Anche i delfini sorridono mentre giocano
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    Anche i delfini sorridono mentre giocano

    Una recente scoperta dei ricercatori delle Università di Pisa e Torino ha dimostrato che i delfini utilizzano un’espressione facciale a bocca aperta, simile a un “sorriso”, durante il gioco sociale e quando altri esemplari sono presenti nel loro campo visivo.

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    18/10/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    18/10/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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    Sorridere sott’acqua

    Si sa, i tursiopi (Tursiops truncatus) sono animali molto giocosi, ma come comunicano fra loro? Secondo una nuova ricerca pubblicata il 2 ottobre su iScience (Cell Press), condotta dall’Università di Pisa in collaborazione con l’Università di Torino, l’università di Rennes e guidata dall’etologa italiana Elisabetta Palagi, questi delfini utilizzano un’espressione facciale “a bocca aperta”, denominata “Open Mouth” (OM), durante le sessioni di gioco sociale. Questo comportamento, che potrebbe essere paragonabile al sorriso umano, appare durante le interazioni ludiche e sembrerebbe favorire la risposta mimica da parte dei compagni di gioco: quando questi si trovano nello stesso campo visivo, rispondono infatti nel 33% dei casi, aprendo a loro volta la bocca.

    gruppo di delfini

    Le caratteristiche del gioco

    Il gioco è un comportamento molto diffuso in natura e osservato in molte specie, tra cui mammiferi, uccelli e anche alcuni invertebrati. Esso ha una funzione evolutiva importante e assume un ruolo centrale nello sviluppo delle abilità sociali e cognitive degli individui. Ma quando si può definire un comportamento come gioco? Secondo l’etologo G. Burghardt, sono cinque i criteri che definiscono il gioco: manca di una funzione definita rispetto al contesto e non è finalizzato; è volontario, spontaneo e gratificante di per sé; è esagerato e coinvolge movimenti amplificati; presenta dei pattern ripetuti ma non stereotipati e si verifica sempre in uno stato rilassato. In una situazione di mancato benessere animale, infatti, non vi sono presenti comportamenti riconducibili al gioco.

    Delfino che gioca
    XNatura

    La ritualizzazione dei comportamenti

    Il gioco sociale richiede complesse abilità comunicative, soprattutto quando include attività motorie come i morsi, che potrebbero degenerare in aggressioni reali. Molti mammiferi, infatti, utilizzano segnali specifici, come la “bocca aperta” (OM), per regolare le interazioni di gioco. Niko Tinbergen, premio Nobel, ha proposto la teoria della ritualizzazione per spiegare l'evoluzione di tali segnali. Secondo questa teoria, i segnali si evolvono da comportamenti funzionali che, nel tempo, vengono modificati e trasformati in azioni ritualizzate. Nel caso della OM, questo segnale sarebbe derivato dall'azione del morso, deprivata del contatto reale, lasciando solo la fase preparatoria: una versione ritualizzata dell'intenzione di mordere. La bocca aperta rilassata di diversi carnivori sociali, le espressioni di gioco delle scimmie e il riso negli esseri umani sono tutti segnali visivi ritualizzati che hanno un ruolo essenziale nella comunicazione dello stato giocoso.

    Delfini compagno

    Sorridere tra delfini

    Nei mammiferi marini, questa è la prima volta che un simile comportamento viene osservato. Lo studio di iScience, condotto sui delfini in cattività dello Zoomarine di Pomezia (Italia) e del Planète Sauvage di Port-Saint-Père (Francia), ha monitorato 837 sessioni di gioco registrate in 80 ore di video. Le sessioni di gioco comprendevano sia interazioni solitarie che sociali e durante l’analisi, si è concentrata l'attenzione sul ruolo della “bocca aperta” (OM), osservando se questa espressione avesse una funzione specifica nelle interazioni sociali. I ricercatori hanno scoperto che l’OM si manifesta quasi esclusivamente durante le interazioni sociali, ed è particolarmente frequente quando un delfino è nel campo visivo del compagno di gioco. Questo comportamento, che ricorda i segnali visivi di altre specie sociali, è stato osservato in tutti i gruppi di delfini esaminati.

    tursiope
    XNatura

    Migliorare la comunicazione

    Durante lo studio, sono stati registrati 1.288 eventi di OM, con una distribuzione del 92% durante il gioco sociale tra delfini e solo una piccola parte durante le interazioni con esseri umani. La "bocca aperta" è stata emessa principalmente (89% dei casi) quando un altro delfino si trovava nel campo visivo del compagno, suggerendo un'attenzione reciproca alla percezione visiva. Inoltre, è stato rilevato che nel 33% dei casi, il delfino ricevente replicava immediatamente l’OM. Un tale comportamento contribuisce probabilmente a rafforzare il legame tra i delfini e a mantenere un’atmosfera giocosa durante le sessioni di gioco. Secondo Elisabetta Palagi, qualche studioso potrebbe affermare che i delfini imitano le espressioni di "open mouth" da altri individui per puro caso, ma questo non spiegherebbe perché la probabilità di imitare la OM di un altro delfino entro un secondo sia 13 volte più alta.

    gruppo delfini
    3Bee

    Ricerche future sul sorriso

    Le percentuali di risposta osservate nei delfini sono coerenti con quanto osservato in alcuni carnivori, come i suricati e gli orsi, e rappresentano un primo importante passo per comprendere il comportamento di questi animali. Le ricerche future si concentreranno invece sull’utilizzo di segnali acustici da parte dei tursiopi nelle sessioni di gioco, proprio per comprendere se questi siano complementari ai segnali visivi. I delfini, infatti, presentano uno dei repertori vocali più vasti nel regno animale e non è improbabile che coordino segnali visivi e vocali per comunicare. La scoperta dell’Università di Pisa e Torino non solo amplia la nostra comprensione della comunicazione sociale dei delfini, ma sottolinea anche affascinanti parallelismi con il comportamento umano spingendo sempre più in là le differenze che distinguono l’umano dal non umano. Insomma, i delfini “sorridono” e il loro sorriso è contagioso, proprio come accade tra noi esseri umani.

    delfino
    18/10/2024Di 3Bee, Chiara Pertile
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