Criteri ESG e transizione delle aziende italiane ed europee

    A che punto sono le imprese italiane con il percorso verso uno sviluppo sostenibile nel pieno rispetto dei fattori ESG? Secondo l'ESG Outlook di CRIF, l'Italia è nella giusta direzione, ma la transizione verso gli obiettivi della tutela della biodiversità dell'Agenda 2030, sono ancora molto lontani.
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    Fotografia delle aziende italiane e l'adeguatezza ESG

    Fotografia delle aziende italiane e l'adeguatezza ESG

    Secondo l'ESG Outlook di CRIF, le imprese italiane si stanno attivando verso un percorso sostenibile ma c'è ancora molto lavoro da fare. Circa l'8% delle imprese non ha ancora intrapreso un percorso di transizione sostenibile o lo ha fatto solo in misura limitata rispetto ai criteri ESG. Circa il 60% delle aziende dimostra un livello medio o basso di adeguatezza, mentre poco più del 30% si trova in uno stadio avanzato. A compiere progressi più importanti sono le aziende con un fatturato superiore ai 10 milioni di euro e nel 39% dei casi si trova in uno stato avanzato nella transizione ESG rispetto al 33% delle imprese con un fatturato inferiore. L'indagine evidenza come le PMI (piccole e medie imprese) incontrano maggiori difficoltà ad aderire ad un percorso di sostenibilità aziendale

    Ruolo del governo italiano verso la transazione delle PMI

    Ruolo del governo italiano verso la transazione delle PMI

    Il governo italiano ha preso un impegno ben preciso verso gli obietti SDGs dell'Agenda 2030. Per aiutare le piccole e medie imprese può adottare varie misure partendo dal promuovere programmi di sensibilizzazione e fornire risorse per aumentare la consapevolezza delle PMI riguardo all'importanza e ai benefici dell'adozione di pratiche sostenibili. Queste pratiche possono includere l'organizzazione di workshop, seminari e campagne informative, nonché la creazione di strumenti online per l'accesso a informazioni e risorse pertinenti. Inoltre, il governo può introdurre incentivi finanziari per incoraggiare le PMI ad adottare iniziative sostenibili, quali: agevolazioni fiscali, agevolazioni per investimenti in tecnologie sostenibili, sgravi contributivi o accesso semplificato a finanziamenti a condizioni agevolate per progetti ESG.

    Soluzioni innovative e tecnologie sostenibili

    Soluzioni innovative e tecnologie sostenibili

    Il governo può sostenere la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative e tecnologie sostenibili che siano accessibili alle PMI. Ciò può includere finanziamenti per progetti di ricerca, collaborazioni con istituti di ricerca e incentivi per l'adozione di tecnologie green.È importante sottolineare che il supporto del governo dovrebbe essere mirato alle specifiche esigenze delle PMI e tener conto delle loro risorse e capacità. Inoltre, una stretta collaborazione tra le istituzioni governative, le associazioni di categoria e gli stakeholder del settore privato può favorire un approccio olistico ed efficace nel promuovere la sostenibilità delle piccole e medie imprese.

    Accelerare la crescita con investimenti sostenibili

    Accelerare la crescita con investimenti sostenibili

    Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing, ha condotto un sondaggio intervistando proprietari di imprese e manager del Nord America, Europa e Asia, per capire quali sono le possibili soluzioni per accelerare le adozioni di soluzioni ambientali, sociali e di governance. La ricerca evidenzia che è possibile accelerare la crescita del mercato degli investimenti sostenibili attraverso un miglior allineamento tra le aspettative degli investitori e le pratiche, i prodotti e il reporting ESG (Environmental, Social, and Governance) dei gestori patrimoniali. Gli investitori istituzionali dimostrano anche una crescente domanda per specifiche strategie di investimento sostenibili che si concentrano su aree come le soluzioni idriche, il cambiamento climatico e l'istruzione.

    Criteri ESG: adeguatezza delle imprese per settore e regione

    Criteri ESG: adeguatezza delle imprese per settore e regione

    Secondo il report CRIF, tra principali fattori ESG che contribuiscono alla valutazione di sostenibilità delle PMI c’è il fattore “E” Ambientale. Crif ha valutato, attraverso lo Score E, il livello di adeguatezza della gestione dei rischi ambientali. Lo studio ha evidenziato che le regioni più virtuose sono Lombardia e Piemonte, con oltre il 60% delle aziende che dimostrano un elevato grado di aderenza ai criteri ambientali. A livello settoriale, emerge invece che il settore immobiliare e quello delle attività leisure sono i più attenti all'ambiente. Passando al fattore governance (G), che riguarda le politiche di diversity & inclusion, emerge il settore farmaceutico che si distingue per il maggior numero di aziende che hanno raggiunto uno stato avanzato di adattamento. Anche i settori dell'elettronica, della meccanica e dei mezzi di trasporto si comportano bene. D'altra parte, le aziende agricole, turistiche, di costruzioni e immobiliari presentano i livelli più bassi di adattamento.

    I criteri per valutare lo score ambientale delle PMI

    I criteri per valutare lo score ambientale delle PMI

    I criteri utilizzati da CRIF per valutare lo score ambientale delle aziende potrebbero variare a seconda della metodologia specifica adottata dall'organizzazione. Tuttavia, in generale, gli indicatori ambientali considerati da CRIF potrebbero includere i seguenti aspetti: emissioni di gas serra (emissioni di gas a effetto serra prodotte dalle aziende, come ad esempio l'anidride carbonica - CO2, il metano - CH4 e l'ossido di azoto - NOx); gestione dei rifiuti; consumo di risorse naturali; impatto sull'ambiente circostante (ad esempio l'inquinamento dell'aria e delle acque, la deforestazione o la distruzione degli habitat naturali). In questo contesto si inserisce Element-E, il protocollo innovativo di monitoraggio della biodiversità terrestre sviluppato da 3Bee: una metodologia innovativa, in linea con la Direttiva CSRD e la Nature Restoration Law, che consentirà alle imprese di migliorare il proprio impatto sulla biodiversità e compensarlo.

    Criteri ESG e rischi fisici (acuti e cronici)

    Criteri ESG e rischi fisici (acuti e cronici)

    ESG Outlook di CRIF ha analizzato l’impatto da rischio fisico che misura l’impatto finanziario-economico dovuto dal degrado ambientale e il cambiamento climatico. Questo impatto viene suddiviso in due macrocategorie: rischi cronici, legati ai cambiamenti climatici che si verificano gradualmente, e rischi acuti, come i disastri naturali improvvisi.Il 5,9% delle PMI è considerato ad alto o molto alto rischio fisico acuto. Per quanto riguarda i rischi fisici cronici, il 16% delle imprese è classificato come altamente o molto esposto. Inoltre, il settore dell'estrazione mineraria presenta l'impatto da transizione più elevato.

    Transizione verso la sostenibilità e costi aziendali

    Secondo il report ESG Outlook CRIF, i costi derivanti dalla transizione, espressi come percentuale del fatturato, sono sottoposti a continue oscillazioni.I settori ad alta intensità energetica (estrazione mineraria, trasporti, chimica e lavorazione dei prodotti metallici) mostrano una percentuale di costi che varia tra il 3% e l’8% sul fatturato annuo. Si osservano impatti moderati, ma comunque rilevanti, con una percentuale di circa il 2-3% annuo di costi sul fatturato nei settori della lavorazione di prodotti non metallici e della produzione e distribuzione di elettricità e gas. Mentre nei settori legati ai servizi, alle attività immobiliari e al commercio, si evidenzia un impatto marginale, inferiore allo 0,5% annuo. Il report denota una forte correlazione tra l’impatto della transazione verso i criteri ESG e il livello attuale di intensità delle emissioni.

    Sostenibilità: impatto dell'intera catena di fornitura

    Sostenibilità: impatto dell'intera catena di fornitura

    Il cammino verso uno sviluppo sostenibile è fondamentale per ogni azienda, indipendentemente dalla sua dimensione e settore di appartenenza. Oltre agli sforzi volti a conformarsi ai criteri ESG, è di cruciale importanza valutare l'impatto sulla sostenibilità di tutta la catena di fornitura. Riconoscere l'interconnessione e l'influenza reciproca tra i vari attori della catena di fornitura diventa essenziale per garantire una gestione responsabile ed efficace degli impatti ambientali, sociali e di governance. Questo implica un esame attento delle pratiche sostenibili dei fornitori, la provenienza delle materie prime, i processi di produzione, il trasporto e la distribuzione dei prodotti, fino al consumo finale. Solo valutando l'intera supply chain è possibile identificare e mitigare le vulnerabilità, i rischi e le opportunità per migliorare la sostenibilità complessiva delle operazioni aziendali.

    Criteri ESG: trasparenza e innovazione

    Criteri ESG: trasparenza e innovazione

    Un approccio olistico alla sostenibilità della catena di fornitura può favorire la collaborazione tra le aziende, incoraggiando la condivisione delle migliori pratiche, la trasparenza e l'innovazione, promuovendo uno sviluppo sostenibile a livello sistemico.In conclusione, la valutazione dell'impatto sostenibile dell'intera catena di fornitura è un elemento cruciale per le aziende che desiderano adottare pratiche ESG efficaci e perseguire un percorso di sviluppo sostenibile. In quest’ottica 3Bee opera in ambito ESG - prevalentemente in ambito ambientale - realizzando, al fianco dei partner d’impresa, progetti di tutela e monitoraggio della biodiversità basati sull’impiego di tecnologie proprietarie che restituiscono KPI chiari e quantificabili. Tali KPI si traducono in un report che 3Bee fornisce annualmente ai partner: uno strumento utile per comunicare le azioni intraprese all’interno del bilancio di sostenibilità aziendale.

    Articolo di Angelina Tortora

    Di Elena Fraccaro17 novembre 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Qual è il ruolo del governo verso la sostenibilità?

    Il governo italiano ha preso un impegno ben preciso verso gli obietti SDGs dell'Agenda 2030. Per aiutare le piccole e medie imprese può adottare varie misure partendo dal promuovere programmi di sensibilizzazione e fornire risorse per aumentare la consapevolezza delle PMI riguardo all'importanza e ai benefici dell'adozione di pratiche sostenibili. Queste pratiche possono includere l'organizzazione di workshop, seminari e campagne informative, nonché la creazione di strumenti online per l'accesso a informazioni e risorse pertinenti.

    Come si può accelerare la crescita sostenibile?

    Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing, ha condotto un sondaggio intervistando proprietari di imprese e manager del Nord America, Europa e Asia, per capire quali sono le possibili soluzioni per accelerare le adozioni di soluzioni ambientali, sociali e di governance. La ricerca evidenzia che è possibile accelerare la crescita del mercato degli investimenti sostenibili attraverso un miglior allineamento tra le aspettative degli investitori e le pratiche, i prodotti e il reporting ESG (Environmental, Social, and Governance) dei gestori patrimoniali.

    In quali settori le PMI hanno adeguato i creteri ESG?

    Secondo il report CRIF, tra principali fattori ESG che contribuiscono alla valutazione di sostenibilità delle PMI c’è il fattore “E” Ambientale. Crif ha valutato, attraverso lo Score E, il livello di adeguatezza della gestione dei rischi ambientali. Lo studio ha evidenziato che le regioni più virtuose sono Lombardia e Piemonte, con oltre il 60% delle aziende che dimostrano un elevato grado di aderenza ai criteri ambientali. A livello settoriale, emerge invece che il settore immobiliare e quello delle attività leisure sono i più attenti all'ambiente. Passando al fattore governance (G), che riguarda le politiche di diversity & inclusion, emerge il settore farmaceutico che si distingue per il maggior numero di aziende che hanno raggiunto uno stato avanzato di adattamento. Anche i settori dell'elettronica, della meccanica e dei mezzi di trasporto si comportano bene. D'altra parte, le aziende agricole, turistiche, di costruzioni e immobiliari presentano i livelli più bassi di adattamento.

    Quali sono i rischi fisici dei criteri ESG?

    ESG Outlook di CRIF ha analizzato l’impatto da rischio fisico che misura l’impatto finanziario-economico dovuto dal degrado ambientale e il cambiamento climatico. Questo impatto viene suddiviso in due macrocategorie: rischi cronici, legati ai cambiamenti climatici che si verificano gradualmente, e rischi acuti, come i disastri naturali improvvisi.Il 5,9% delle PMI è considerato ad alto o molto alto rischio fisico acuto. Per quanto riguarda i rischi fisici cronici, il 16% delle imprese è classificato come altamente o molto esposto. Inoltre, il settore dell'estrazione mineraria presenta l'impatto da transizione più elevato.

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