The Great Meltdown 2: Emilia sott’acqua

    The Great Meltdown 2 è il sequel del film di 3Bee che documenta il cambiamento climatico dal punto di vista dell'insieme delle azioni-alterazioni dell'uomo sugli ecosistemi e la biodiversità. Scopri il quarto episodio dedicato alla devastante alluvione avvenuta nell'estate 2023 in Emilia Romagna.
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    TGM 2 Emilia sott'acqua

    The Great Meltdown: il film sui cambiamenti climatici

    The Great Meltdown è il "film" che è sotto i nostri occhi ogni giorno: gli effetti reali e pericolosi del cambiamento climatico, che stanno colpendo tutti. A differenza del primo docu-film, che esplorava i disastri ambientali causati direttamente dalle azioni umane, questa nuova stagione si concentra sugli effetti devastanti degli eventi climatici estremi. Le puntate saranno 5 e usciranno con cadenza settimanale durante il mese di novembre 2023.
    - Episodio 1: Milano di fuoco, le isole di calore
    - Episodio 2: Vaia, una tempesta da ricordare
    - Episodio 3: Invasione silente, granchio blu e specie aliene
    - Episodio 4: Grandinate estreme, il nuovo normale
    - Episodio 5: Emilia Sott'acqua

    alluvione Emilia

    La disastrosa alluvione in Emilia Romagna

    Ventuno fiumi esondati, Trentaduemila sfollati, sedici vittime, più di mille frane e danni per 1,5 miliardi di euro. Questo è il bilancio della disastrosa alluvione avvenuta la scorsa estate in Emilia Romagna: gli argini dei fiumi si sono rotti e hanno allagato totalmente la Pianura Padana, dando vita a un disastro mai visto prima. Il team di 3Bee ha voluto raccontare questo evento climatico estremo nella quinta e ultima puntata di The Great Meltdown 2, intitolata Emilia sott’acqua, andando a visitare una delle zone più colpite, la provincia di Faenza, che è stata totalmente sommersa. Luca Alvisi, un edicolante della zona, ci ha raccontato che “l’acqua è arrivata a raggiungere i sei metri e il fiume è esondato, trascinando via auto, cassonetti e rompendo tutto. Non avremmo mai pensato che sarebbe potuta succedere una cosa di questo genere”.

    Emilia Romagna alluvione

    Alluvione in Emilia: la testimonianza dell'edicolante Luca

    “I giorni precedenti il disastro, prima del 16 maggio, i meteorologi dicevano che sarebbe arrivata una perturbazione molto più potente delle precedenti, c'era qualcosa nell'aria.” Luca lavora come edicolante da 13 anni in un quartiere vicino alle rive del fiume Lamone, che il 16 maggio 2023 ha esondato. “Abbiamo tolto 30 centimetri di fango dal tetto. Quando siamo entrati per la prima volta, c'erano 50 centimetri di fango per terra e non riuscivo a camminare perché il fango teneva giù gli stivali e quindi ad ogni passo mi uscivano i piedi dagli stivali. Era tutto rovesciato, le cose galleggiavano, il controsoffitto si era impregnato d'acqua, stava crollando, l'abbiamo smantellato subito.” Una situazione surreale, che purtroppo è realmente accaduta. E ad oggi non tutti i danni sono stati riparati.

    Alluvione Emilia Romagna

    In Emilia Romagna il suolo non è in grado di drenare l’acqua

    Negli ultimi millenni, la Pianura Padana è stata bonificata: abbiamo creato canali, abbiamo canalizzato fiumi, abbiamo distrutto boschi ripariali e ora il 40% di tutta la terra è coltivata a monocoltura, in condizioni aride. Questo fa sì che il suolo diventi totalmente impermeabile e incapace di drenare l’acqua. L’Emilia Romagna è a rischio medio-alto per alluvioni eppure questa Regione è la terza per aumento di consumo di suolo a livello urbano e soprattutto agricolo. Il suolo dovrebbe essere l'unico alleato contro queste alluvioni, ma nella situazione in cui si trova attualmente l’Emilia Romagna, questo è purtroppo impossibile. L'edicolante intervistato da 3Bee ha sottolineato che ”il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti, il clima ormai è imprevedibile. Bisogna prevenire sia con le opere idrauliche, quindi cercando di allargare il letto del fiume, ma anche noi dobbiamo stare più attenti a quello che facciamo tutti i giorni.”

    Conselice

    Conselice, il Comune più colpito dall’alluvione

    Uno dei Comuni che più ha risentito dell’alluvione in Emilia Romagna è Conselice, in provincia di Ravenna. Un paese di poco meno di diecimila abitanti rimasto sott’acqua per oltre venti giorni, tanto da imputridire e creare un vero e proprio rischio pandemico. Conselice si trova in una conca e per svuotarla è stato necessario attendere le enormi idrovore che sono arrivate solo dopo più di venti giorni. Le case però erano ormai distrutte, tutto era da buttare. All’interno di questa puntata 3Bee ha intervistato un cittadino di Conselice che ha raccontato la sua tragica esperienza, sottolineando come sia necessario essere preparati per eventuali nuovi eventi estremi che ci troveremo ad affrontare nel prossimo periodo.

    Biodiversità: l'alleata per la resilienza climatica

    Ma qual è la soluzione a eventi come l’alluvione in Emilia Romagna? Possiamo gestire meglio i fiumi e i loro argini, ma prima o poi potranno di nuovo strabordare. “Dobbiamo capire che la biodiversità non è un nemico, ma la nostra prima alleata” afferma Niccolò Calandri, CEO di 3Bee. Continua dicendo che se prendessimo il 5% del terreno agricolo in Emilia Romagna e si creassero delle fasce ripariali lungo i fiumi queste, attraverso la loro preziosa capacità di drenaggio dell’acqua, aiuterebbero sicuramente a ridurre l’entità delle esondazioni più gravi. In questo contesto si inseriscono le Oasi della Biodiversità, di 3Bee: habitat urbani e agroforestali creati in zone a bassa biodiversità, con l’obiettivo di rigenerarla. Un primo passo verso la resilienza climatica attraverso un approccio innovativo basato sulla tecnologia per sviluppare un ecosistema resiliente: solo in questo modo possiamo difenderci da un futuro incontrollabile.

    Di Elena Fraccaro27 novembre 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Quando è avvenuta l'alluvione in Emilia Romagna?

    Ventuno fiumi esondati, Trentaduemila sfollati, sedici vittime, più di mille frane e danni per 1,5 miliardi di euro. Questo è il bilancio della disastrosa alluvione avvenuta la scorsa estate in Emilia Romagna: gli argini dei fiumi si sono rotti e hanno allagato totalmente la Pianura Padana, dando vita a un disastro mai visto prima. Il team di 3Bee ha voluto raccontare questo evento climatico estremo nella seconda puntata di The Great Meltdown 2, intitolata Emilia sott’acqua, andando a visitare una delle zone più colpite, la provincia di Faenza, che è stata totalmente sommersa.

    In che stato è il suolo in Emilia Romagna?

    Negli ultimi millenni, la Pianura Padana è stata bonificata: abbiamo creato canali, abbiamo canalizzato fiumi, abbiamo distrutto boschi ripariali e ora il 40% di tutta la terra è coltivata a monocoltura, in condizioni aride. Questo fa sì che il suolo diventi totalmente impermeabile e incapace di drenare l’acqua. L’Emilia Romagna è a rischio medio-alto per alluvioni eppure questa Regione è la terza per aumento di consumo di suolo a livello urbano e soprattutto agricolo. Il suolo dovrebbe essere l'unico alleato contro queste alluvioni, ma nella situazione in cui si trova attualmente l’Emilia Romagna, questo è purtroppo impossibile.

    Qual è stato il Comune più colpito dall'alluvione in Emilia?

    Uno dei Comuni che più ha risentito dell’alluvione in Emilia Romagna è Conselice, in provincia di Ravenna. Un paese di poco meno di diecimila abitanti rimasto sott’acqua per oltre venti giorni, tanto da imputridire e creare un vero e proprio rischio pandemico. Conselice si trova in una conca e per svuotarla è stato necessario attendere le enormi idrovore che sono arrivate solo dopo più di venti giorni. Le case però erano ormai distrutte, tutto era da buttare. All’interno di questa puntata 3Bee ha intervistato un cittadino di Conselice che ha raccontato la sua tragica esperienza, sottolineando come sia necessario essere preparati per eventuali nuovi eventi estremi che ci troveremo ad affrontare nel prossimo periodo

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