Green Deal e la Strategia Europea sulla Biodiversità

    Il Green Deal è il piano adottato dalla Commissione Europea nel 2019 per indirizzare l’UE verso la neutralità climatica, obiettivo da raggiungere entro il 2050. Nell’articolo approfondiremo le proposte avanzate per superare le sfide ambientali e trasformare l’Unione Europea in un’economia moderna.
    Green Deal e la Strategia Europea sulla Biodiversità

    PROTEGGIAMO LE API

    impollinatore

    UE e biodiversità: nascita del Green Deal

    La sopravvivenza del genere umano e del pianeta Terra è legata alla salute degli ecosistemi. Il Report del Word Economic Forum sui rischi globali del 2020 ha individuato nella perdita della biodiversità e nel degrado degli ecosistemi proprio le maggiori minacce da affrontare nei prossimi anni. Da qui l’esigenza di creare una strategia sulla biodiversità per avviare iniziative specifiche e definire obiettivi globali che proteggano la natura e invertano il degrado degli ecosistemi. L’Unione Europea ha fissato come tempo massimo per la svolta il 2030. Ridurre il rischio e l’uso dei pesticidi del 50%, bloccare il declino degli impollinatori, trasformare il 30% delle terre e dei mari europei in aree protette sono alcuni degli obiettivi prefissati. E questa Strategia sulla biodiversità 2023 è un pilastro del Green Deal Europeo.

    Commissione Europea

    Cos’è il Green Deal Europeo

    Il Green Deal Europeo è un ambizioso programma di riforme, investimenti e ricerca che mira a trasformare l’Unione Europea in un’economia moderna entro il 2050. Presentato nel dicembre 2019, il nome contiene un riferimento al New Deal di Franklin Delano Roosevelt, un programma ideato per risollevare l’economia degli Stati Uniti tra il 1933 e il 1939, ma c’è una differenza. Il Green Deal Europeo deve scongiurare una crisi presente e futura, non passata. L’obiettivo è difendere il pianeta dalle conseguenze del riscaldamento globale. Parole chiave del Green Deal sono transizione energetica, economia circolare, protezione della biodiversità e stop all’inquinamento.

    Foreste

    L’obiettivo primario del Green Deal

    La Commissione Europea ha adottato il Green Deal e le sue proposte di trasformazione delle politiche UE in materia di clima, energia, trasporti, fiscalità per far diventare l’Europa il primo continente ad impatto climatico zero. L’obiettivo sarà perseguibile riducendo le emissioni nette di gas ad effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 ed eliminandole completamente entro il 2050. Affinché l’economia sia moderna ed efficiente dal punto di vista delle risorse e competitiva occorrerà dissociare la crescita economica dall’uso delle risorse stesse senza trascurare nel progetto nessun luogo o persona. L’Unione Europa ha dunque riconosciuto i cambiamenti climatici e il degrado ambientale con conseguente perdita della biodiversità come una seria minaccia da affrontare il prima possibile tramite strategie ben definite e comuni.

    Impresa sostenibile

    Da una minaccia ad un’opportunità

    La normativa europea sul clima impone l’obiettivo di rendere l’Europa un continente a impatto climatico zero entro il 2050. I cambiamenti climatici non devono essere visti solo come una minaccia e la sfida più grande da superare ma anche come l’opportunità di creare un nuovo modello economico. Per raggiungere questo obiettivo è nato il Green Deal Europeo, un piano guida della trasformazione in atto. I 27 Stati membri UE devono impegnarsi attivamente per tagliare il prima possibile i traguardi di riduzione delle emissioni in un’ampia gamma di settori e di aumento dei pozzi naturali di assorbimento del carbonio. Devono inoltre creare un sistema aggiornato di scambio delle quote di emissioni per limitarle, assegnare un prezzo all’inquinamento nonché generare investimenti nella transizione verde. Ultimo obiettivo giuridicamente vincolante è dare sostegno sociale ai cittadini e alle piccole imprese.

    Ambiente

    Gli investimenti per il Green Deal

    Nel 2019 la Commissione Europea ha effettuato una prima stima degli investimenti necessari per la trasformazione dell’Europa fissando il prezzo a 260 miliardi di euro di risorse all’anno. Nel gennaio 2020 ha presentato lo European Green Deal Investment Plan con la previsione di mille miliardi di euro volti a sostenere gli investimenti nella sostenibilità nei successivi dieci anni. Risorse derivanti dal budget UE, dai privati e da altri strumenti come InvestEU. In più il programma prevede il Fondo Just Transition Mechanism con 100 miliardi di euro da erogare alle Regioni europee che maggiormente risentiranno della transizione energetica (Polonia, Slovacchia, Germania e Europa dell’Est). Tra gli investimenti è giusto citare anche il nuovo Fondo sociale per il clima con 86 miliardi di euro che saranno destinati al sostegno dei cittadini più vulnerabili e le piccole imprese coinvolte nei cambiamenti sostenibili.

    Energia eolica

    La strategia industriale del Green Deal

    Per diventare un’economia moderna ed efficiente, l’Unione Europea deve sfruttare il potenziale dei mercati globali con riferimento alle tecnologie a basse emissioni e prodotti/servizi sostenibili. Significa che deve realizzarsi una piena mobilitazione dell’industria o l’obiettivo dell’impatto climatico zero non sarà raggiunto. Ogni catena del valore industriale – inclusi i settori ad alta intensità energetica – sarà protagonista della trasformazione. Il Green Deal con la nuova strategia industriale per l’Europa guiderà la transizione verde e digitale al fine di aumentare la competitività a livello globale. Le nuove azioni mirano a rafforzare la resilienza del mercato unico, a sostenere l’autonomia strategica aperta dell’Europa affrontando le dipendenze e a sostenere l’interesse delle imprese per la duplice transizione. Il Green Deal, dunque, si presenta come una strategia di crescita inclusiva e sostenibile che si affianca ad altre normative che disciplinano la mobilitazione.

    Girasoli

    Green Deal e Bilancio di Sostenibilità

    Tutte le imprese sono chiamate ad avere un ruolo nella transizione sostenibile prevista dal Green Deal europeo. Dovranno seguire le direttive europee e adottare i cambiamenti necessari per ricercare la neutralità climatica. Serviranno nuovi modelli di business che tengano conto dei criteri ESG – Environmental, Social e Governance – e convincano gli stakeholder del reale impegno messo nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. L’ecologia di facciata non sarà più ammissibile, le imprese dovranno rendicontare il loro operato e l’impatto delle attività sull’ambiente e la società. A tal fine saranno chiamate a redigere un Bilancio di Sostenibilità trasparente e completo che utilizzi gli Standard GRI, SASB o ESRS di EFRAG. Per il raggiungimento di questo obiettivo 3Bee si presenta come un partner ideale: con i suoi progetti di rigenerazione garantisce alle imprese report conformi alla Direttiva CSRD per una comunicazione trasparente degli ESG.

    Sostenibilità

    La tutela della biodiversità

    Le aziende possono dimostrare il loro impegno nel raggiungimento degli obiettivi del Green Deal Europeo – e contestualmente dell’Agenda 2030 – rendendosi protagoniste della tutela della biodiversità e del ripristino della natura. La strategia dell’Unione Europea prevede impegni specifici come l’ampliamento dei siti esistenti di Natura 2000 (la rete di aree marine e terrestri protette), l’avviamento di un piano che si basi sulla prima normativa rivolta al ripristino della natura e lo sblocco dei finanziamenti a favore della biodiversità. Inoltre, il piano prevede di introdurre misure efficaci nell’affrontare la sfida globale della biodiversità. Il monitoraggio del suolo è tra le proposte presentate dalla Commissione per poter avere suoli sani entro il 2050. Le Oasi della Biodiversità di 3Bee hanno proprio lo scopo di rigenerare la biodiversità coinvolgendo le aziende nella protezione degli spazi che fungono da rifugio per gli impollinatori e la flora autoctona.

    Insetti impollinatori

    Le strategie da seguire per la biodiversità

    Il Green Deal Europeo segue una strategia precisa in tema di biodiversità. L’obiettivo è aumentare la protezione del territorio del 30% entro il 2030 perseguendo con resilienza diversi intenti ossia ripristinare gli ecosistemi marini e terrestri degradati, aumentare l’agricoltura biologica, arrestare il declino degli impollinatori, ridurre del 50% l’uso dei pesticidi e ripristinare minimo 25 mila chilometri di fiumi a scorrimento libero. Nei piani c’è anche lo sblocco di 20 miliardi di euro all’anno da destinare alla biodiversità nonché la piantumazione di 3 miliardi di alberi entro il 2030. Un duplice obiettivo, dunque, in relazione alla strategia di crescita dell’Europa. Da una parte la sostenibilità e dall’altra la biodiversità.

    Tutela della biodiversità

    Green Deal per difendere il pianeta: l’impegno di 3Bee

    Le imprese devono rendersi conto che la transizione green non è una possibilità ma un’esigenza. Servono risposte veloci ed efficaci in termini di sostenibilità e tutela della biodiversità. Il Green Deal ha posto gli obiettivi da raggiungere entro il 2030 come primo traguardo ed entro il 2050 come termine ultimo per far diventare l’Europa il primo continente ad impatto climatico zero. 3Bee si impegna in questo senso con le Oasi della Biodiversità: habitat urbani e agroforestali creati in zone a bassa biodiversità, con l'obiettivo di rigenerarla. Luoghi fisici e digitali in cui tecnologia e natura si fondono: un primo passo verso la resilienza climatica. All'interno delle Oasi vi sono i boschi nettariferi, costituiti da un minimo di tre specie autoctone piantumate da agricoltori professionisti previa analisi del terreno con Flora. L'obiettivo? Creare pascoli con fioriture scalari, per garantire nutrimento agli impollinatori in tutte le stagioni.

    Articolo di Valentina Trogu

    Di Elena Fraccaro15 dicembre 2023
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    Domande Frequenti

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    Che cos’è il Green Deal Europeo?

    Il Green Deal Europeo è un ambizioso programma di riforme, investimenti e ricerca che mira a trasformare l’Unione Europea in un’economia moderna entro il 2050. Presentato nel dicembre 2019, il nome contiene un riferimento al New Deal di Franklin Delano Roosevelt, un programma ideato per risollevare l’economia degli Stati Uniti tra il 1933 e il 1939, ma c’è una differenza. Il Green Deal Europeo deve scongiurare una crisi presente e futura, non passata. L’obiettivo è salvare il pianeta dalle conseguenze del riscaldamento globale provocato dalle attività dell’uomo. Parole chiave del Green Deal sono transizione energetica, economia circolare, protezione della biodiversità e stop all’inquinamento.

    Qual è l'obiettivo primario del Green Deal?

    La Commissione Europea ha adottato il Green Deal e le sue proposte di trasformazione delle politiche UE in materia di clima, energia, trasporti, fiscalità per far diventare l’Europa il primo continente ad impatto climatico zero. L’obiettivo sarà perseguibile riducendo le emissioni nette di gas ad effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 ed eliminandole completamente entro il 2050. Affinché l’economia sia moderna ed efficiente dal punto di vista delle risorse e competitiva occorrerà dissociare la crescita economica dall’uso delle risorse stesse senza trascurare nel progetto nessun luogo o persona. L’Unione Europa ha dunque riconosciuto i cambiamenti climatici e il degrado ambientale con conseguente perdita della biodiversità come una seria minaccia da affrontare il prima possibile tramite strategie ben definite e comuni.

    In cosa consiste la strategia industriale del Green Deal?

    Per diventare un’economia moderna ed efficiente, l’Unione Europea deve sfruttare il potenziale dei mercati globali con riferimento alle tecnologie a basse emissioni e prodotti/servizi sostenibili. Significa che deve realizzarsi una piena mobilitazione dell’industria o l’obiettivo dell’impatto climatico zero non sarà raggiunto. Ogni catena del valore industriale – inclusi i settori ad alta intensità energetica – sarà protagonista della trasformazione. Il Green Deal con la nuova strategia industriale per l’Europa guiderà la transizione verde e digitale al fine di aumentare la competitività a livello globale. Le nuove azioni mirano a rafforzare la resilienza del mercato unico, a sostenere l’autonomia strategica aperta dell’Europa affrontando le dipendenze e a sostenere l’interesse delle imprese per la duplice transizione. Il Green Deal, dunque, si presenta come una strategia di crescita inclusiva e sostenibile che si affianca ad altre normative che disciplinano la mobilitazione.

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