Meliponine: la grande diversità delle api senza pungiglione
    Le meliponineQuanto e quandoLa coloniaNidi

    Meliponine: la grande diversità delle api senza pungiglione

    Oltre alle api del genere Apis esiste un altro straordinario gruppo di api sociali produttrici di miele. Abitano 5 dei 7 continenti, venivano allevate dai Maya, bevono le nostre lacrime e il loro miele sembra essere miracoloso. Sono le meliponine, api senza pungiglione, ma ricche di fascino.

    Leggi l'articolo
    30/10/2024Di 3Bee, Anna Beretta
    2079 Visualizzazioni
    30/10/2024Di 3Bee, Anna Beretta
    2079 Visualizzazioni

    Chi sono le meliponine

    Le meliponine sono un gruppo di api tropicali che abitano tutti i continenti esclusi l’Europa e l’Antartide. Come api, bombi ed euglossini (le scintillanti api delle orchidee) sono dotate di una cestella, chiamata anche corbicula, situata sul paio di zampe posteriori (il terzo) e utilizzata per la raccolta del polline. Diversamente da api e bombi le meliponine presentano un pungiglione talmente ridotto da non essere funzionale ed è questa la ragione per cui vengono chiamate “api senza pungiglione”. Pur non potendo pungere hanno sviluppato altre forme di difesa: possenti mandibole, odori sgradevoli, utilizzo di materiali appiccicosi per immobilizzare i nemici e produzione di secrezioni caustiche come nel caso delle api del genere Oxytrigona chiamate, per tale ragione, api di fuoco.

    melipona_sul_predellino

    Il più ampio, diverso e antico gruppo di api sociali

    Le meliponine, con 605 specie diverse, rappresentano il 70% delle api sociali. Nonostante questo solo il 6% della letteratura scientifica sul tema ne tratta. Le specie differiscono tra di loro per taglia, colore, pelosità e forma, nonché per dimensioni della colonia e aspetti comportamentali. La più piccola meliponina è Liotrigona bitika, originaria del Madagascar, ed è più piccola di un moscerino della frutta mentre la più grande, Melipona fulginosa, è nativa dell’America Latina ed è grande quanto un calabrone. Comparse nel tardo Cretaceo, attorno a 70 milioni di anni fa, sono le prime api sociali sulla terra e hanno convissuto con i dinosauri per milioni di anni, anticipando di molto l’apparizione sulla scena di Apis mellifera, avvenuta solo 7 milioni di anni fa.

    meliponine nel cretaceo
    XNatura

    La struttura delle colonie di meliponine

    Come A. mellifera le api senza pungiglione vivono in colonie pluriennali differenziate in caste (operaie, regine e fuchi) e costruiscono nidi elaborati che utilizzano come luogo di riparo, per lo sviluppo della prole e per lo stoccaggio delle risorse alimentari: polline e miele. A differenza delle colonie dell'ape da miele che sono formate da migliaia di individui, in media 30.000, nel caso delle meliponine i numeri variano molto: infatti a seconda della specie, un nido può ospitare da poche centinaia fino a centinaia di migliaia di individui come nello strabiliante caso di Trigona amazonensis e dei suoi nidi giganti dove arrivano a vivere fino a 200.000 api.

    nido_interno_meliponine

    Un nido diverso per ogni specie di meliponina

    Le meliponine non sono in grado di scavare, pertanto la maggior parte di loro nidifica in cavità preesistenti che trovano in tronchi d’albero, nel suolo, all’interno di grondaie o cassette elettriche, persino all’interno di nidi di altri animali, fino ad arrivare al cohousing con formiche e termiti. Il principale materiale di costruzione del nido è il cerumen, formato da cera e resine di origine vegetale che lo rendono resistente e ricco di proprietà antimicrobiche. Col cerumen vengono modellate le cellette di covata e le giare contenenti miele e polline. L’entrata del nido, pattugliata da una o più guardiane, è la caratteristica più evidente e creativa del nido: ciascuna specie ne costruisce una diversa variando forma e materiali. Ad esempio Melipona fulginosa tappezza l’entrata di resina e piccoli semi, Pariotrigona klossi costruisce tubicini simili a coralli ornati di resina cristallina, mentre Lestrimelitta sceglie tubi decorati lunghi fino a 50 cm.

    entrata nido meliponine
    XNatura

    Meliponine, raccoglitrici eclettiche

    Come tutte le api, anche quelle senza pungiglione visitano i fiori per raccogliere polline e nettare utilizzando il primo come principale fonte di proteine per lo sviluppo della prole. Ma non sempre. Esistono infatti tre specie del genere Trigona che hanno scelto come fonte di proteine esclusivamente carne proveniente da carogne meritandosi il nome di api avvoltoio o di api spazzino. Ma le stranezze non finiscono qui perché le risorse raccolte dalle meliponine sono tra le più disparate: fango, segatura, foglie, corteccia, sassi, semi e perfino feci vengono utilizzati insieme al cerumen come materiali da costruzione. E che dire della scelta di raccogliere urina, sudore e persino secrezioni oculari per integrare i sali? Alcune api del genere Lisotrigona sono specializzate in lacrifagia, l’inusuale comportamento di raccolta delle lacrime dagli occhi di uccelli, rettili e mammiferi come fonte di sali e proteine.

    meliponine_su_fiori
    3Bee

    Lestrimelitta, la meliponina ladra profuma di limone

    Ma c’è anche chi, invece di raccoglierle, ruba le risorse ad altre colonie di api. È il caso delle api cleptoparassite del genere Lestrimelitta che non visitano i fiori per raccogliere cibo, ma sono ladre obbligate senza altra scelta che la razzia. "Abeja limón", ape limone, è il nome comune che le viene attribuito nei paesi ispanofoni dell’America Latina perché durante i suoi raid Lestrimelitta richiama le compagne di nido utilizzando il citral, un feromone dal forte aroma simile a quello del limone. Dapprima, una o poche api esploratrici usurpano l’entrata dell’alveare malcapitato per poi richiamare i rinforzi e cominciare il saccheggio. Durante queste razzie le api attaccate sembrano non reagire per difendersi e, sebbene non sia ancora chiaro il meccanismo, da uno studio del 2016 pare che alcune sostanze rilasciate dalla ghiandola labiale di Lestrimelitta possano provocare l’arrendevolezza dell’ospite.

    meliponina_guardiana

    La meliponicultura e i suoi prodotti

    Le api native senza pungiglione vengono allevate dagli esseri umani e il loro prodotti consumati da millenni. Nel continente americano, prima dell’arrivo degli spagnoli, i Maya già praticavano la meliponicultura intensiva su larga scala e sappiamo che nella penisola dello Yucatan allevavano Melipona beecheii, Xunan kab “donna ape” nella lingua maya yucateco. Il miele e il cerumen che producevano venivano utilizzati per gli scambi commerciali con gli Aztechi e per pagare le tasse ai conquistadores spagnoli nel XVI secolo. Ai giorni nostri l’allevamento tradizionale delle meliponine continua ad essere praticato, da popolazioni indigene e non, in tutto il mondo. L’allevamento delle meliponine è particolarmente diffuso in America Latina, specialmente in Messico e Brasile dove sono anche oggetto di ricerca e innovazione. Nel continente americano infatti le meliponine hanno rappresentato l’unica fonte di miele e cera sino all’introduzione dell'ape da miele avvenuta nel XVII secolo.

    piramide_maya

    Un miele ‘miracoloso’

    Il miele è certamente uno dei motivi principali per cui le meliponine vengono allevate. Si presenta più liquido dei mieli a cui siamo abituati ed essendo parzialmente fermentato risulta più acidulo al gusto. Reperibile in piccole quantità, questo miele, più che per scopo alimentare, veniva storicamente usato nei riti cerimoniali religiosi e a scopi medicinali. Numerosi effetti benefici sono associati al consumo di questo liquido ambrato tanto che tutt’ora svariate comunità indigene, dal Perù all’India all’Uganda, lo utilizzano per trattare problemi di salute disparati che spaziano dai problemi intestinali fino alla cecità. Sebbene l’efficacia dei trattamenti tradizionali non sia stata ancora sufficientemente documentata, è stato appurato come il miele sia utile nel processo di guarigione delle ferite grazie alle sue proprietà antiossidanti, antimicrobiche, antinfiammatorie ed idratanti.

    meliponine mangiano il miele

    L’importanza delle meliponine per l’impollinazione

    Le api senza pungiglione rappresentano una risorsa fondamentale per gli ecosistemi tropicali grazie al lavoro di impollinazione che svolgono sia su piante selvatiche che coltivate. Il loro valore sta nella diversità; come abbiamo visto le meliponine sono differenti tanto nella morfologia quanto nel comportamento ed avendo abitudini alimentari generaliste sono in grado di visitare un’ampia varietà di specie di piante da fiore. La loro forza sta anche nel numero perché ogni colonia dispone di tante foraggiatrici, potenziali impollinatrici. Un esempio è riportato in uno studio del 2013 e tratta il caso di Tetragonisca angustula, comunissima in America Latina dove ha tanti nomi: angelita, jataì, señorita… I ricercatori Roubik e Patiño, analizzando i pollini raccolti dall’ape angelita, hanno ricostruito la sua rete di impollinazione individuando ben 175 specie di piante differenti visitate tra Bolivia, Panama e Perù.

    meliponina_angelita

    Sfide e pericoli per le meliponine

    Il declino globale degli impollinatori è ormai un fatto accertato e anche le api senza pungiglione sono minacciate su molteplici fronti. Primo tra tutti è la perdita di habitat e risorse a causa della deforestazione, basti pensare agli ettari di foresta amazzonica perduti negli ultimi anni. Seguono l’uso indiscriminato di agrofarmaci e l’impatto di patogeni di nuova introduzione. Inoltre la competizione con specie introdotte come A. mellifera, ha anch’essa un effetto negativo. Per la loro tutela diventa sempre più importante sviluppare programmi di conservazione che includano progetti di meliponicultura sostenibile, così da proteggere il sorprendente tesoro di biodiversità rappresentato dalle api senza pungiglione.

    Conservazione_delle_meliponine
    30/10/2024Di 3Bee, Anna Beretta
    2079 Visualizzazioni
    Newsletter
    newsletter
    Iscriviti alla newsletter "Gossip biodiverso"

    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti