Piani climatici 2035: il 95% dei paesi è in ritardo
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    Piani climatici 2035: il 95% dei paesi è in ritardo

    La scadenza per la presentazione dei piani climatici 2035 è passata con il 95% dei paesi in ritardo. Necessari aggiornamenti NDC prima della COP30, l’Europa resta in stallo e la volontà a livello globale vacilla. Riusciranno i governi a colmare il divario o l’azione climatica rallenterà ancora?

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    22/02/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    Piani climatici 2035: obiettivi inattesi

    Alla scadenza del 10 febbraio per la presentazione dei nuovi piani di riduzione delle emissioni a livello nazionale (NDC) entro il 2035, soltanto 13 delle 195 parti firmatarie dell’Accordo di Parigi hanno rispettato la deadline fissata dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Tra i paesi che hanno aggiornato i propri piani di riduzione delle emissioni figurano gli Emirati Arabi Uniti, il Brasile, la Svizzera, il Regno Unito, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti, sebbene il nuovo corso politico di Donald Trump possa rimettere in discussione l’impegno americano. A questi si aggiungono Uruguay, Andorra, Ecuador, Santa Lucia, Isole Marshall, Singapore, Zimbabwe e, più di recente, il Canada.

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    Impegni per la riduzione delle emissioni a rischio

    Anche Cina, Unione Europea e India non hanno ancora presentato i loro piani climatici aggiornati. Gli NDC sono fondamentali per valutare le intenzioni degli Stati e confrontarli con le raccomandazioni scientifiche dell'IPCC, che suggeriscono una riduzione delle emissioni del 43% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019. Tuttavia, l'anno scorso, a ridosso della COP29 a Baku, il rapporto di sintesi ha evidenziato che gli impegni combinati avrebbero portato a una riduzione delle emissioni di appena il 2,6%, insufficiente per mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5°C.

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    Emergenza climatica: strategie insufficienti

    Un'analisi di Carbon Brief indica che i paesi che non hanno rispettato la scadenza rappresentano l'83% delle emissioni globali e quasi l'80% dell'economia mondiale. Tra questi, l'Unione Europea ha ammesso, durante la COP29 di Baku, l'impossibilità di presentare gli NDC in tempo. Il vertice COP30, che si terrà in Brasile a novembre, è considerato un momento cruciale affinché i paesi intensifichino i loro sforzi per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi. In un discorso del 6 febbraio, il capo dell'ONU per il clima, Simon Stiell, ha affermato che “la stragrande maggioranza dei paesi ha indicato che presenterà nuovi piani quest’anno”. Inoltre, ha aggiunto che i paesi devono presentare i loro piani entro settembre per essere inclusi nella prossima valutazione globale delle Nazioni Unite sull'azione per il clima, in preparazione della COP30.

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    L’Unione Europea in ritardo sui piani climatici (NDC)

    Uno dei grandi assenti nella presentazione degli NDC è l’Unione Europea. Durante la COP29, Bruxelles aveva già ammesso l’impossibilità di rispettare la scadenza. L’Italia ha adempiuto agli obblighi di trasparenza inviando il Biennial Transparency Report (BTR), un documento biennale richiesto dall’Accordo di Parigi per monitorare i progressi nazionali in materia di mitigazione e adattamento. Ma resta incerta la posizione di Bruxelles sul nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2035. Tasneem Essop, direttrice esecutiva di Climate Action Network (CAN), ha espresso preoccupazione per il ritardo globale nella presentazione degli NDC, sottolineando la mancanza di volontà politica per rispettare gli impegni presi a Parigi. Con un panorama internazionale sempre più incerto, il rischio è che gli obiettivi climatici finiscano per diventare secondari rispetto ad altre priorità economiche e geopolitiche.

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    L'espansione di 3Bee sui mercati internazionali

    Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto "Biodiversity services EU expansion" (CUP: E43D22000480009) a valere sul bando di Regione Lombardia "PR FESR 2021-2027 – LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE 21-27", volto a supportare l'internazionalizzazione delle aziende italiane. 3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie innovative per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, supportando le imprese nella definizione di strategie climatiche personalizzate basate sull’analisi dei loro impatti e dipendenze dalla natura. Con un portfolio consolidato in Italia, Germania e Francia e partnership di rilievo, 3Bee continua la sua espansione sui mercati internazionali per creare un impatto concreto tramite la tecnologia.

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