Dati ESG: come gli investitori possono colmare il divario informativo
    ESGMetriche ESGCSRD e ISSBAmbiente

    Dati ESG: come gli investitori possono colmare il divario informativo

    L’analisi ESG è ormai centrale per gli investitori, ma l’eterogeneità dei dati non finanziari rende difficile interpretare i rischi e le opportunità reali. In questo articolo esaminiamo gli indicatori chiave utilizzati dalle banche e le soluzioni per superare le lacune informative.

    Leggi l'articolo
    20/06/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
    74 Visualizzazioni
    20/06/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
    74 Visualizzazioni

    L’importanza dei dati ESG e la sfida dell’eterogeneità

    Nel contesto della sostenibilità aziendale, l'eterogeneità dei dati ESG è uno degli ostacoli principali per una valutazione accurata. Le aziende hanno libertà nel scegliere le metriche da adottare per la rendicontazione delle proprie attività, ma questo porta a discrepanze nei dati, soprattutto nel calcolo delle emissioni di gas serra. Le aziende possono includere:
    • Emissioni dirette (Scope 1), relative alle attività interne.
    • Emissioni indirette della catena del valore (Scope 3), più complesse da calcolare.
    Per gli investitori, questa differenza complica il calcolo dell’impronta di carbonio di un portafoglio, rendendo necessarie soluzioni di normalizzazione e un’attenta selezione dei dati disponibili.
    L’importanza dei dati ESG e la sfida dell’eterogeneità

    Metriche selettive e il gap informativo delle aziende

    La selezione delle metriche ESG da parte delle aziende influisce sulla qualità e sull'utilizzo dei dati. Le informazioni riportate devono essere coerenti e complete per avere un impatto significativo. La disomogeneità dei dati crea difficoltà per gli investitori, che si trovano spesso a confrontare aziende con metodi di reporting diversi. Le banche, nel valutare la sostenibilità di investimenti e controparti creditizie, utilizzano dataset arricchiti con metodologie standardizzate, raccogliendo dati più affidabili e coerenti per una valutazione precisa.

    Metriche selettive e il gap informativo delle aziende
    XNatura

    Spinta normativa: CSRD e ISSB in Europa e a livello globale

    Con l’introduzione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) in Europa e dei nuovi standard dell’International Sustainability Standards Board (ISSB) a livello globale, si assiste a una progressiva armonizzazione della rendicontazione non finanziaria. Queste norme obbligano le imprese a dichiarare informazioni rilevanti secondo il principio della doppia materialità, migliorando la qualità dei dati a disposizione degli investitori. A maggio 2025, più di 1.000 aziende hanno già incluso i requisiti CSRD nei loro bilanci 2024. I dati sono ora accessibili tramite piattaforme dedicate, favorendo analisi ESG più solide, coerenti e comparabili. Per le banche, ciò significa disporre finalmente di set informativi affidabili, utili anche per la valutazione del rischio creditizio e per la conformità ai requisiti di sostenibilità della Tassonomia UE.

    Spinta normativa: CSRD e ISSB in Europa e a livello globale

    La disomogeneità settoriale e geografica dei dati ESG

    La disponibilità e la qualità dei dati ESG variano considerevolmente in base al settore e alla regione geografica. Ecco alcuni esempi:
    • Le aziende minerarie tendono a fornire dettagli su consumo idrico e impatti sociali.
    • Le imprese dell’elettronica si concentrano su economia circolare e riciclo.
    • Le aziende del settore intrattenimento, con impatti ambientali più limitati, riportano meno metriche.
    Inoltre, le grandi aziende (con ricavi superiori ai 10 miliardi di dollari) tendono a pubblicare il doppio delle metriche ambientali rispetto alle PMI. A livello regionale, l’Europa è più avanzata sui dati climatici, mentre l’Asia-Pacifico eccelle per il numero di indicatori ambientali e sociali.
    Spinta normativa: CSRD e ISSB in Europa e a livello globale
    XNatura

    Strumenti e soluzioni per colmare il divario informativo

    Per affrontare la frammentazione dei dati ESG, le banche e gli investitori istituzionali devono adottare strumenti avanzati che integrino fonti diverse e applichino criteri di normalizzazione. Secondo un recente studio, alcune soluzioni permettono di analizzare quasi il 94% della capitalizzazione di mercato globale con indicatori armonizzati. Questo consente di gestire portafogli sostenibili, rispondere a obblighi regolatori e anticipare i rischi emergenti. Inoltre, la standardizzazione prevista dagli standard CSRD e IFRS S1-S2 dovrebbe ridurre le richieste di dati bilateralmente indirizzate alle aziende, aumentando l’efficienza dell’intero ecosistema informativo. In prospettiva, si potrà ottenere maggiore rilevanza e affidabilità dei dati, con un impatto positivo sia sulla gestione del rischio che sulla performance a lungo termine.

    Strumenti e soluzioni per colmare il divario informativo
    3Bee

    L'espansione di 3Bee sui mercati internazionali

    Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto "Biodiversity services EU expansion" (CUP: E43D22000480009) a valere sul bando di Regione Lombardia "PR FESR 2021-2027 – LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE 21-27", volto a supportare l'internazionalizzazione delle aziende italiane. 3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie innovative per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, supportando le imprese nella definizione di strategie climatiche personalizzate basate sull’analisi dei loro impatti e dipendenze dalla natura. Con un portfolio consolidato in Italia, Germania e Francia e partnership di rilievo, 3Bee continua la sua espansione sui mercati internazionali per creare un impatto concreto tramite la tecnologia.

    20/06/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
    74 Visualizzazioni
    Newsletter
    newsletter
    Iscriviti alla newsletter "Gossip biodiverso"

    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti