ed ha osservato che gli uccelli migratori a lungo raggio presentano anticipi meno marcati rispetto alle specie che si muovono all’interno del continente. Questo rende più vulnerabili tali specie, in quanto non possono essere in grado di prevedere le alterazioni del clima e dell’ambiente.

    cicogna
    XNatura

    Tempi di migrazioni e risorse alimentari

    Le specie di uccelli migratori a lungo raggio, infatti, dopo aver affrontato sfide ecologiche come mari e deserti, si trovano ad arrivare nei siti in cui nidificano con un completo disallineamento tra i tempi di migrazione e la disponibilità di risorse alimentari. La riduzione della sincronia tra il picco di abbondanza di cibo e la presenza degli uccelli nei siti di riproduzione provoca gravi danni per la loro sopravvivenza. Gli uccelli migratori si trovano ad avere meno risorse disponibili, con ricadute sul loro successo riproduttivo: questo sta già causando una diminuzione delle popolazioni in molte specie. Gli uccelli residenti e quelli che compiono migrazioni a breve raggio, al contrario, riuscirebbero ad adattarsi più facilmente ai cambiamenti locali, modificando il loro comportamento e le loro abitudini riproduttive in risposta alle variazioni ambientali instabili.

    migrazioni
    3Bee

    Diverse strategie per la tutela delle specie

    Come denuncia il report “Climate change and migratory species: a review of impacts, conservation actions, indicators and ecosystem services”, le specie migratorie, inclusi gli uccelli, hanno un profondo impatto nel mantenimento dei diversi habitat e forniscono importanti servizi ecosistemici. Le nuove evidenze scientifiche sottolineano la necessità di adottare misure di conservazione mirate, che tengano conto delle esigenze specifiche delle diverse specie migratrici. Mitigazione dei cambiamenti climatici, strategie di protezione dell’habitat e progetti di citizen science, come il monitoraggio delle rotte migratorie da parte dei cittadini, potrebbero svolgere un ruolo cruciale nel raccogliere dati preziosi per la ricerca e la conservazione. Questi approcci potrebbero contribuire a preservare la biodiversità, soprattutto in un momento in cui l’alterazione dei tempi di migrazione sta destabilizzando molti ecosistemi e mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose specie.

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    05/11/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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