Per le imprese la
biodiversità non è più "solo" un tema etico: è un fattore economico misurabile. Oltre il
75% delle colture alimentari mondiali dipende dagli
impollinatori (FAO/IPBES); il loro declino minaccia supply chain, costi di produzione e disponibilità di materie prime biologiche.
Il quadro normativo europeo si è già mosso: la
CSRD impone una rendicontazione di sostenibilità più rigorosa, la
EU Nature Restoration Law fissa obiettivi di ripristino degli ecosistemi, e il framework
TNFD guida la divulgazione dei rischi legati alla natura. La logica è quella della
doppia materialità: contano sia gli impatti della natura sul business sia quelli del business sulla natura.
Cinque driver concreti per il management:
- Regolamenti UE in vigore o in arrivo
- Accesso a capitali e fondi ESG
- Reputazione verso clienti e stakeholder
- Resilienza della supply chain
- Attrazione e ritenzione del talento
Chi misura davvero — con dati raccolti sul campo — costruisce
vantaggio competitivo.