Il 13 ottobre è la giornata mondiale per la riduzione dei disastri naturali
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    Il 13 ottobre è la giornata mondiale per la riduzione dei disastri naturali

    Una giornata che vuole richiamare governi, organizzazioni e cittadini a riflettere sull’aumento di catastrofi naturali e sull’urgenza di adottare misure concrete per prevenire e mitigare l’impatto di eventi estremi. Scopri di più in questo articolo.

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    10/10/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    10/10/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    L’urgenza di prevenire i disastri naturali

    Il 13 ottobre si celebra la Giornata Internazionale per la Riduzione del Rischio dei Disastri Naturali (IDDRR), istituita dalle Nazioni Unite nel 1989 con l’obiettivo di sensibilizzare governi, organizzazioni e cittadini sull’importanza della prevenzione e gestione dei rischi legati a eventi come terremoti, alluvioni, uragani e incendi. Negli ultimi vent’anni, si è registrato infatti un forte incremento di questi eventi, in gran parte legati al cambiamento climatico. Secondo l’UNDRR, l’ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri, tra il 2000 e il 2019 si sono verificati oltre 7.300 disastri, causando la morte di 1,23 milioni di persone, colpendo 4,2 miliardi di individui e generando perdite economiche per 2,97 trilioni di dollari. Questi dati allarmanti sottolineano l’urgenza di promuovere una cultura globale orientata alla riduzione del rischio, che coinvolga attivamente sia i cittadini che i governi in azioni concrete per mitigare l’impatto delle calamità.

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    Dare forza alle prossime generazioni per un futuro migliore

    I bambini e i giovani sono i più colpiti dai disastri naturali. Dal 2000, oltre 1 miliardo di bambini ha visto la propria vita sconvolta dai disastri, con più di 80.000 scuole danneggiate o distrutte. Per questa ragione, coerentemente con gli obiettivi del Sendai Framework 2015-2030 – un accordo internazionale volto a ridurre significativamente le perdite umane, i danni economici e gli impatti ambientali causati dai disastri naturali – è stato deciso di dedicare il tema della giornata 2024 ai più giovani. Due sono le aree prioritarie di intervento: garantire scuole sicure, resilienti e integrate nei sistemi di allerta precoce, e fornire ai bambini un’educazione mirata che li prepari a comprendere e rispondere ai rischi di disastri. Proteggere i più giovani, attraverso un’educazione adeguata è il primo passo per costruire comunità più resilienti e mitigare gli effetti devastanti dei disastri naturali.

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    Il cambiamento climatico è una minaccia per i bambini

    Inondazioni, incendi, siccità, tempeste e ondate di calore sono solo alcuni dei fenomeni estremi direttamente connessi al cambiamento climatico e saranno sempre più persistenti nei prossimi anni. Secondo l’UNICEF, circa un miliardo di bambini nel mondo è a rischio estremamente elevato a causa dei disastri naturali, inclusi quelli alimentati dalla crisi climatica. Non solo, secondo il report di UNICEF “Children displaced in a changing climate” i disastri legati al clima hanno causato 43,1 milioni di bambini sfollati interni in 44 paesi dal 2016 al 2021, in particolare in Cina e nelle Filippine. Si tratta di un numero esorbitante: 20000 bambini sfollati al giorno. Una cifra che, secondo il report, è destinata a crescere: grazie al modello di rischio di sfollamento da calamità sviluppato dall’Internal Displacement Monitoring Centre, si prevede ad esempio che con le attuali condizioni climatiche le inondazioni fluviali potrebbero sfollare quasi 96 milioni di bambini nei prossimi 30 anni.

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    Proteggere e preparare i bambini ai disastri naturali

    Davanti a questa urgenza, l’impegno dei governi, come esorta l’IDDRR e l’UNICEF, è quello di proteggere ed educare i bambini. I giovani hanno il diritto di essere al sicuro nelle loro scuole, che devono essere resilienti ai disastri e integrate nei sistemi di allerta precoce. È necessario fornire un’educazione adeguata all’età per aiutarli a comprendere i rischi, preparandoli ad agire tempestivamente in caso di emergenza. Sostenere e adottare il Comprehensive School Safety Framework 2022-2030, promosso da UNESCO e UNICEF, è essenziale per proteggere i più piccoli dagli impatti del cambiamento climatico, assicurando che i servizi critici per i bambini siano inclusivi e reattivi alle crisi. Inoltre, educare i bambini significa responsabilizzarli alle loro scelte future. Come afferma la direttrice dell’ UNDRR Paola Albrito: «Le decisioni prese oggi plasmano gli eventi di domani. Dobbiamo alle future generazioni il compito di metterle in grado di ridurre i rischi legati ai disastri».

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    L’Italia e le catastrofi naturali

    L’Italia, come altri paesi che si trovano nel bacino mediterraneo, sta sempre più sperimentando la forza e l’impatto di disastri naturali, in particolare di fenomeni metereologici estremi. Secondo i dati ISPRA, l’Italia è inoltre uno dei paesi più esposti al dissesto idrogeologico, con quasi il 94% dei comuni a rischio per frane, alluvioni ed erosione costiera. Un esempio drammatico che ha afflitto il nostro paese è stata l’alluvione che ha colpito la Romagna nella primavera del 2023, provocando 20.000 sfollati e 17 morti, e seguita da un’altra alluvione, di entità minore, nel settembre 2024. Questi eventi – intensificati dal cambiamento climatico – evidenziano la crescente vulnerabilità del nostro territorio, aggravata secondo gli esperti dalla cementificazione, dalla scarsa manutenzione di argini e corsi d’acqua e da una pessima gestione del suolo pubblico.

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    I bambini italiani a rischio disastri naturali

    Anche in Italia, i bambini e gli adolescenti rappresentano il gruppo più vulnerabile agli effetti dei disastri naturali, anche a causa della interruzione dei servizi di base. Secondo l’Indice di Rischio Climatico per l’Infanzia (CCRI) dell’UNICEF, il nostro paese presenta infatti un rischio elevato per l’esposizione a rischi, shock e stress climatici e ambientali. Per questa ragione, è importante per il adottare un Piano Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici che ponga attenzione ai settori cruciali per l’infanzia e che metta i più giovani in condizione di agire attraverso una formazione strutturale sui cambiamenti climatici e sull’ambiente, inclusa la riduzione del rischio da disastri naturali. Pur essendo i meno responsabili, saranno infatti proprio i giovani a subire gli effetti più duraturi di disastri ambientali e cambiamento climatico, rendendo urgente un’azione decisa per invertire la rotta.

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    La piattaforma di 3Bee e il monitoraggio della biodiversità

    Anche la tecnologia può aiutare a proteggere le future generazioni e mitigare i rischi legati ai cambiamenti climatici. 3Bee ha infatti lanciato la più completa e innovativa Environmental Digital Platform che permette di identificare e colmare i gap su natura, clima e biodiversità di aziende, municipalità e parchi naturali, monitorando in modo semplice e veloce quattro indici di rischio in conformità ai principali standard di rendicontazione internazionali. Tra i diversi parametri monitorati, il Nature Impact Risk gioca un ruolo centrale, poiché misura la resilienza di imprese e municipalità ai cambiamenti climatici e alle avversità naturali. Questo strumento è fondamentale per identificare le aree più vulnerabili e pianificare interventi mirati, nell'ambito di una strategia climatica e di biodiversità ad hoc definita sulla base degli impatti rilevati e sulle dipendenze dai servizi ecosistemici direttamente coinvolti.

    Pioggia e disastri
    10/10/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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