COP16: approvata la roadmap finanziaria per la biodiversità
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    COP16: approvata la roadmap finanziaria per la biodiversità

    Alla COP16 di Roma è stata approvata una roadmap ambiziosa per la mobilitazione di almeno 200 miliardi di dollari destinati alla tutela della biodiversità. Questi fondi proverranno da risorse pubbliche e private, inoltre si prevede l'eliminazione di sussidi dannosi per l'ambiente.

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    04/03/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    COP16: approvati due documenti chiave

    La presidente della COP16 Susana Muhamad ha ufficializzato l'approvazione dei due documenti chiave del negoziato: Mobilitazione delle risorse e Meccanismo finanziario. Questi testi delineano un percorso concreto per colmare il divario finanziario necessario a raggiungere l'obiettivo stabilito e chiariscono il dibattito su quale istituzione dovrà gestire i fondi raccolti. L'annuncio, avvenuto nella serata del 27 febbraio, è stato accolto da un lungo applauso delle delegazioni presenti e rappresenta un grande risultato atto a mantenere un rapporto di fiducia che servirà a colmare il divario dei finanziamenti in tutela della biodiversità.

    COP16: approvati due documenti chiave

    Il dibattito sui fondi e il ruolo del GEF

    Uno dei punti più discussi della COP16 bis ha riguardato la strategia finanziaria per la gestione dei fondi per la biodiversità. In particolare, il documento Resource Mobilization definisce le istituzioni finanziarie permanenti entro il 2030 che dovranno gestire i fondi per il miglioramento della finanza sostenibile in materia di tutela della biodiversità. Le Parti hanno valutato se potenziare il Global Environmental Facility (GEF), istituito nel 1992 dalle Nazioni Unite, per amministrare almeno 30 miliardi di dollari all'anno o se creare un nuovo fondo dedicato. Questo tema è stato particolarmente rilevante per i Paesi soggetti a sanzioni internazionali, come la Russia, che trovano nel GEF un ostacolo burocratico. Alla fine, si è deciso di mantenere il GEF con un ruolo provvisorio fino al 2030, mentre nel 2026, alla COP17 in Armenia, verranno stabiliti i criteri per una nuova struttura istituzionale. Entro il 2028 si definirà se creare un nuovo ente o continuare con il GEF riformato

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    Nuovo meccanismo di rendicontazione di biodiversità

    Tra i successi della COP16 bis spicca l'operatività del Fondo di Cali, finanziato volontariamente da aziende private che sfruttano il sequenziamento genetico digitale (DSI). Questo fondo rappresenta una nuova forma di contributo del settore privato alla tutela della biodiversità, con un meccanismo che prevede il versamento volontario dell'1% dei profitti o dello 0,1% del fatturato. Un altro passo avanti è consistito nell'approvazione del PMMR, il sistema di monitoraggio e rendicontazione dei progressi delle strategie nazionali per la biodiversità (NBSAP) e degli obiettivi del Global Biodiversity Framework per il 2030. Questo strumento permetterà di garantire trasparenza nella contabilità dei fondi, evitando il fenomeno del double accounting, pratica diffusa tra i Paesi donatori.

    Nuovo meccanismo di rendicontazione di biodiversità

    COP16: necessità di nuove forme di finanziamento

    Nonostante i risultati ottenuti alla COP16 bis, il finanziamento per la biodiversità resta una sfida cruciale. Al 27 febbraio, i fondi stanziati nel Global Biodiversity Framework Fund (GBFF) ammontavano a soli 382 milioni di dollari, con l'Italia ancora assente tra i contributori. Per raggiungere l'obiettivo di 20 miliardi di dollari all'anno entro il 2025, si dovrà fare pressione su nuovi strumenti di finanziamento pubblico e privato. Una delle strategie previste è il coinvolgimento delle banche multilaterali di sviluppo e un dialogo interministeriale tra i Ministeri dell'Ambiente e delle Finanze dei Paesi COP per trovare risorse adeguate. Inoltre, verrà lanciata una campagna internazionale per incentivare aziende dei settori farmaceutico, cosmetico, zootecnico e chimico a contribuire al Fondo di Cali.

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    Obiettivo 18 del GBF: eliminazione dei sussidi dannosi

    Uno degli impegni più ambiziosi della COP16 riguarda la progressiva eliminazione di 500 miliardi di dollari di sussidi ambientalmente dannosi entro il 2030. Questo traguardo, previsto dall'Obiettivo 18 del Global Biodiversity Framework, dovrà essere perseguito attraverso riforme economiche e incentivi positivi per la conservazione della biodiversità. Tuttavia, le tensioni commerciali globali e la debolezza dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) potrebbero rappresentare ostacoli significativi.

    Obiettivo 18 del GBF: eliminazione dei sussidi dannosi
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    Finanza e biodiversità: un futuro incerto

    Il dibattito sulla gestione della finanza per la biodiversità continuerà nei prossimi anni. Se il GEF riuscirà a implementare le riforme richieste, potrebbe mantenere il proprio ruolo di gestione, altrimenti verrà istituito un nuovo ente dedicato. Il CEO del GEF, Carlos Manuel Rodríguez, ha assicurato che il fondo continuerà a migliorare la propria capacità di risposta alle esigenze globali. Ad oggi, il GEF ha stanziato 3,07 miliardi di dollari per progetti di biodiversità tra il 2022 e il 2024, mobilitando oltre 22 miliardi di cofinanziamenti, di cui 1,9 miliardi provenienti dal settore privato. Le decisioni della prossima conferenza GEF-9 saranno fondamentali per comprendere come i Paesi intendono finanziare la biodiversità fino al 2030.

    Finanza e biodiversità: un futuro incerto

    L'espansione di 3Bee sui mercati internazionali

    Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto "Biodiversity services EU expansion" (CUP: E43D22000480009) a valere sul bando di Regione Lombardia "PR FESR 2021-2027 – LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE 21-27", volto a supportare l'internazionalizzazione delle aziende italiane. 3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie innovative per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, supportando le imprese nella definizione di strategie climatiche personalizzate basate sull’analisi dei loro impatti e dipendenze dalla natura. Con un portfolio consolidato in Italia, Germania e Francia e partnership di rilievo, 3Bee continua la sua espansione sui mercati internazionali per creare un impatto concreto tramite la tecnologia.

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