Miele di Importazione e Miele Italiano

    L’importazione di miele, soprattutto di dubbia qualità, è una tematica scottante. La vendita di miele estero, a prezzi stracciati, mette in difficoltà i produttori locali, che faticano a concorrere contro i prezzi della grande distribuzione. Ma qual è la situazione attuale del mercato?
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    3Bee Hive-Tech

    L'approccio di 3Bee per la tutela della biodiversità

    3Bee è la Nature Tech company che sviluppa tecnologie per la tutela della biodiversità. 3Bee Hive-Tech è il primo sistema di 3Bee che consente di analizzare lo stato di salute e di “fame” delle api da miele, sentinelle ambientali per eccellenza. Nel tempo, abbiamo sviluppato altre tecnologie per studiare e monitorare tutti gli insetti impollinatori e creato oltre 200 Oasi della Biodiversità con migliaia di piante nettarifere per garantire loro nutrimento. Vogliamo così creare un circolo virtuoso: i nostri apicoltori si trasformano per esigenza in coltivatori di Oasi e promotori della biodiversità ambientale. Non incentiviamo la produzione massiva e gli allevamenti densi, che hanno un impatto negativo sulla biodiversità e sugli impollinatori. Riconosciamo però il valore del miele come simbolo prezioso della biodiversità di un ambiente e uno strumento di divulgazione dell'impegno e tutela di un'area, da consumare con parsimonia e rispetto per il ciclo di vita di questi insetti.

    Il mercato del miele in Italia e nel mondo

    L’apicoltura italiana registra una costante diminuzione della produzione apistica. Tuttavia, in Italia dal 2015 al 2019 la spesa per gli acquisti domestici di miele è cresciuta dell’8,8% a fronte di un incremento del 4% dei volumi (Dati ISMEA,2020). A livello europeo l’Italia è il quarto paese per numero di alveari (1,6 milioni). Segue infatti Spagna (3 milioni di alveari), Romania e Polonia (rispettivamente 2 e 1,7 milioni di alveari). A livello mondiale, la Cina domina il mercato con 543 mila tonnellate prodotte, circa il 29% della produzione mondiale. È seguita dalla Turchia con 114 mila tonnellate (11% la sua quota mondiale).

    Miele cinese: vero o falso?

    In controtendenza rispetto all’Europa, in Cina l’aumento della produzione è costante. Questo le ha consentito di diventare il maggior importatore in Europa con 80.000 tonnellate. Negli USA migliaia di apicoltori hanno intrapreso azioni legali contro i maggiori importatori, accusandoli di vendere miele contraffatto. Anche l’Honey Authenticity Project, organizzazione che lotta contro la contraffazione del miele, denuncia che l’aumento delle importazioni della Cina a seguito di un lieve aumento degli alveari è un campanello di allarme. Si stima che circa un terzo delle importazioni mondiali di miele potrebbe essere contraffatto. E la qualità? Indagini condotte da Test-Achats, associazione dei consumatori belgi, evidenziano che molti dei nettari analizzati sono stati surriscaldati. Sistema usato per dare omogeneità a miscugli di qualità diverse di miele. Altro problema è la presenza di residui di antibiotici in due terzi dei campioni, farmaci vietati in Europa.

    Controlli coordinati a livello europeo

    Dal 2015 la Commissione europea ha avviato un piano di controllo coordinato al fine di evitare la diffusione di miele adulterato sul mercato unico. Da allora, sono state effettuate numerose verifiche in modo da evitare casi di possibile frode nel settore del miele. Oltre il 30% riguardavano solo la Cina. Infine, un dazio del 17,30% è stato introdotto per tutte le importazioni in Europa di miele dalla Cina. Paolo De Castro, presidente pro-tempore della Commissione agricoltura del Parlamento europeo rende noto che “...la Commissione europea non intende abbassare la guardia sulla conformità del miele importato in Europa, in particolare dalla Cina, nel rispetto degli elevati standard di qualità che i nostri apicoltori devono rispettare ogni giorno con fatica e costi, a vantaggio di tutti noi consumatori..."

    Importazioni di miele in Italia

    Nel 2020 l’Italia ha importato ventimila tonnellate di miele superando la produzione interna di circa tremila tonnellate, comunque in aumento del 13% rispetto ai dati (pessimi) del 2019. Importante è quindi incoraggiare la produzione locale, molto diversificata e di alta qualità. In alternativa, ci si può orientare verso paesi che presentano standard qualitativi più alti e una maggiore sicurezza alimentare. L’Italia è in ogni caso tra i Paesi leader di settore, con più di 1,6 milioni di alveari (in aumento nell’ultimo anno del 7,5%), cifra che colloca il nostro Paese al quarto posto a livello europeo (dietro a Spagna, Romania e Polonia).

    Programmi per tutelare la produzione nazionale

    Per contrastare la crescente importazione di miele estero e di scarsa qualità è sì necessario un intervento istituzionale, ma sono sorte anche iniziative locali per la valorizzazione del prodotto miele. Una fra queste è Adotta un alveare 3Bee. Questo progetto mira a far conoscere le realtà apistiche italiane, anche di piccole dimensioni, a un bacino di clientela nazionale e anche europeo. L’apicoltore dotato dei sistemi di monitoraggio da remoto 3Bee può mettere il proprio profilo online sulla piattaforma di vendita e far conoscere il suo miele locale e di qualità a tutti. Questo permette di conoscere più a fondo le realtà apistiche italiane e la grande varietà di produzione di miele della penisola. Valorizzando al massimo il prodotto nazionale si può aumentare la consapevolezza del consumatore, guidandolo nelle sue scelte di acquisto e preservandolo da un prodotto sì di prezzo in

    Tipologie di Miele

    Sono oltre 50 le tipologie di miele che il territorio italiano offre. Da Nord a Sud si possono trovare molte tipologie di piante e fiori, da cui le api raccolgono polline e nettare. Il miele è un vero simbolo di biodiversità. Le tipologie sono diverse, dai mieli più conosciuti come il miele di acacia, il miele di castagno, il miele di tiglio, per poi passare a mieli più rari, come miele di lavanda, miele di santoreggia, trifoglio e molti altri.

    Di Elena Fraccaro8 ottobre 2021
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