Il mimetismo acustico come difesa dai pipistrelli
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    Il mimetismo acustico come difesa dai pipistrelli

    I pipistrelli usano l'ecolocalizzazione per orientarsi durante la caccia, emettendo suoni e analizzando l'eco che ne deriva. Per sfuggire loro, molti insetti hanno sviluppato varie tecniche di difesa, tra cui la capacità di emettere suoni "anti-pipistrelli" capaci di spaventarli. Vediamo perché.

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    21/07/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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    21/07/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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    Che cos’è l’ecolocalizzazione?

    Come accennato precedentemente, la maggior parte dei pipistrelli fanno affidamento all'ecolocalizzazione per predare e muoversi nell’oscurità. Emettono, infatti, dei suoni più o meno acuti che vengono propagati nell’aria sotto forma di onde. Queste, quando raggiungono un oggetto o una preda, vengono riflesse e tornano indietro verso il pipistrello fornendo informazioni sulla distanza e sulle dimensioni di tale oggetto. A questo punto l’animale, tramite un sistema uditivo di ricezione, riesce a comprendere lo spazio attorno a sé e ad orientarsi. La maggior parte dei suoni emessi dai pipistrelli non è udibile dall’uomo e viene emessa dalla contrazione dei muscoli della laringe. Tuttavia, l’uomo non è l’unico a non essere in grado di captare frequenze così alte. Vi sono, infatti, anche molte prede dei pipistrelli che non si rendono conto di essere state “intercettate”, motivo per il quale l’ecolocalizzazione è una tecnica predatoria estremamente efficace.

    pipistrello

    In che contesto si è evoluta l’ecolocalizzazione?

    Stiamo parlando di un fenomeno estremamente particolare che probabilmente nasce come sistema percettivo da utilizzare in ambienti con luce molto scarsa o addirittura assente. In condizioni del genere la vista è praticamente inutile, quindi l’ecolocalizzazione potrebbe essersi evoluta come sistema alternativo che rendeva possibile orientarsi anche in contesti in cui era impossibile, o comunque estremamente difficile, fare affidamento sulla vista. Ambienti di questo tipo potrebbero essere le grotte oppure ambienti acquatici particolarmente torbidi.

    grotta
    XNatura

    Perché sono stati selezionati proprio gli ultrasuoni?

    Quasi tutte le specie che producono suoni lo fanno ad una frequenza molto alta. Questo perché le onde sonore, quando si scontrano con gli oggetti, vengono riflesse solo se gli oggetti sono più grandi della lunghezza dell'onda. La frequenza e la lunghezza dell'onda sono inversamente proporzionali, quindi, se la frequenza è alta, la lunghezza dell'onda è bassa. Questo permette di rilevare oggetti molto piccoli che non rifletterebbero bene le onde sonore con lunghezze d'onda superiori. Gli ultrasuoni, che sono suoni ad altissima frequenza, sono stati selezionati durante l'evoluzione perché forniscono una buona qualità di immagine nell'ambiente circostante. Se venissero utilizzate onde sonore a frequenze più basse, l'immagine sarebbe meno dettagliata.

    Pipistrello

    La misteriosa tattica dello coleottero tigre

    Come ogni strategia di caccia, anche quella dei pipistrelli non è infallibile. Gli insetti dei quali si nutrono, infatti, hanno sviluppato nel tempo varie tattiche di difesa per evitare di essere predati. Una di queste prevede il miglioramento del loro sistema uditivo per rilevare gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli, permettendo loro di reagire in tempo e sfuggire all'attacco. In particolare, gli scienziati hanno identificato almeno sei ordini di insetti, tra cui falene, coleotteri, grilli e cavallette, che hanno evoluto organi uditivi capaci di percepire gli ultrasuoni. Tuttavia, i coleotteri tigre si distinguono per una tattica ancora più sofisticata. Quando percepiscono la presenza di un pipistrello nelle vicinanze, emettono un segnale ultrasonico proprio. Questo comportamento è stato osservato negli ultimi 30 anni, ma il motivo di questa risposta rimane ancora un mistero per gli studiosi.

    coleottero tigre
    XNatura

    Ultrasuoni come strumento di difesa

    Lo ha confermato un team di ricercatori che ha trascorso due estati nei deserti dell'Arizona meridionale. Qui ha raccolto e studiato ben 20 diverse specie di coleottero tigre. Dal loro studio è emerso che 7 specie sono capaci di emettere degli ultrasuoni in risposta a quelli prodotti dai pipistrelli. C’è da dire, però, che questi coleotteri non sono gli unici ad attuare tale stratagemma. Esistono, infatti, molte falene che producono degli ultrasuoni per avvisare i pipistrelli della loro nocività o per disturbare i loro sonar producendo diversi clic (cioè impulsi ultrasonici) in rapida e ravvicinata successione. Inizialmente si pensava che i coleotteri tigre, esattamente come alcune specie di falene, poichè producono benzaldeide e acido cianidrico come sostanze chimiche difensive, utilizzassero gli ultrasuoni per avvertire i pipistrelli che sono nocivi. Tuttavia, non se ne aveva la certezza.

    coleottero
    3Bee

    Il momento della verità

    Per verificare questa teoria, il team di ricercatori ha somministrato 94 coleotteri a degli esemplari di serotino bruno (Eptesicus fuscus), specie di pipistrello che si nutre di una vasta gamma di insetti, ma che preferisce di gran lunga i coleotteri. Il risultato è stato sorprendente: 90 coleotteri sono stati completamente mangiati, due consumati solo parzialmente, mentre solamente due sono stati respinti. Questo suggerisce che le difese chimiche dei coleotteri hanno scarso effetto nel dissuadere i pipistrelli. Dunque, perché questi insetti producono gli ultrasuoni?

    pipistrello

    L’imitazione è la soluzione migliore

    Un'altra ipotesi da verificare era quella riguardante la produzione di ultrasuoni come segnale di falsa nocività. Esistono falene non commestibili capaci di emettere degli ultrasuoni per avvertire i pipistrelli della loro presenza e nocività. Vi sono, inoltre, specie che producono ultrasuoni “anti-pipistrelli” anche se sono appetibili. Secondo gli studiosi, tali specie riproducono gli ultrasuoni emessi da falene effettivamente nocive nella speranza di ingannare i pipistrelli ed evitare i loro attacchi. La domanda, quindi, è: i coleotteri tigre potrebbero fare qualcosa di simile?

    pipistrello

    Lo studio

    Per rispondere alla domanda, il team di ricercatori ha confrontato le registrazioni degli ultrasuoni emessi dagli coleotteri tigre con quelli della falena tigre, specie effettivamente nociva per i pipistrelli. I risultati sono stati a dir poco strabilianti: i segnali ultrasonici delle due specie erano chiaramente sovrapponibili, risultato che dimostra chiaramente che questi insetti hanno scelto come strategia “l’imitazione ultrasonica”. Questo fenomeno, tuttavia, sembra essere limitato alle specie di coleotteri attive durante la notte. Esistono, infatti, almeno 2000 specie diurne che non vengono cacciate dai pipistrelli; 12 delle quali sono state inserite nello studio e non hanno reagito minimamente alle registrazioni degli ultrasuoni dei pipistrelli.

    Studio

    I segreti dell’acustica del cielo notturno

    Secondo i ricercatori, potrebbero esistere numerosi esempi ancora sconosciuti di mimetismo ultrasonico, poiché l'acustica del cielo notturno è stata scarsamente studiata. Essi sostengono che questo fenomeno potrebbe non limitarsi solo ai coleotteri e alle falene, ma coinvolgere molti altri insetti notturni, sebbene non ci sia ancora certezza in merito a causa della mancanza di studi dedicati. Inoltre, è importante sottolineare che per comprendere pienamente questi fenomeni è necessario agire il prima possibile, poiché interazioni interazioni ecologiche simili potrebbero presto subire interruzioni. Il mimetismo acustico, infatti, richiede un ambiente notturno silenzioso per “funzionare” correttamente, ma gli impatti dell'attività umana, come il rumore e l'inquinamento luminoso, stanno già alterando sia l'aspetto che i suoni del cielo notturno.

    notte

    La straordinaria versatilità della natura

    La natura non smette mai di stupirci con le sue meraviglie e le sue soluzioni creative per la sopravvivenza. Il mimetismo acustico degli insetti è solo uno degli infiniti esempi di adattamenti ingegnosi sviluppati nel corso dell'evoluzione. Questa straordinaria danza tra preda e predatore, combattuta nel silenzio della notte, ci ricorda quanto siano complessi e delicati gli equilibri ecologici che ci circondano. Ogni scoperta ci invita a riflettere su quanto sia fondamentale preservare gli ambienti naturali, poiché in essi risiede una biodiversità ricca di insegnamenti e bellezza, oltre a migliaia di adattamenti e connessioni ecologiche. Proteggere la natura significa anche salvaguardare il mistero e la meraviglia che essa porta con sé, ricordandoci sempre che nulla di ciò che esiste è scontato.

    natura
    21/07/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
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