I Principali Lavori In Apiario A Maggio

    Maggio è un mese molto impegnativo per gli apicoltori. A maggio c’è la prima, tanto attesa e grande fioritura, quella dell’acacia. In questo periodo il pericolo della sciamatura è più che mai incombente. Le attività che tengono impegnato l’apicoltore sono molte e di svariata natura.
    I Principali Lavori In Apiario A Maggio

    PROTEGGIAMO LE API

    Fioritura dell’acacia

    Maggio è un mese di fondamentale importanza: è il mese, infatti, della fioritura dell’acacia, comunemente conosciuta anche come robinia. Le annate passate non sono state molto clementi e la produzione di miele d’acacia ne ha risentito moltissimo. Preparare le proprie api nel modo corretto per iniziare bene il raccolto è indispensabile. Per questo motivo si inizia a lavorare molto prima di maggio, un po’ come ci si allena molto prima di partecipare a una gara importante. Il monitoraggio dello stato di salute dei propri alveari, il controllo delle scorte e della covata è essenziale per arrivare preparati alla stagione della produzione. 3Bee, con il suo sistema Hive-Tech, riesce a darti un supporto costante in questo lavoro, permettendoti anche di capire quando le api hanno iniziato a importare. Ad esempio, i nostri sistemi di monitoraggio ci dicono che dal nostro alveare Polpetta sono già fuoriuscite a bottinare 630 g di api attratte dal profumo dell’acacia!

    Controllo della sciamatura

    Il controllo della sciamatura è un’altra delle attività più impegnative che occupano il tempo dell’apicoltore. Abbiamo già parlato diffusamente di sciamatura, delle sue cause, delle modalità e dei metodi di prevenzione. Maggio porta con sé gli ultimi e più impetuosi strascichi di febbre sciamatoria, prima che essa venga soppiantata dalla necessità di importare e raccogliere nettare per le scorte invernali. È molto importante tenere sempre sotto controllo le proprie famiglie, eliminare eventuali celle reali o adottare quegli accorgimenti necessari per evitare la sciamatura naturale. Ad esempio, la creazione di altri nuclei a partire da famiglie numerose può essere una soluzione efficace. Un altro metodo è l’allargamento della famiglia stessa, l’inserimento di fogli cerei da costruire o l’apposizione anticipata dei melari.

    Recupero di sciami

    E’ possibile, tuttavia, che questi accorgimenti non siano sufficienti. In tal caso, accorgersi repentinamente del verificarsi di una sciamatura è essenziale per poter arginare i danni. Una volta sciamate, le api si raccolgono temporaneamente su un ramo, un supporto o in una cavità nei pressi dell’apiario di provenienza. Recuperare lo sciame è un’attività delicata che può essere più o meno difficoltosa. Se le api si sono raccolte su un ramo, anche solo scrollarle all’interno di un’apposita arnia portasciami potrebbe essere sufficiente. Se, invece, si fossero insediate in cavità, tronchi d’albero o in generale in posti poco accessibili, l’utilizzo di materiale specifico, come l’aspirasciami, e l’estrema attenzione si rivelano decisivi.

    Posa dei melari

    Quando le famiglie sono ben sviluppate e pronte per la raccolta, è importantissimo porre i melari per dar loro più spazio. Il momento della posa e il tipo di telai che si scelgono sono fondamentali. Se si aggiunge il melario troppo presto, c’è il rischio che le api rosicchino la cera dei favi, andando così a rovinarli. Se, invece, si vuole stimolarle alla produzione, inserire favi già costruiti è la scelta migliore. In questo modo, infatti, non sfrutteranno le proprie risorse per la costruzione dei favi stessi. Stimolare la produzione di cera potrebbe essere, d’altronde, un modo per controllare il pericolo di sciamatura. Per questo motivo bisogna conoscere bene le proprie api e capire qual è la soluzione migliore per ogni famiglia. È importante ricordarsi che aspettare il completo sviluppo della famiglia nel nido per l’aggiunta del melario non è una pratica consigliata visto che la famiglia potrebbe ignorare il melario e sciamare comunque.

    L’uso dell’escludi-regina

    Quando si decide di posare i melari, bisogna procedere attentamente per evitare che la regina lasci il nido e salga a melario. In nostro aiuto viene l’escludi-regina, ovvero una griglia di metallo o plastica che permette il passaggio delle operaie, ma non quello della regina, che rimane così confinata nel nido ed esclusa dal melario. L’escludi-regina va ovviamente posto sopra al nido, su cui poi si poserà il melario, il coprifavo e il tetto. Questa operazione è necessaria per evitare che il melario, destinato alla produzione di miele, venga riempito di covata. Questa eventualità, infatti, provocherebbe una “contaminazione” del miele, che risulterebbe più scuro e dal sapore più amarognolo, classicamente detto “da favo”. L’uso dell’escludi-regina è molto diffuso tra coloro che utilizzano arnie Dadant-Blatt, mentre è molto meno presente tra chi preferisce le Langstroth. L’utilizzo dell’escludi-regina presenta vantaggi e svantaggi.

    Scegliere il giusto escludi-regina

    Per quanto riguarda la scelta dell’escludi-regina, invece, in commercio ce ne sono di vati tipi: in metallo, in plastica, con cornice, senza cornice. Alcuni consigliano la scelta dell’escludi-regina con cornice, in modo tale da evitare di creare uno spazio tra nido e melario che verrebbe poi propolizzato dalle api. Comunque, anche in questo caso la scelta è dettata dalle proprie necessità e non ce n’è una giusta e una sbagliata. Ogni opzione ha i suoi pro e i suoi contro e vanno valutati in sede di scelta.

    Inizio del nomadismo

    Per alcuni apicoltori, maggio è anche il mese in cui inizia il nomadismo. Le arnie vengono spostate in altri luoghi, spesso in collina o montagna, per poter sfruttare appieno le varie fioriture, ritardate rispetto a quelle delle zone pianeggianti, o per produrre mieli particolari e pregiati. Per poter procedere con questa pratica, è importante che le proprie famiglie siano forti e in grado di sopportare lo spostamento. Inoltre, è buona prassi condurle in luoghi lontani almeno 6km dall’apiario di partenza. In questo modo, si scongiura il pericolo che esse ritornino nel luogo dove era precedentemente posizionato il loro alveare e minare in questo modo alla produzione.

    Un aiuto da 3Bee

    Maggio è un mese molto frenetico e cruciale per l’attività dell’apicoltore. Aggiungere il melario al tempo giusto, evitare la sciamatura e recuperare tempestivamente uno sciame sono attività che incidono molto sulla produzione. Avere un supporto può essere decisivo. Con i sistemi di monitoraggio per alveari 3Bee potrai costantemente controllare lo stato di salute delle tue api, il livello di produzione e scegliere così quando è ora di intervenire. Scopri anche tu tutti i vantaggi di Hive-Tech!

    Di Elena Fraccaro15 maggio 2018
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