Quali colori vedono le api?

    I sensi delle api sono altamente sviluppati, in particolare la vista. Le api infatti, possiedono cinque occhi e riescono a distinguere ben quattro colori. Esplora in questo articolo quali colori vedono le api e come il loro sistema visivo influisce sull'interazione con l'ambiente.
    Quali colori vedono le api?

    PROTEGGIAMO LE API

    ape

    Le api hanno cinque occhi

    Sapevate che le api possiedono cinque occhi e riescono a vedere a 280 gradi? Ebbene sì, le api hanno cinque occhi: due composti e tre semplici, detti occelli. Questi ultimi situati sulla parte superiore del capo sono rivolti verso l’alto e consentono loro di percepire la luce polarizzata e l’intensità della stessa. Gli occhi composti invece, sono più grandi e si trovano negli angoli superiori della testa. Questi due occhi permettono alle api di vedere l'ambiente circostante, di identificare i movimenti degli oggetti e di reagire in maniera rapida. Proprio come gli umani, le api sono in grado di riconoscere i volti, in quanto hanno la capacità di riconoscere forme e linee, come se fossero un pattern caratteristico che viene da loro memorizzato. Ma quali sono i colori che le api riescono a distinguere? Scopriamolo insieme.

    ape fiore rosso

    Come vedono le api

    Gli occhi composti delle api sono formati da qualche migliaio di specifici elementi chiamati ommatidi che includono al loro interno particolari cellule fotosensibili. Queste cellule riescono a percepire un panel di colori diverso dall’uomo, infatti riescono a discriminare il giallo, il blu, l'ultravioletto e il verde bluastro, ma non il rosso dal nero. Spesso accade che esse siano molto attratte da fiori rossi nonostante non riescano a coglierne il colore: questo è dovuto al fatto che questi fiori riflettano in toto o con determinati pattern, la luce ultravioletta, che le api riescono ad individuare molto bene. Oltre alla lunghezza d’onda, le api riescono a distinguere anche la polarizzazione della luce. Nell’ommatidio, vi è un’apposita cellula che svolge questo importante ruolo. L’abilità di distinguere la luce polarizzata nell’ultravioletto è indispensabile per il loro orientamento in giornate nuvolose laddove altre lunghezze d’onda risultano più disturbate.

    ape su fiore

    L'elaborazione dei colori nelle api: lo studio

    Ma come può un impollinatore come l'ape, percepire stabilmente i colori dei fiori nonostante i continui e rapidi cambiamenti dell'illuminazione ambientale? Uno studio condotto da alcuni ricercatori australiani ha chiarito l’importante ruolo degli ocelli nello stabilizzare le tonalità di colore rilevate dagli occhi composti in condizioni di luminosità variabile. Gli ocelli sono dotati di fotorecettori, in grado di rilevare l’intensità luminosa ambientale nel campo del visibile e dell’UV mentre due occhi principali consentono invece di percepire i colori degli elementi presenti nell'ambiente. Secondo la ricerca, la percezione visiva degli ocelli va ad integrarsi a quella degli occhi composti consentendo al cervello delle api di elaborare immagini con un qualità cromatica ottimale in tutte le condizioni di luminosità. Questo studio ha dimostrato che gli ocelli agiscono come modulatori nella stessa regione cerebrale dove affluiscono i segnali derivati dagli occhi composti.

    fiore ape

    I fiori si sono adattati al sistema visivo delle api

    Un ulteriore studio ha dimostrato che, quando sono apparse le prime angiosperme nel mesozoico (tra i 252 e i 66 milioni di anni fa) le api avevano già sviluppato il sistema visivo per la percezione dei colori. Questa struttura, rimasta ad oggi pressoché invariata, si è dimostrata essere una scelta vincente in quanto anche le piante hanno sviluppato tonalità sempre più vivaci ottimizzate per essere rilevate dal sistema visivo degli impollinatori e attrarli a sé con maggior forza. In principio i fiori erano probabilmente di colore giallo-verde opaco e venivano impollinati da Ditteri (mosche) ma in seguito, con l’avvento delle prime api, svilupparono nuove combinazioni cromatiche più brillanti in grado di adattarsi al meglio alle capacità visive delle api. Il processo di selezione naturale sembra aver favorito quelle tonalità di colore che, agli occhi degli impollinatori, permettevano ai fiori di distinguersi meglio dal background circostante.

    impollinatori 3Bee oasi

    Oasi 3Bee per la tutela degli insetti impollinatori

    La ricerca presentata sottolinea ulteriormente il ruolo cruciale delle api e degli insetti impollinatori per i nostri ecosistemi. L'evoluzione fiorale è infatti strettamente correlata agli insetti impollinatori, che hanno bisogno di essere protetti insieme ai loro habitat. In questo contesto si inserisce 3Bee: il monitoraggio è uno dei nostri 3 principali pilastri, infatti il nostro approccio si basa sulla raccolta di dati a partire da tecnologie proprietarie che ci permettono di monitorare la salute delle api, degli impollinatori e la loro connessione con gli ecosistemi. 3Bee guida la creazione di Oasi della Biodiversità: habitat urbani e agroforestali creati in zone a bassa biodiversità, con l'obiettivo di rigenerarla. Luoghi in cui tecnologia e natura si fondono, per monitorare lo stato di salute dell'area e che aiutano a mantenere le popolazioni di impollinatori fornendo loro risorse nutritive.

    Di Elena Fraccaro12 febbraio 2024
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Quanti occhi hanno le api?

    Le api hanno cinque occhi: due composti e tre semplici, detti occelli. Questi ultimi situati sulla parte superiore del capo sono rivolti verso l’alto e consentono loro di percepire la luce polarizzata e l’intensità della stessa. Gli occhi composti invece, sono più grandi e si trovano negli angoli superiori della testa. Questi due occhi permettono alle api di vedere l'ambiente circostante, di identificare i movimenti degli oggetti e di reagire in maniera rapida. Proprio come gli umani, le api sono in grado di riconoscere i volti, in quanto hanno la capacità di riconoscere forme e linee, come se fossero un pattern caratteristico che viene da loro memorizzato

    Quali colori vedono le api?

    Gli occhi composti delle api sono formati da qualche migliaio di specifici elementi chiamati ommatidi che includono al loro interno particolari cellule fotosensibili. Queste cellule riescono a percepire un panel di colori diverso dall’uomo, infatti riescono a discriminare il giallo, il blu, l'ultravioletto e il verde bluastro, ma non il rosso dal nero. Spesso accade che esse siano molto attratte da fiori rossi nonostante non riescano a coglierne il colore: questo è dovuto al fatto che questi fiori riflettano in toto o con determinati pattern, la luce ultravioletta, che le api riescono ad individuare molto bene. Oltre alla lunghezza d’onda, le api riescono a distinguere anche la polarizzazione della luce. Nell’ommatidio, vi è un’apposita cellula che svolge questo importante ruolo. L’abilità di distinguere la luce polarizzata nell’ultravioletto è indispensabile per il loro orientamento in giornate nuvolose laddove altre lunghezze d’onda risultano più disturbate.

    Come fa l'ape a percepire stabilmente i colori dei fiori?

    Ma come può un impollinatore come l'ape, percepire stabilmente i colori dei fiori nonostante i continui e rapidi cambiamenti dell'illuminazione ambientale? Uno studio condotto da alcuni ricercatori australiani ha chiarito l’importante ruolo degli ocelli nello stabilizzare le tonalità di colore rilevate dagli occhi composti in condizioni di luminosità variabile. Gli ocelli sono dotati di fotorecettori, in grado di rilevare l’intensità luminosa ambientale nel campo del visibile e dell’UV mentre due occhi principali consentono invece di percepire i colori degli elementi presenti nell'ambiente. Secondo la ricerca, la percezione visiva degli ocelli va ad integrarsi a quella degli occhi composti consentendo al cervello delle api di elaborare immagini con qualità cromatica ottimale in tutte le condizioni di luminosità. Questo studio ha dimostrato che gli ocelli agiscono come modulatori nella stessa regione cerebrale dove affluiscono i segnali derivati dagli occhi composti.

    I fiori si sono adattati al sistema visivo delle api?

    Uno studio ha dimostrato che, quando sono apparse le prime angiosperme nel mesozoico (tra i 252 e i 66 milioni di anni fa) le api avevano già sviluppato il sistema visivo per la percezione dei colori. Questa struttura, rimasta ad oggi pressoché invariata, si è dimostrata essere una scelta vincente in quanto anche le piante hanno sviluppato tonalità sempre più vivaci ottimizzate per essere rilevate dal sistema visivo degli impollinatori e attrarli a sé con maggior forza. In principio i fiori erano probabilmente di colore giallo-verde opaco e venivano impollinati da Ditteri (mosche) ma in seguito, con l’avvento delle prime api, svilupparono nuove combinazioni cromatiche più brillanti in grado di adattarsi al meglio alle capacità visive delle api. Il processo di selezione naturale sembra aver favorito quelle tonalità di colore che, agli occhi degli impollinatori, permettevano ai fiori di distinguersi meglio dal background circostante.

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