Al via COP16 bis sulla Biodiversità a Roma
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    Al via COP16 bis sulla Biodiversità a Roma

    Dal 25 al 27 febbraio, la sede della FAO a Roma ospita la COP16 bis, volta a riprendere i negoziati interrotti lo scorso novembre a Cali. Con oltre 150 paesi coinvolti, l'incontro mira a rafforzare le azioni globali per la tutela della biodiversità.

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    26/02/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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    COP16 bis: riprendono i negoziati sulla biodiversità

    La COP16 bis, che si sta svolgendo presso la sede della FAO a Roma, rappresenta un'importante occasione per riprendere i negoziati che erano stati interrotti lo scorso novembre durante il summit di Cali, in Colombia. Questo incontro, seppur ridotto in termini di partecipanti rispetto alla conferenza principale, vedrà oltre 150 paesi lavorare insieme fino al 27 febbraio per chiudere i testi ancora in sospeso. Nonostante la presenza ridotta di figure politiche di alto livello, l'obiettivo rimane fondamentale: dare una spinta ai meccanismi di finanziamento per la biodiversità e migliorare il monitoraggio dei piani nazionali per la biodiversità (NBSAP), e del Global Biodiversity Framework (GBF), il quadro globale di azione per la biodiversità.

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    Il ruolo della finanza nella tutela della biodiversità

    Uno dei temi cruciali dei negoziati della COP16 bis è il finanziamento per la biodiversità. Si discuterà infatti come raccogliere risorse per raggiungere l'obiettivo di 200 miliardi di dollari all'anno entro il 2030, con un contributo che dovrebbe salire a 30 miliardi di dollari entro la fine del 2025. L'Europa ha già messo a disposizione 7 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, con un focus su iniziative come NaturAfrica da 1,4 miliardi di euro. Tuttavia, si attende che altri paesi industrializzati e le economie emergenti contribuiscano con risorse aggiuntive, sia da fondi nazionali che da fonti private, tramite strumenti finanziari come i green bond e le garanzie.

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    Il tema dei fondi per la biodiversità

    Il finanziamento per la biodiversità è un tema che sta dividendo i delegati, in particolare per quanto riguarda la gestione delle risorse economiche. Durante il negoziato, si discuterà se ampliare o istituire nuovi fondi per la biodiversità. Al momento, esistono già due fondi principali: il Fondo globale per la biodiversità (GBFF) e il Kunming Biodiversity Fund. Tuttavia, alcuni paesi, come la Repubblica Democratica del Congo e il Brasile, chiedono la creazione di una nuova struttura per gestire meglio queste risorse, magari con sede in America Latina. La soluzione ideale per l'Europa, invece, sarebbe quella di utilizzare il GEF (Global Environmental Fund), un'organizzazione già operativa che ha dimostrato di poter erogare fondi in tempi rapidi.

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    Il Fondo di Cali per la conservazione della biodiversità

    Un altro punto focale dei negoziati è l’attivazione del Fondo di Cali, un fondo creato per sostenere la conservazione della biodiversità attraverso l'uso commerciale del sequencing digitale genetico (DSI). Questo fondo, approvato a COP16 in Colombia, sarà finanziato principalmente dalle aziende dei settori farmaceutico, nutraceutico, cosmetico e biotecnologico, che dovranno contribuire con una percentuale dei loro profitti. Il fondo è destinato principalmente ai paesi in via di sviluppo, alle popolazioni indigene e alle comunità locali. In particolare, il 50% delle risorse sarà dedicato alle popolazioni indigene. Nonostante il lancio del fondo, non sono stati ancora annunciati contributi significativi dalle aziende del settore, ma il meccanismo è pronto per entrare in funzione.

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    Monitoraggio delle strategie nazionali per la biodiversità

    Durante la COP16 bis si discuterà anche del miglioramento dei meccanismi di monitoraggio dei National Biodiversity Strategies and Action Plans (NBSAP), i piani che ogni paese deve implementare per tutelare la propria biodiversità. Questi piani sono essenziali per monitorare i progressi verso gli obiettivi fissati dal Global Biodiversity Framework (GBF). La discussione si concentrerà sul rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio, che sono fondamentali per garantire che gli impegni assunti siano tradotti in azioni concrete e misurabili. I delegati cercheranno di stabilire un sistema di rendicontazione efficace che permetta di seguire e valutare i progressi a livello nazionale.

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    Da COP16 bis a COP30: il futuro della biodiversità

    La COP16 bis si inserisce in un percorso più ampio che culminerà nella COP30 che si terrà in Brasile nel novembre 2025. Questo incontro sarà decisivo per consolidare gli impegni internazionali e definire una visione condivisa per la tutela della biodiversità globale. La comunità internazionale dovrà decidere come rafforzare ulteriormente la cooperazione per raggiungere gli obiettivi prefissati, in particolare quelli legati al finanziamento e al monitoraggio. Sebbene la COP16 bis non sia il principale evento negoziale, rappresenta un passo fondamentale per assicurare che il processo multilateralista continui e che vengano raggiunti risultati concreti per la protezione della biodiversità.

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    L'espansione di 3Bee sui mercati internazionali

    Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del progetto "Biodiversity services EU expansion" (CUP: E43D22000480009) a valere sul bando di Regione Lombardia "PR FESR 2021-2027 – LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE 21-27", volto a supportare l'internazionalizzazione delle aziende italiane. 3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie innovative per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità, supportando le imprese nella definizione di strategie climatiche personalizzate basate sull’analisi dei loro impatti e dipendenze dalla natura. Con un portfolio consolidato in Italia, Germania e Francia e partnership di rilievo, 3Bee continua la sua espansione sui mercati internazionali per creare un impatto concreto tramite la tecnologia.

    26/02/2025Di 3Bee, Angelina Tortora
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