In Apiario A Ottobre E Novembre: cosa fa l'apicoltore?

    I primi periodi autunnali sono un momento dell’anno particolarmente delicato per la cura delle api. Bisogna prestare molta attenzione affinché si possa invernare una famiglia che sia in grado di sopravvivere alla stagione più fredda.
    In Apiario A Ottobre E Novembre: cosa fa l'apicoltore?

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    I Lavori Dell’apicoltore

    Nei mesi di ottobre e novembre, le giornate si fanno sempre più corte e le temperature si abbassano significativamente. È ancora possibile assistere a qualche bella giornata di sole, ma non si arriva più ai picchi di caldo che rendono la tuta da apicoltore un vero e proprio strumento di tortura. Gli affanni e le corse della stagione produttiva sono ormai un ricordo: i più fortunati possono ancora tentare di godere delle fioriture tardive laddove il clima è più mite. Tuttavia, i principali compiti dell’apicoltore in questi mesi sono legati all’invasettamento del miele, alla cura del materiale e del magazzino, mentre le visite in apiario si dilazionano sempre di più. Questo, però, non significa ozio! I primi periodi autunnali sono un momento dell’anno particolarmente delicato per la cura delle api.

    Come sta la regina?

    Nelle ispezioni del mese di ottobre è essenziale valutare lo stato di salute della famiglia e le condizioni della regina. Per quanto riguarda quest’ultima, bisogna constatare la sua propensione all’ovodeposizione: è importante avere una buona e numerosa covata autunnale perché queste api saranno quelle che, superato l’inverno, faranno riprendere la crescita della famiglia in primavera. Per questo motivo, è un rischio ritrovarsi a ottobre-novembre con una regina debole e poco prolifica. Sostituire la regina in questo momento dell’anno è molto difficile, bisogna aver agito prima per evitare una situazione del genere. Se, tuttavia, la regina risulta debole e non si può procedere con la sua sostituzione, si può pensare di scegliere la riunificazione con un’altra colonia per aumentare le chance di sopravvivenza.

    Valutare lo stato di salute

    Valutare lo stato di salute della famiglia è altrettanto importante. In questo periodo si presta particolare attenzione al grado di infestazione da Varroa. Per valutarlo si procede con l’esame visivo del numero di varroa caduta sul fondo o particolari procedure come lo ZAV. È comunque opportuno ricordare che l’infestazione da varroa è una situazione endemica e che tutti gli alveari vanno trattati. I maggiori effetti si avranno quando tutti gli alveari di una stessa zona vengono trattati nel medesimo periodo. Si possono così evitare spiacevoli episodi di reinfestazione. In questo periodo, quando la regina smette naturalmente di covare, è comunemente usato il trattamento con acido ossalico, sia esso gocciolato o sublimato. In ogni caso, ci sono anche altri trattamenti che possono essere eseguiti, ognuno con le proprie particolarità.

    Riduzione del numero dei telai

    Un altro importante passo verso l’invernamento è la riduzione del numero di telai all’interno dell’arnia. Per poter procedere correttamente a questa operazione bisogna in primis controllare lo stato dei telai stessi. I telai su cui si concentrano maggiormente le api idealmente devono possedere la cosiddetta “luna di miele“, ovvero devono avere nella parte superiore del favo una mezza luna di miele spessa qualche centimetro. Oltre a ciò, bisogna provvedere allo spostamento delle sponde contenenti le scorte verso l’esterno. Bisogna selezionare anche i telai da eliminare, generalmente quelli più vecchi o non completamente costruiti. Prima di asportarli, è bene sforchettare gli opercoli e posizionare i favi oltre un diaframma, in modo tale da consentire alle api di recuperare tutto il miele al loro interno.

    Coibentazione

    In molte regioni, soprattutto quelle più fredde, si procede con la coibentazione delle arnie. Questa procedura viene eseguita per cercare di isolare le arnie in modo tale che le api debbano consumare meno scorte per mantenersi al caldo. Durante la stagione fredda, le api formano il cosiddetto glomere e si concentrano nella parte superiore dei telai. Per questo motivo, si procedere inserendo del materiale isolante tra il coprifavo e il tetto dell’arnia. Il materiale generalmente utilizzato è la iuta, la segatura oppure il poliuterano espanso. In ogni caso, è bene ricordare di scegliere materiali che consentano il ricircolo d’aria. In questo modo, infatti, si evita il ristagno di acqua e umidità, condizione pessima per la salute dell’alveare. Sempre per evitare una situazione in cui i livelli di umidità raggiungano valori allarmanti, molti apicoltori procedono inclinando l’arnia in modo tale che l’acqua al suo interno fuoriesca dall’apertura frontale.

    Problema neve?

    In zone in cui si verificano abbondanti nevicate è anche consuetudine o chiudere con la neve stessa l’apertura delle arnie o spargere sul terreno paglia o materiale simile. Il primo caso è comune laddove le nevicate non durano a lungo e dove la neve stessa si scioglie rapidamente. Il secondo, invece, lo si nota in zone dove la neve persiste per molto tempo. Queste procedure sono tutte volte a preservare le api che escono a svolgere i loro voli di purificazione. L’ape, posandosi sulla neve, infatti, la scioglie e rischia di rimanervi intrappolata senza possibilità di uscita.

    Controllo delle scorte

    Fondamentale in questo periodo dell’anno è il controllo delle scorte. Una famiglia invernata deve avere abbastanza scorte per sopravvivere fino a primavera, quindi bisogna fare in modo che quelle presenti nell’alveare non vengano tutte consumate subito. Per questo motivo, può essere utile procedere con la somministrazione di sciroppo non stimolante quando ancora la regina sta deponendo e quando le temperature lo permettono ancora, per poi virare al candito e dare alle api un maggiore sostegno proteico. È anche spesso consigliato di eliminare la melata, in quanto non adatta a un’alimentazione invernale.

    Controlla le tue api con un monitoraggio da remoto

    Una volta invernata la famiglia, le visite in apiario sono ridotte al minimo e la famiglia non deve più essere disturbata. Per capire se la colonia è ancora viva o se ha sufficienti scorte è necessario andare in campo e controllare dall’esterno la condizione della famiglia. Queste procedure possono non essere abbastanza, per questo motivo servirsi di sistemi di monitoraggio da remoto può essere decisivo. Utilizzando i sistemi 3Bee, puoi controllare direttamente dal tuo telefono se la famiglia è ancora viva o se ha bisogno di essere nutrita. In questo modo avrai rilevazioni più accurate e saprai sempre quando e come è necessario intervenire. Grazie alla nostra nuova piattaforma e alla web app gratuita, consultare i dati e i grafici del tuo alveare è ancora più semplice. Scopri anche tu tutte le caratteristiche dei sistemi 3Bee!

    Di Elena Fraccaro7 giugno 2022
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