Due diligence di sostenibilità: la Direttiva CSDDD è legge
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    Due diligence di sostenibilità: la Direttiva CSDDD è legge

    La Direttiva CSDDD, che entrerà in vigore il 26 luglio 2024, impone nuovi standard di sostenibilità nella gestione della supply chain, influenzando profondamente le imprese europee. Approfondisci in questo articolo cosa prevede la CSDDD o Supply Chain Act, gli obblighi e gli ambiti di applicazione.

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    09/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    09/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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    Direttiva CSDDD pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’UE

    Il 5 luglio 2024 la Direttiva CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), nota anche come Supply Chain Act, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Un punto di svolta per le imprese dell’UE, in quanto questa Direttiva impone nuovi standard di responsabilità e sostenibilità, con significative implicazioni sia per le grandi multinazionali che per le piccole e medie imprese (PMI). Dopo la Direttiva CSRD e gli standard ESRS, la Direttiva CSDDD si configura come un ulteriore passo verso il rafforzamento delle norme di rendicontazione di sostenibilità con riferimento ai criteri ESG. Con la CSDDD infatti, le imprese diventano responsabili per gli impatti negativi, reali o potenziali, su ambiente e diritti umani non solo riguardanti la propria attività, ma anche quella dei propri fornitori e subfornitori. La Direttiva CSDDD diventerà legge a partire dal ventesimo giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e quindi dal 26 luglio 2024.

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    Le aziende soggette alla Direttiva CSDDD

    Le aziende che rientrano nel perimetro di applicazione della Direttiva CSDDD sono:
    - Le aziende dell’Unione Europea che superano i 100 dipendenti e il cui fatturato netto globale è superiore a 450 milioni;
    - I franchising operanti all’interno dell’Unione Europea e il cui fatturato è superiore a 80 milioni di euro, di cui almeno 22,5 derivanti da diritti di licenza di euro;
    - Le società extra UE, il cui fatturato netto supera i 450 milioni di euro nel territorio comunitario, indipendentemente dal numero di dipendenti.
    Le aziende sono quindi tenute a implementare una serie di strategie per monitorare le proprie attività e quelle delle società con cui hanno stipulato appalti (fornitori e subfornitori), per prevenire, mitigare o minimizzare eventuali impatti negativi. Le piccole e medie imprese, insieme alle microimprese che svolgono funzioni di appalto, sebbene non siano direttamente coinvolte, risentiranno delle decisioni adottate dai grandi gruppi.

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    Direttiva CSDDD: cosa prevede

    La Direttiva CSDDD stabilisce un insieme di sette obblighi principali per le aziende, volti a integrare pratiche di sostenibilità lungo l'intera catena di approvvigionamento. Per prima cosa, le aziende devono incorporare la due diligence nelle loro politiche e nei loro sistemi di gestione del rischio, elaborando codici di condotta e descrivendo processi per assicurare la conformità. Inoltre, è richiesta la valutazione degli impatti negativi, sia attuali che potenziali, sui diritti umani e sull'ambiente, prioritizzando aree come i danni agli ecosistemi, la deforestazione e il lavoro minorile. Le aziende devono anche stabilire i canali di segnalazione accessibili e trasparenti per reclami riguardanti impatti negativi, proteggendo chi segnala da possibili ritorsioni.

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    Direttiva CSDDD: gli obblighi

    Un altro obbligo consiste nello svolgere un coinvolgimento efficace con le parti interessate (es. dipendenti, sindacati, consumatori), reali e potenziali, attraverso consultazioni efficaci e trasparenti. Le imprese sono anche tenute a prevenire, ridurre o minimizzare gli impatti negativi attraverso piani d'azione dettagliati e misure correttive chiare, richiedendo agli stakeholder di rispettare i codici di condotta e migliorando continuamente le pratiche operative. Infine, sono essenziali la verifica e il monitoraggio dell'efficacia delle misure di due diligence adottate con valutazioni periodiche, che dovrebbero basarsi su indicatori qualitativi e quantitativi ed informazioni provenienti dalle parti interessate all’impresa. Fondamentale, infine, la rendicontazione dettagliata delle politiche e delle azioni intraprese in linea con la Direttiva CSRD e gli standard ESRS.

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    Direttiva CSDDD: quando scattano le sanzioni

    Come riportato su Il Sole 24 Ore, le aziende sono responsabili per i danni causati sulle persone e sull’ambiente se non hanno rispettato, intenzionalmente o per negligenza, gli obblighi di due diligence per la prevenzione e la mitigazione degli impatti negativi. L'inosservanza degli obblighi di due diligence è sanzionata con sanzioni pecuniarie fino al 5% del fatturato netto globale dell'impresa. Inoltre, le imprese che non rispettano il loro dovere di diligenza saranno tenute a rispondere dei danni causati e a risarcire completamente le vittime.

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    Direttiva CSDDD: i prossimi passi

    Gli Stati membri dell'Unione Europea dovranno conformarsi alla Direttiva CSDDD entro due anni (e quindi entro il 26 luglio 2026), seguendo un calendario specifico a seconda delle dimensioni dell'azienda:
    - a 3 anni dall’entrata in vigore della Direttiva (entro il 26 luglio 2027) per le aziende con più di 5.000 dipendenti e 1.500 milioni di euro di fatturato netto a livello mondiale;
    - a 4 anni dall’entrata in vigore della Direttiva (entro il 26 luglio 2028) per le aziende con più di 3.000 dipendenti e 900 milioni di euro di fatturato netto a livello mondiale;
    - a 5 anni dall’entrata in vigore della Direttiva (entro il 26 luglio 2029) per le aziende con più di 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato netto a livello mondiale.

    09/07/2024Di 3Bee, Lisa Santillo
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