Obiettivi ESG: l’Italia arretra sullo sviluppo sostenibile

    L'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'Unione europea e fa parte del G7. I Paesi membri si sono impegnati nel perseguire gli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 per la tutela della biodiversità. Purtroppo, il rapporto ASviS evidenzia un rallentamento significativo dell’Italia.
    Obiettivi ESG: l’Italia arretra sullo sviluppo sostenibile

    PROTEGGIAMO LE API

    Agenda 2030

    Rapporto ASviS 2023 e criticità

    Purtroppo, a metà del percorso definito dall'Assemblea generale dell'ONU, l'Italia sembra essere "fuori strada" rispetto ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e difficilmente riuscirà a mantenere l'impegno che dovrà raggiungere entro la fine di questa decade. Il rapporto dell'ASVIS 2023 dimostra come l'Italia in otto anni non abbia scelto l’Agenda 2030 come guida per raggiungere uno sviluppo pienamente sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, economico e istituzionale. Anche se i progressi nei vari settori sono stati effettuati, è mancato un impegno esplicito, collettivo e coerente da parte di tutta la società, del mondo delle imprese e delle forze politiche, al fine di raggiungere la sostenibilità nel Paese.

    17 Obiettivi SDGs

    La situazione attuale sui 17 Obiettivi SDGs dell’Italia

    La situazione sul raggiungimento dei 17 Obiettivi SDGs è critica ed è peggiorata rispetto al 2010 per circa sei obiettivi, mentre, è stabile per tre e ci sono miglioramenti lievi per otto. Il rapporto evidenzia come su 33 target valutabili con indicatori quantitativi, solo otto presumibilmente raggiungeranno il valore fissato nel 2030. Invece, per 14 obiettivi la realizzazione è quasi impossibile, infine, altri nove hanno andamenti contraddittori e su due non ci sono dati sufficienti per poter esprimere un giudizio. Inoltre, manca un supporto valido e concreto per le aziende che intendono perseguire gli obiettivi sostenibili a tutela della biodiversità. In questo contesto 3Bee supporta le imprese nelle fasi di transizione per l'adozione e il miglioramento degli obiettivi ESG tramite un approccio tecnologico alla rigenerazione della biodiversità.

    Biodiversità

    Biodiversità a rischio: difficoltà a mantenere gli impegni

    L'Italia non è l'unico Paese che non riesce a mantenere gli impegni presi. Secondo l'ONU, nella fase iniziale dell'impegno globale per attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile Agenda 2030 con l'inserimento di nuovi prodotti dedicati alla tutela della biodiversità, sono stati ottenuti alcuni risultati significativi. Tuttavia, la pandemia e l'aggressione della Federazione russa in Ucraina, insieme all'aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e dei prodotti alimentari, che ha causato un'inflazione diffusa, hanno fatto regredire il mondo intero. L'ONU evidenzia come secondo i target dell'Agenda 2030, per i quali sono disponibili dati affidabili, solo nel 12% dei casi si sta procedendo nella giusta direzione per raggiungere gli obiettivi. Più della metà dei target, nonostante alcuni progressi, sono considerati "moderatamente o gravemente fuori strada", e circa il 30% non ha registrato alcun avanzamento o si trova in una situazione peggiore rispetto al 2015.

    Cambiamenti climatici

    Aumento dei danni derivanti da cambiamenti climatici

    Se il trend attuale continua, nel 2030 le emissioni di gas climalteranti continueranno a crescere e i danni derivanti dai cambiamenti climatici saranno sempre più gravi nel mondo. La temperatura media, già aumentata di 1,1°C rispetto ai livelli preindustriali, raggiungerà il limite di 1,5°C prima di quanto stabilito dagli Accordi di Parigi. Nel 2030, circa 660 milioni di persone saranno ancora prive di accesso all'elettricità, mentre quasi due miliardi continueranno a dipendere da combustibili fossili e altre pratiche inquinanti. Potrebbero essere necessari almeno 25 anni per fermare la deforestazione, e almeno un milione di specie rischiano l'estinzione.Per arrestare questo processo, nasce la necessità di progetti innovativi che tutelano la biodiversità, come le “Oasi della biodiversità” di 3Bee.

    Summit futuro

    Summit sul futuro: appuntamento settembre 2024

    Il prossimo Summit del 2024, prevede un'agenda molto ambiziosa: riforma del sistema finanziario internazionale attraverso un cambiamento nella governance delle grandi organizzazioni multilaterali; concordare un Global Digital Compact per un futuro digitale aperto, libero e sicuro; definire un codice di condotta per migliorare l'informazione pubblica, combattere le fake news e l'"infodemia"; stabilire nuove regole globali per l'uso pacifico, sicuro e sostenibile dello spazio extra-atmosferico; uno standard nuovo per misurare la prosperità, che vada oltre il PIL; definire una "Nuova Agenda per la Pace" per fornire risposte efficaci ai rischi per la sicurezza internazionale e riformare il funzionamento del Consiglio di sicurezza. Il "Summit sul futuro" sarà preparato anche attraverso la COP28, che si terrà dal 30/11 al 12/12, e affronterà il bilancio degli Accordi di Parigi del 2015 e l'operatività del nuovo fondo per indennizzare i Paesi maggiormente colpiti dal cambiamento climatico.

    Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile

    Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile

    Per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è necessario attuare quanto stabilito dalla recente Strategia Nazionale approvata dal Governo a settembre 2023. Inoltre, si rende necessario rendere strutturale l'analisi del bilancio pubblico in relazione ai 17 Obiettivi. È fondamentale garantire l'immediata implementazione del Piano d'Azione Nazionale per la Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo Sostenibile (PAN PCSD), previsto dalla Strategia Nazionale. In questo contesto, l'ASviS sottolinea l'importanza dell'introduzione di una valutazione ex ante delle politiche pubbliche per valutarne l'impatto sul criterio di giustizia intergenerazionale, recentemente introdotto nella Costituzione come "Youth check".

    Piani PNACC e PNIEC

    Piani PNACC e PNIEC

    Il rapporto evidenzia come i piani Energia-Clima (PNIEC) e il Piano Nazionale per l'Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), non ancora approvati, devono essere rafforzati e finalizzati per inglobare un ampio insieme di politiche economiche, sociali e ambientali. Il PNIEC consiste in un piano strategico che definisce gli obiettivi e le azioni per la transizione energetica e la riduzione delle emissioni di gas serra in un determinato paese. Il PNACC consiste in un piano strategico che si concentra sulle misure di adattamento necessarie per affrontare gli impatti attuali e futuri dei cambiamenti climatici. Il piano identifica le vulnerabilità del paese ai cambiamenti climatici in diversi settori, come l'agricoltura, l'acqua, la salute, l'ambiente naturale e le infrastrutture. In ottica di potenziamento, entrambi i piani dovrebbero contenere anche un orientamento adeguato sui finanziamenti necessari.

    Istituire una legge sul clima in Italia

    Istituire una “Legge sul clima” in Italia

    Nel raporto si legge la necessità di istituire una legge sul clima in Italia con obiettivi concreti. Nello specifico: la neutralità climatica entro il 2050, definendo linee precise con l'obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra nei diversi settori economici; creare una governance istituzionale efficace per il raggiungimento degli obiettivi SDGs; istituire un Consiglio Scientifico per il clima da supporto alle agenzie esistenti; eliminare sussidi e benefici pubblici che danneggiano l'ambiente e la salute umana; incentivare la partecipazione e coinvolgimento degli attori economici e sociali nella definizione e attuazione delle politiche climatiche. Queste sfide sono necessarie per combattere i cambiamenti climatici e garantire un futuro sostenibile e a basse emissioni di carbonio.

    Piano di accelerazione per attuare l'Agenda 2030

    Piano di accelerazione per attuare l'Agenda 2030

    Nel recente summit dell'ONU sullo sviluppo sostenibile, il mondo intero ha confermato il suo impegno per l'Agenda 2030 nonostante le difficoltà e le tensioni geopolitiche. Anche il Parlamento e il Consiglio europei hanno ribadito l'importanza dell'Agenda 2030 come scelta strategica dell'Unione. Il governo italiano ha approvato una nuova Strategia Nazionale confermando il proprio impegno, ma ora è necessario un “Piano di accelerazione” per attuare l'Agenda 2030 con l'adozione di un approccio politico e culturale che mette la sostenibilità al centro di ogni scelta, privata e pubblica, come la Strategia Nazionale approvata dal Cite il 18 settembre 2023.

    Proposte ASvis

    Le proposte dell'ASviS per gli obiettivi SDGs

    L'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), ha presentato 13 linee di intervento per promuovere politiche "trasformative" volte a realizzare un percorso di sviluppo sostenibile in Italia. Le proposte coprono diverse aree: sociale, economico, ambientale e istituzionale. In tema ambientale sono previste: l'accelerazione dell'innovazione nel settore agricolo; massimizzazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e revisione ambiziosa del Piano Nazionale Integrato Energia-Clima (PNIEC); protezione e ripristino della natura e tutela e gestione sostenibile degli ecosistemi. In linea con la Nature Restoration Law e la Direttiva CSR, 3Bee ha sviluppato Element-E, il protocollo innovativo di monitoraggio della biodiversità terrestre basato su bioacustica e remote sensing. Una metodologia innovativa, riconosciuta dall’UE per partire con lo sviluppo della prima vera certificazione di biodiversità.

    Articolo curato da Angelina Tortora

    Di Angelina Tortora8 dicembre 2023
    Visualizzazioni278Visualizzazioni
    Condividi

    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Quali sono gli obiettivi SDGs dell'Italia?

    La situazione sul raggiungimento dei 17 Obiettivi SDGs è critica ed è peggiorata rispetto al 2010 per circa sei obiettivi, mentre, è stabile per tre e ci sono miglioramenti lievi per otto. Il rapporto evidenzia come su 33 target valutabili con indicatori quantitativi, solo otto presumibilmente raggiungeranno il valore fissato nel 2030. Invece, per 14 obiettivi la realizzazione è quasi impossibile, infine, altri nove hanno andamenti contraddittori e su due non ci sono dati sufficienti per poter esprimere un giudizio. Inoltre, manca un supporto valido e concreto per le aziende che intendono perseguire gli obiettivi sostenibili a tutela della biodiversità.

    A che punto è l'Italia sulla Biodiversità?

    L'Italia non è l'unico Paese che non riesce a mantenere gli impegni presi. Secondo l'ONU, nella fase iniziale dell'impegno globale per attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile Agenda 2030 con l'inserimento di nuovi prodotti dedicati alla tutela della biodiversità, sono stati ottenuti alcuni risultati significativi. Tuttavia, la pandemia e l'aggressione della Federazione russa in Ucraina, insieme all'aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e dei prodotti alimentari, che ha causato un'inflazione diffusa, hanno fatto regredire il mondo intero. L'ONU evidenzia come secondo i target dell'Agenda 2030, per i quali sono disponibili dati affidabili, solo nel 12% dei casi si sta procedendo nella giusta direzione per raggiungere gli obiettivi.

    Quali danni provocherà il cambiamento climatico?

    Se il trend attuale continua, nel 2030 le emissioni di gas climalteranti continueranno a crescere e i danni derivanti dai cambiamenti climatici saranno sempre più gravi nel mondo. La temperatura media, già aumentata di 1,1°C rispetto ai livelli preindustriali, raggiungerà il limite di 1,5°C prima di quanto stabilito dagli Accordi di Parigi. Nel 2030, circa 660 milioni di persone saranno ancora prive di accesso all'elettricità, mentre quasi due miliardi continueranno a dipendere da combustibili fossili e altre pratiche inquinanti. Potrebbero essere necessari almeno 25 anni per fermare la deforestazione, e almeno un milione di specie rischiano l'estinzione.

    Cosa prevede il prossimo Summit 2024?

    Il prossimo Summit del 2024, prevede un'agenda molto ambiziosa: riforma del sistema finanziario internazionale attraverso un cambiamento nella governance delle grandi organizzazioni multilaterali; concordare un Global Digital Compact per un futuro digitale aperto, libero e sicuro; definire un codice di condotta per migliorare l'informazione pubblica, combattere le fake news e l'"infodemia"; stabilire nuove regole globali per l'uso pacifico, sicuro e sostenibile dello spazio extra-atmosferico; uno standard nuovo per misurare la prosperità, che vada oltre il PIL; definire una "Nuova Agenda per la Pace" per fornire risposte efficaci ai rischi per la sicurezza internazionale e riformare il funzionamento del Consiglio di sicurezza.

    Gli ultimi articoli

    PROTEGGIAMO LE API