COP16 a Cali: 5 trend emergenti
Dal 21 ottobre al 1° novembre, la comunità internazionale si r


La biodiversità è stata a lungo trascurata dalle aziende, ma la situazione sta cambiando. Un numero record di imprese si prepara a partecipare alla COP16 del 2024. Sono cinque le tendenze globali che alimentano il crescente interesse delle aziende per la natura e la biodiversità.
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Il World Economic Forum ha stimato che almeno metà del PIL mondiale dipende dalla natura, con il 40% delle risorse naturali globali in declino. La perdita di biodiversità e il collasso degli ecosistemi sono tra i tre rischi più gravi del prossimo decennio, secondo il rapporto sui rischi globali del WEF. A questo si aggiungono le incertezze legate al cambiamento climatico e alle tensioni geopolitiche. I ricercatori SEI hanno analizzato le interdipendenze internazionali nel settore alimentare, energetico e minerario per comprendere i rischi associati. Secondo i ricercatori l’obiettivo da perseguire è quello di tracciare il percorso per


La COP16 si concentra sull'attuazione del Global Biodiversity Framework adottato alla COP15. È previsto che tutti i paesi presentino strategie nazionali aggiornate (NBSAP) per raggiungere gli obiettivi del framework, quelli più rilevanti sono:
1. Obiettivo 7 - “Ridurre l'inquinamento a livelli che non siano dannosi per la biodiversità”, prevede di ridurre entro il 2030 i rischi di inquinamento e l'impatto negativo dell'inquinamento da tutte le fonti;
2. Obiettivo 15 - “Le aziende valutano, divulgano e riducono i rischi e gli impatti negativi legati alla biodiversità” prevede di adottare misure legali, amministrative o politiche per consentire alle grandi aziende di monitorare, valutare e divulgare i propri rischi.
3. Obiettivo 16 - “Abilitare scelte di consumo sostenibili per ridurre gli sprechi e il consumo eccessivo”, prevede di garantire che le persone siano incoraggiate e messe in grado di fare scelte di consumo sostenibili.

Il sondaggio del 2022 del Nature Benchmark della World Benchmarking Alliance (WBA) ha constatato che solo il 5% delle aziende ha valutato il proprio impatto sulla natura, ma le aspettative stanno cambiando. Infatti, uno studio pilota multi-strumento, ha rivelato che un elenco delle 250 principali aziende ad alto impatto basato sull'indice MSCI World è potenzialmente responsabile del 73% dell'impatto sulla biodiversità. Gli investitori richiedono sempre più informazioni su questi temi. Con 177 istituzioni finanziarie che hanno firmato il Finance for Biodiversity Pledge, si prevede un’accelerazione nei progressi. Esiste una gamma di strumenti per supportare il monitoraggio e la rendicontazione relativa alla natura che le aziende possono utilizzare, come il Taskforce on Nature-related Financial Disclosures e la Global Reporting Initiative. Le metriche MSCI su natura e biodiversità, le linee guide aziendali della Science Based Targets Network.


Sempre più imprese stanno ampliando la loro visione oltre la semplice


Settori come cibo, energia e moda esercitano una pressione significativa sulla biodiversità. Gli atteggiamenti dei consumatori sono dunque fondamentali. Le discussioni alla COP16 affronteranno tematiche che includono il consumo eccessivo e il commercio in base al target 16, nel quale sia le aziende che i governi sono chiamati a svolgere un ruolo ben preciso. SEI ha sviluppato indicatori globali per il consumo (GEIC) e organizzerà un evento per discutere come ridurre il consumo eccessivo in modo equo. Inoltre, per la prima volta, la COP sulla biodiversità includerà un Trade Day, con eventi dedicati al commercio e alle catene del valore.

Tutte queste tendenze combinate potrebbero facilitare i negoziati alla COP16, affrontando la sfida più importante, ovvero quella di

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