Il Protocollo di Nagoya: biodiversità e giustizia ambientale
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    Il Protocollo di Nagoya: biodiversità e giustizia ambientale

    Il Protocollo di Nagoya è uno strumento normativo internazionale di giustizia ed equità ambientale e sociale, che risulta essere sempre più importante a fronte di sfide globali quali sicurezza alimentare, perdita della biodiversità e pandemie.

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    28/07/2024Di 3Bee, Sara Moraca
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    Cos’è il Protocollo di Nagoya?

    Il Protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dal loro utilizzo (ABS) è un accordo supplementare alla Convenzione sulla Biodiversità. Fornisce un quadro giuridico trasparente per l'attuazione di uno dei tre obiettivi della Convenzione: la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche. Il Protocollo di Nagoya stabilisce obblighi fondamentali per le Parti contraenti affinché adottino misure riguardanti l'accesso a tali risorse, la condivisione dei benefici e il rispetto delle norme. Tra queste figurano creare certezza legale, chiarezza e trasparenza, fornire regole e procedure eque e non arbitrarie, prevedere il rilascio di un permesso quando viene concesso l'accesso alle risorse, considerare l'importanza delle risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura per la sicurezza alimentare.

    Biodiversità

    L’importanza di Nagoya per le comunità indigene

    Il Protocollo di Nagoya affronta anche il tema delle conoscenze tradizionali e indigene, chiarendo che le Parti contraenti devono adottare misure per garantire il consenso informato preventivo di queste comunità e una condivisione equa e giusta dei benefici, tenendo conto delle leggi e delle procedure comunitarie, nonché degli usi e degli scambi consuetudinari. Nagoya è il primo strumento internazionale di particolare rilevanza per le comunità indigene e locali negoziato dopo l'adozione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, avvenuta nel settembre 2007. Rappresenta quindi un passo significativo nell'integrare i diritti indigeni come questione trasversale nelle negoziazioni internazionali.

    Comunità indigene
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    Il ruolo della conoscenza tradizionale

    Il Protocollo contiene anche disposizioni significative relative alle conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche detenute dalle comunità indigene e locali, nonché alle risorse genetiche detenute dalle comunità indigene e locali dove i diritti di queste comunità su tali risorse sono stati riconosciuti. Il Protocollo stabilisce obblighi chiari per ottenere il consenso informato preventivo delle comunità indigene e locali in queste situazioni. Prevede inoltre la condivisione dei benefici derivanti dall'uso delle conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche, nonché dei benefici derivanti dall'uso delle risorse genetiche in conformità con la legislazione nazionale. La condivisione dei benefici deve basarsi su termini mutuamente concordati.

    Conoscenza tradizionale

    L’esempio del report ecuadoriano

    Con un report uscito nel 2018, l'Ecuador accusava alcuni dei principali Paesi industrializzati di essere biopirati e di aver utilizzato impropriamente il patrimonio genetico ecuadoriano. La nazione sudamericana puntava il dito soprattutto contro Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Australia e Corea del Sud. Questi cinque Paesi sarebbero quelli che hanno richiesto il maggior numero di brevetti per prodotti derivanti dalle risorse endemiche dell'Ecuador. I Paesi accusati di biopirateria sarebbero stati responsabili di 113 delle 128 richieste di brevetti identificate nel report. Renè Ramirez, capo del dipartimento della scienza, tecnologia e innovazione dell'Istituto nazionale per la proprietà intellettuale, aveva spiegato che nessuno di questi Paesi aveva chiesto l'autorizzazione all'Ecuador per accedere alle sue risorse genetiche.

    Ecuador
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    L’importanza della biodiversità dell’Ecuador

    L'Ecuador possiede uno dei più alti tassi di biodiversità al mondo: è al terzo posto per il numero di specie anfibie (537 specie), quinto per gli uccelli (1.515 specie), ottavo per i rettili (439 specie), nono per le piante vascolari e diciassettesimo per i mammiferi (341 specie, secondo dati della World Conservation). Un esempio della ricchezza ecosistemica dell'Ecuador è il fungo scoperto da Scott Strobel, professore di biochimica molecolare all'Università di Yale, che può degradare naturalmente il poliuretano. Il fungo mangiatore di poliuretano si è dimostrato in grado di sopravvivere sia in ambiente aerobico che anaerobico nutrendosi di sola plastica, quindi in contesti privi di ossigeno come quelli dei compattatori.

    Ecuador
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    Il caso indonesiano e il diritto alla salute pubblica

    Diverso è il caso dell’Indonesia, che nel 2007 si rifiutò di condividere il codice genomico di un virus, anche a fronte di obiettivi di salute pubblica, perché questo sarebbe stato utilizzato per produrre un vaccino che gli indonesiani non avrebbero potuto permettersi. Appellarsi al Protocollo di Nagoya per evitare di condividere delle sequenze genomiche del virus può essere visto come un atto pretestuoso, ma comprensibile. Da una parte, infatti, queste informazioni avrebbero permesso di perseguire obiettivi di salute pubblica, ma dall’altro avrebbero potuto essere utilizzate dalle industrie farmaceutiche dei paesi più sviluppati per produrre terapie cui i paesi in via di sviluppo, tra cui l’Indonesia, non avrebbero poi avuto accesso.

    Indonesia

    La risposta dell’OMS al caso indonesiano

    L’episodio dell’Indonesia ha spinto l'OMS a creare, nel 2011, il Pandemic Influenza Preparedness Framework, che mira a promuovere la collaborazione internazionale e l'accesso ai vaccini. Ma scienziati ed esperti legali sostengono che queste regole hanno invece sancito la sovranità dei paesi sui loro agenti patogeni, non avendo imposto sanzioni dirette per il rifiuto di condividere informazioni con l'OMS e forse, cosa più importante data la recente pandemia COVID-19, ed essendo applicata solo ai virus influenzali. Alcuni esperti hanno suggerito di ampliare il protocollo per far sì che comprenda formalmente anche le risorse genomiche e nulla venga più lasciato all’interpretazione degli stati.

    Pandemia

    L’importanza e la fragilità dell’oceano

    La biodiversità marina è un ambito cruciale e complesso che richiede una gestione attenta e rigorosa. Attualmente, una vasta gamma di sequenze genetiche associate a specie marine è stata brevettata da un numero limitato di entità, sollevando preoccupazioni sul controllo e l'accesso equo alle risorse genetiche marine. Questo scenario evidenzia la necessità di una normativa più robusta e unificata a livello internazionale per garantire una gestione sostenibile delle risorse marine. Il Protocollo di Nagoya rappresenta un importante strumento per la regolamentazione dell'accesso e della condivisione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche. Tuttavia, le lacune giuridiche, soprattutto nelle aree marine al di fuori della giurisdizione nazionale, richiedono un'azione concertata a livello globale.

    oceano

    L’importanza delle risorse genetiche oceaniche

    Le sequenze genetiche marine sono cruciali per la ricerca scientifica e lo sviluppo di soluzioni innovative in settori come la farmaceutica, la biotecnologia e l'ambiente. È fondamentale garantire un accesso etico ed equo a tali risorse, nel rispetto dei diritti sovrani dei paesi e delle comunità locali. La collaborazione internazionale e l'adozione di politiche trasparenti sono essenziali per la conservazione e l'uso sostenibile delle risorse genetiche marine. Il coinvolgimento di diverse parti interessate, tra cui scienziati, governi e organizzazioni non governative, sarà fondamentale per proteggere questa preziosa biodiversità marina per le generazioni future.

    Genetica
    28/07/2024Di 3Bee, Sara Moraca
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