UE: approvata la legge sul ripristino della natura

    La legge sul ripristino della Natura è stata approvata oggi, 27 febbraio 2024, dall’Unione Europea. Il nuovo testo, frutto di un lungo processo di negoziazione tra le istituzioni europee, ha ricevuto un consenso significativo. Scopri in questo articolo tutti i dettagli e i prossimi step.
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    farfalla

    L’approvazione della legge sul ripristino della natura

    329 voti favorevoli, 275 contrari e 24 astensioni: la legge sul ripristino della natura è stata approvata oggi, 27 febbraio 2024, dall’Unione Europea. Un consenso significativo per il nuovo testo, frutto di un lungo processo di negoziazione tra le istituzioni europee, che oggi ha ricevuto il via libera dell’Eurocamera a Strasburgo. La legge sul ripristino della natura risponde alle aspettative dei cittadini in materia di protezione e ripristino della biodiversità, oltre a rappresentare un passo importante nel raggiungimento degli obiettivi dell’UE in materia di clima e biodiversità, nel rispetto del quadro globale di Kunming-Montréal per la biodiversità adottato nel 2022 durante la COP15.

    ripristino natura

    Gli obiettivi della legge sul ripristino della natura

    Il contesto di partenza non ha bisogno di spiegazioni: oltre l’80% degli habitat europei è in condizioni di degrado. Un dato allarmante, che evidenzia l’urgenza di intraprendere azioni concrete. Grazie alla legge sul ripristino della natura, i Paesi dell’UE dovranno ripristinare almeno il 30% delle aree terrestri e marine degradate (foreste, praterie, zone umide, fiumi, laghi, coralli) entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050. Sarà importante garantire che le zone ripristinate non tornino a deteriorarsi, adottando piani nazionali di ripristino con obiettivi e attività ben definite. Inoltre, i Paesi dell’UE dovranno dare precedenza, fino al 2030, alle zone Natura 2000. Secondo la Commissione europea, i benefici saranno sia ambientali che economici: ogni euro investito nel ripristino degli ecosistemi andrà a tradursi in almeno 8 euro guadagnati.

    ecosistema agricolo

    L’impatto sugli ecosistemi agricoli

    La legge sul ripristino della natura richiede ai Paesi dell’UE di raggiungere un trend positivo in almeno due dei seguenti indicatori: indice delle farfalle comuni, percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità, stock di carbonio organico nei terreni minerali coltivati. L’obiettivo è di migliorare la biodiversità negli ecosistemi agricoli. “Dovranno anche adottare misure per migliorare l'indice dell'avifauna comune, dato che gli uccelli sono un buon indicatore dello stato di salute generale della biodiversità”. Inoltre, i Paesi membri dovranno ripristinare almeno il 30% delle torbiere - una delle soluzioni più economiche per ridurre le emissioni nel settore agricolo - drenate entro il 2030, il 40% entro il 2040 e il 50% entro il 2050.

    agricoltura

    Il “freno di emergenza” per il settore agricolo

    La Commissione Europea ha spiegato che questa è la strategia più efficace a livello di costi per ridurre le emissioni del settore agricolo. Questo infatti, è responsabile di circa l’11% delle emissioni di gas serra di tutta l’Unione Europea. Sempre con riferimento al settore agricolo, la legge sul ripristino della natura prevede un “freno di emergenza”: in casi eccezionali, sarà possibile sospendere gli obiettivi legati agli ecosistemi agricoli. Questo potrà accadere qualora si verifichino conseguenze in termini di superficie coltivata, a tal punto da compromettere la produzione alimentare, rendendola non adeguata ai consumi dell’UE.

    natura prossimi step

    Legge sul ripristino della natura: i prossimi step

    La legge sul ripristino della natura obbliga i Paesi dell’UE a raggiungere un trend positivo anche in diversi indicatori che riguardano gli ecosistemi forestali, oltre a piantare tre miliardi di nuovi alberi. Infine, sarà necessario ripristinare almeno 25.000 km di fiumi, trasformandoli in fiumi a scorrimento libero, garantendo che non ci sia alcun tipo di perdita netta, né a livello di superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani, né di copertura arborea urbana. Ma quali sono i prossimi step? Il testo della legge sul ripristino della natura dovrà essere approvato anche dal Consiglio, dopodiché sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore dopo venti giorni.

    farfalla fiore

    3Bee sostiene la legge sul ripristino della natura

    3Bee sostiene da sempre la legge sul ripristino della natura. Siamo la prima azienda del settore attiva nella tutela della biodiversità in linea con la Nature Restoration Law. Come affermato dopo la votazione dal relatore César Luena (S&D, ES): "Oggi è un grande giorno per l'Europa, perché passiamo dalla protezione e conservazione della natura al suo ripristino". 3Bee lavora proprio in questo senso: i suoi principali pilastri sono monitoraggio, rigenerazione e divulgazione e guidano l'approccio scientifico e tecnologico alla tutela della biodiversità. In occasione dell'approvazione della legge sul ripristino della natura, evidenziamo l'importanza di tutelare la biodiversità e la possibilità per cittadini, enti e imprese virtuosi di aderire a progetti di rigenerazione tangibili e misurabili, come le Oasi della Biodiversità.

    Di 27 febbraio 2024
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    Domande Frequenti

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    Legge sul ripristino della natura: quando è stata approvata?

    329 voti favorevoli, 275 contrari e 24 astensioni: la legge sul ripristino della natura è stata approvata il 27 febbraio 2024 dall’Unione Europea. Un consenso significativo per il nuovo testo, frutto di un lungo processo di negoziazione tra le istituzioni europee, che oggi ha ricevuto il via libera dell’Eurocamera a Strasburgo. La legge sul ripristino della natura risponde alle aspettative dei cittadini in materia di protezione e ripristino della biodiversità, oltre a rappresentare un passo importante nel raggiungimento degli obiettivi dell’UE in materia di clima e biodiversità, nel rispetto del quadro globale di Kunming-Montréal per la biodiversità adottato nel 2022 durante la COP15.

    Legge sul ripristino della natura: quali sono gli obiettivi?

    Il contesto di partenza non ha bisogno di spiegazioni: oltre l’80% degli habitat europei è in condizioni di degrado. Un dato allarmante, che evidenzia l’urgenza di intraprendere azioni concrete. Grazie alla legge sul ripristino della natura, i Paesi dell’UE dovranno ripristinare almeno il 30% delle aree terrestri e marine degradate (foreste, praterie, zone umide, fiumi, laghi, coralli) entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050. Sarà importante garantire che le zone ripristinate non tornino a deteriorarsi, adottando piani nazionali di ripristino con obiettivi e attività ben definite. Inoltre, i Paesi dell’UE dovranno dare precedenza, fino al 2030, alle zone Natura 2000. Secondo la Commissione europea, i benefici saranno sia ambientali che economici: ogni euro investito nel ripristino degli ecosistemi andrà a tradursi in almeno 8 euro guadagnati. Infine, la legge consente il rinvio di alcuni obiettivi qualora emergessero timori nell’ambito della sicurezza alimentare.

    Qual è l'impatto sugli ecosistemi agricoli?

    La legge sul ripristino della natura richiede ai Paesi dell’UE di raggiungere un trend positivo in almeno due dei dei seguenti indicatori: indice delle farfalle comuni, percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità, stock di carbonio organico nei terreni minerali coltivati. L’obiettivo è di migliorare la biodiversità negli ecosistemi agricoli. “Dovranno anche adottare misure per migliorare l'indice dell'avifauna comune, dato che gli uccelli sono un buon indicatore dello stato di salute generale della biodiversità”. Inoltre, i Paesi membri dovranno ripristinare almeno il 30% delle torbiere - una delle soluzioni più economiche per ridurre le emissioni nel settore agricolo - drenate entro il 2030, il 40% entro il 2040 e il 50% entro il 2050.

    Legge sul ripristino della natura: quando entra in vigore?

    La legge sul ripristino della natura obbliga i Paesi dell’UE a raggiungere un trend positivo anche in diversi indicatori che riguardano gli ecosistemi forestali, oltre a piantare tre miliardi di nuovi alberi. Infine, sarà necessario ripristinare almeno 25.000 km di fiumi, trasformandoli in fiumi a scorrimento libero, garantendo che non ci sia alcun tipo di perdita netta, né a livello di superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani, né di copertura arborea urbana. Ma quali sono i prossimi step? Il testo della legge sul ripristino della natura dovrà essere approvato anche dal Consiglio, dopodiché sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore dopo venti giorni.

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