The Great Meltdown 2 - Vaia, una tempesta da ricordare

    The Great Meltdown 2 è il sequel del film di 3Bee con cui abbiamo inteso documentare il cambiamento climatico dal punto di vista dell'insieme delle azioni-alterazioni dell'uomo sugli ecosistemi e la biodiversità. Scopri il secondo episodio dedicato alla terribile tempesta Vaia del 2018.
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    TGM 2 VAIA

    The Great Meltdown: il film sui cambiamenti climatici

    The Great Meltdown è il "film" che è sotto i nostri occhi ogni giorno: gli effetti reali e pericolosi del cambiamento climatico, che stanno colpendo tutti. A differenza del primo docu-film, che esplorava i disastri ambientali causati direttamente dalle azioni umane, questa nuova stagione si concentra sugli effetti devastanti degli eventi climatici estremi. Le puntate saranno 5 e usciranno con cadenza settimanale durante il mese di novembre 2023.
    - Episodio 1: Milano di fuoco, le isole di calore
    - Episodio 2: Vaia, una tempesta da ricordare
    - Episodio 3: Invasione silente, granchio blu e specie aliene
    - Episodio 4: Grandinate estreme, il nuovo normale
    - Episodio 5: Emilia Sott'acqua - Coming Soon 27/11/2023

    tempesta Vaia danni

    Tempesta Vaia: la storia

    Cinque anni fa, le regioni italiane del Nord-Est, in particolare Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, furono colpite da quello che sarebbe diventato uno dei cicloni più devastanti degli ultimi decenni: la Tempesta Vaia. La curiosa origine del suo nome risale a Vaia Jakobs, la manager di una multinazionale tedesca, alla quale il fratello aveva voluto regalare il nome di un evento climatico estremo, senza sapere quale sarebbe stato. Ma dietro questo nome, si cela una realtà ben più drammatica: in soli 30 minuti, 15 milioni di alberi vennero rasi al suolo da raffiche di vento fino a 190-200 km/h. Un disastro climatico verificatosi perché i boschi erano costituiti esclusivamente da abeti rossi, alberi che un tempo erano una colonna portante degli ecosistemi forestali e che, di fronte a un evento climatico di questa portata, si sono rivelati vulnerabili, spezzandosi come stuzzicadenti.

    Piana di Marcesina

    La Piana di Marcesina come testimonianza della Tempesta Vaia

    In questo contesto 3Bee ha dedicato la seconda puntata di "The Great Meltdown 2" proprio alla Tempesta Vaia, raccontando la necessità di ripensare gli ecosistemi per renderli resilienti e l’importanza di rigenerare la biodiversità per raggiungere questo obiettivo. Le puntate del nuovo film saranno cinque in totale e usciranno con cadenza settimanale durante il mese di novembre 2023. Per la realizzazione di questa puntata, il team di 3Bee ha visitato i luoghi distrutti dalla Tempesta Vaia, fermandosi nella Piana di Marcesina che si è rivelata particolarmente evocativa, non tanto come epicentro del disastro, ma come testimonianza tangibile delle sue ripercussioni.

    Marco rifugio Valmaron

    La testimonianza di Marco, gestore del rifugio Valmaron

    Inoltre, il team di 3Bee ha intervistato chi ha vissuto questo disastro climatico in prima persona. Marco, il gestore del rifugio Valmaron a Inigo (VI), ha condiviso la sua storia: “i nostri boschi sono stati completamente distrutti dalla tempesta Vaia, la notte del 29 ottobre 2018. C’era vento dal pomeriggio e c’era già qualche albero che cadeva qua e là. A un certo punto è arrivato un vento fortissimo, che è durato circa mezz’ora, ed è stato traumatico. Hanno iniziato a dirmi che c’erano alberi che cadevano: pensavo a uno, due, tre, cinque alberi. Ma non avrei mai pensato che tutti i boschi qui intorno potessero essere letteralmente spazzati via”.

    bostrico

    La lotta al bostrico dopo la tempesta Vaia

    Un altro aspetto che testimonia le conseguenze di un ecosistema non resiliente, è l’infestazione epidemica del bostrico. Il bostrico è un piccolo coleottero presente naturalmente nei boschi di abete rosso dell’arco alpino. Si nutre infatti della corteccia degli abeti rossi, sviluppandosi sotto di essa e scavando intricate gallerie. La presenza di grandi quantitativi di abeti rossi danneggiati dispersi nei boschi ha permesso alle popolazioni di bostrico di passare da una presenza endemica ad una presenza epidemica: le cortecce degli abeti rossi sono ora devastate da questo coleottero. Si tratta della più grande infestazione da bostrico mai osservata prima sulle Alpi meridionali, che sta portando a ulteriori conseguenze: l'insetto, scavando un fitto reticolo di gallerie sotto la corteccia degli alberi, interrompe il flusso della linfa e li fa seccare in piedi.

    Oasi 3Bee per la resilienza climatica

    Eventi estremi come la tempesta Vaia, purtroppo, diventeranno sempre più frequenti e intensi. Se ad oggi abbiamo visto raffiche di vento fino a 190/200 km/h, domani potremmo affrontare tempeste da 250 km/h, come quelle già registrate in Francia. I nostri boschi sono in pericolo e l’intero ecosistema potrebbe subire gravi danni. Non possiamo più crescere foreste di monocolture, dobbiamo creare un paesaggio armonico, ma soprattutto una vera biodiversità resiliente al clima e agli eventi atmosferici che, a causa nostra, stanno diventando sempre più intensi e frequenti. Come? Con le Oasi della Biodiversità: terreni che vanno da 1 ettaro a 10 ettari e il cui obiettivo è di ricreare habitat per gli insetti impollinatori, assorbire CO2, depurare l'aria e ridurre l'effetto isole di calore. Lo scopo di 3Bee è di creare 10.000 Oasi della Biodiversità per sviluppare un ecosistema resiliente e difenderci da un futuro incontrollabile. Vuoi aiutarci a rigenerare la biodiversità?

    Di Elena Fraccaro6 novembre 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Quando e dove è avvenuta la Tempesta Vaia?

    Cinque anni fa, le regioni italiane del Nord-Est, in particolare Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, furono colpite da quello che sarebbe diventato uno dei cicloni più devastanti degli ultimi decenni: la Tempesta Vaia. La curiosa origine del suo nome risale a Vaia Jakobs, la manager di una multinazionale tedesca, alla quale il fratello aveva voluto regalare il nome di un evento climatico estremo, senza sapere quale sarebbe stato. Ma dietro questo nome, si cela una realtà ben più drammatica: in soli 30 minuti, 15 milioni di alberi vennero rasi al suolo da raffiche di vento fino a 190-200 km/h. Un disastro climatico verificatosi perché i boschi erano costituiti esclusivamente da abeti rossi, alberi che un tempo erano una colonna portante degli ecosistemi forestali e che, di fronte a un evento climatico di questa portata, si sono rivelati vulnerabili, spezzandosi come stuzzicadenti.

    Quali sono state le conseguenze della Tempesta Vaia?

    Un aspetto che testimonia le conseguenze di un ecosistema non resiliente, è l’infestazione epidemica del bostrico. Il bostrico è un piccolo coleottero presente naturalmente nei boschi di abete rosso dell’arco alpino. Si nutre infatti della corteccia degli abeti rossi, sviluppandosi sotto di essa e scavando intricate gallerie. La presenza di grandi quantitativi di abeti rossi danneggiati dispersi nei boschi ha permesso alle popolazioni di bostrico di passare da una presenza endemica ad una presenza epidemica: le cortecce degli abeti rossi sono ora devastate da questo coleottero. Si tratta della più grande infestazione da bostrico mai osservata prima sulle Alpi meridionali, che sta portando a ulteriori conseguenze: l'insetto, scavando un fitto reticolo di gallerie sotto la corteccia degli alberi, interrompe il flusso della linfa e li fa seccare in piedi.

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