Cos'è la "Dichiarazione di New York sulla coscienza animale"
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    Cos'è la "Dichiarazione di New York sulla coscienza animale"

    Le scoperte scientifiche degli ultimi anni hanno spinto centinaia di scienziati e filosofi a firmare lo scorso aprile la Dichiarazione di New York sulla coscienza animale, evidenziando l’urgenza di sostenere le ricerche in questo ambito di studi e discutere il nostro rapporto con gli animali.

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    27/09/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    27/09/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    Un nuovo manifesto per la coscienza animale

    La coscienza non sembra essere una prerogativa umana, come dimostrano le scoperte scientifiche degli ultimi dieci anni. Diverse ricerche confermano infatti la presenza di esperienze coscienti nei mammiferi e negli uccelli, mentre altre suggeriscono la possibilità realistica che anche gli altri vertebrati, come rettili, anfibi e pesci, così come molti invertebrati, tra cui cefalopodi, molluschi e insetti, possano vivere una forma di coscienza. Se ciò fosse vero, è irresponsabile ignorare tali studi quando si prendono decisioni politiche sul benessere animale. Ad affermarlo sono Kristin Andrews, Jonathan Birch, Jeff Sebo e Toni Sims, promotori della Dichiarazione di New York sulla coscienza animale, presentata il 19 Aprile 2024. Un manifesto che ha raccolto fin da subito un grande consenso e include oggi una coalizione di 480 scienziati e filosofi, tra cui Peter Singer, David Chalmers e il neuroscienziato italiano Giorgio Vallortigara.

    elefanti socialità

    Studiare la coscienza nel mondo animale

    Studiare le esperienze coscienti nel mondo animale non un’operazione semplice: la dichiarazione mette in guardia rispetto ad alcuni errori metodologici che si potrebbero incontrare. In primo luogo, la stessa definizione di coscienza richiede una chiarimento: potrebbe essere infatti interpretata come consapevolezza del mondo esterno, di sé, oppure consapevolezza della stessa consapevolezza. In questo contesto, la dichiarazione sottolinea l’importanza della definizione di coscienza come “fenomenica”, cioè l’idea che gli animali possano avere delle esperienze soggettive, che includono sia esperienze sensoriali (di gusto, vista, odore, ec…) sia di esperienze di piacevolezza o la spiacevolezza, come piacere, dolore o paura.

    Martin pescatore
    XNatura

    Nuove prospettive sulle esperienze soggettive

    Tali esperienze soggettive richiedono un po’ più della semplice capacità di reagire a stimoli: la coscienza fenomenica è un’esperienza sensoriale e/o emotiva. Secondo diversi gradi, inoltre, potrebbe riguardare la capacità di percepire chiaramente i propri sensi, valutare cosa è piacevole o spiacevole per sé, riunire e collegare diverse informazioni sensoriali presenti, immagazzinarle e collegarle a quelle passate, rivolgerle al futuro e avere un certo sentimento di individualità. Seppur non paragonabili alle attività cognitive umane, anche comportamenti come apprendimento, memoria, pianificazione, problem-solving e autoconsapevolezza meritano oggi di essere indagati dalla scienza come segni di coscienza negli animali non umani.

    rana su acqua

    I corvi rielaborano con coscienza ciò che vedono

    Diverse scoperte scientifiche confermano la presenza di coscienza in mammiferi e uccelli. Di grande rilevanza è uno studio del 2020 di Science sulla capacità di trasmette informazioni nei corvi. Nell’esperimento Andreas Nieder e i suoi collaboratori avevano addestrato alcuni corvi a riferire le proprie esperienze visive agli addestratori tramite gesti con la testa. I corvi erano sottoposti a tre diversi stimoli: uno molto luminoso, uno debole e uno nullo, e successivamente erano in grado di comunicare lo stimolo percepito agli addestratori, anche se con un margine di errore. Attraverso il monitoraggio delle loro attività cerebrali, i ricercatori hanno scoperto che l’attività neuronale della NCL, una zona del cervello degli uccelli legata alla cognizione, si attivava quando i corvi dovevano riferire l’informazione all’addestratore, a prescindere dalla presenza o meno dello stimolo, e suggerendo la presenza di un’esperienza visiva rielaborata e soggettiva in questi animali.

    corvo tramonto
    XNatura

    Coscienza nel mondo degli invertebrati

    Oltre a mammiferi e uccelli, nuovi studi suggeriscono la possibilità di esperienze coscienti in rettili, pesci, anfibi e invertebrati come cefalopodi, crostacei e insetti. Comportamenti di curiosità sono stati osservati in tartarughe, pesci zebra e api. Ancora, le seppie sembrano avere il ricordo di eventi passati e i gamberi di acqua dolce provano delle sensazioni di “simil-ansia”. Ulteriori ricerche rivelano che alcuni invertebrati, come i polpi, manifestano comportamenti simili al gioco. Alcune recenti scoperte sui bombi svelano l’incredibile universo comportamentale di questi animali: oltre ad apprendere osservando i propri simili e esibire alcuni comportamenti cooperativi, anch’essi sembrano manifestare degli atteggiamenti di gioco. La presenza di tale varietà e complessità comportamentale in animali così distanti dalla specie umana rappresenta una sfida per la ricerca futura.

    bombi gioco
    3Bee

    Ripensare il benessere animale

    Il percorso alla scoperta della coscienza animale è ancora molto lungo e sebbene rimangano incertezze sulla natura della coscienza, è importante proseguire con rigore e sistematicità in questo cammino. La Dichiarazione di New York rappresenta un passo importante per incoraggiare ulteriori ricerche, sempre più consapevoli, al fine di consolidare una nuova scienza della coscienza animale. Se il primo obiettivo della dichiarazione è infatti proprio quello di sostenere e incoraggiare gli studi scientifici in questo ambito, essa intende anche mostrarne il valore politico ed etico. Il suo secondo obiettivo è mettere in discussione la questione del benessere animale considerando le nuove evidenze scientifiche: se esiste una reale possibilità che un animale sia cosciente, questa possibilità merita infatti considerazione e azione politica. Un esempio recente e pragmatico è la lettera di alcuni dei firmatari pubblicata il 15 agosto su Science contro l’allevamento di polpi.

    polpo allevamenti

    Un nuovo sguardo etico sulla coscienza animale

    La Dichiarazione di New York sulla coscienza animale rappresenta un passo cruciale verso una comprensione più profonda delle capacità cognitive degli animali e del loro benessere. Riconoscere che la coscienza non è esclusiva dell'essere umano ci impone di ripensare le nostre scelte politiche ed etiche, sostenendo nuove ricerche per una maggiore tutela degli esseri viventi non umani. Oltre a intensificare gli sforzi per la difesa della biodiversità, il riconoscimento della coscienza negli animali apre la strada a una revisione delle normative vigenti in materia di protezione animale, promuovendo leggi più severe contro la crudeltà e lo sfruttamento e favorendo un approccio etico più responsabile verso tutte le forme di vita.

    ara pappagalli
    27/09/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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