I pesci marini sono minacciati dal cambiamento climatico
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    I pesci marini sono minacciati dal cambiamento climatico

    Mentre molte specie animali migrano verso zone più fredde per sfuggire alle temperature elevate causate dal cambiamento climatico, questa strategia, in genere vincente, sembra non funzionare nel caso dei pesci marini, come evidenziato da un recente studio.

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    05/04/2024Di Alessia Mircoli
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    05/04/2024Di Alessia Mircoli
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    Il declino delle popolazioni dei pesci marini

    È ormai ben noto che l'aumento repentino delle temperature, verificatosi nell'ultimo secolo, sta mettendo sempre più a rischio l'ambiente e la biodiversità. Moltissime specie, al fine di contrastare gli effetti del cambiamento climatico, tendono a spostarsi verso i poli in cerca di territori più freschi. Questi spostamenti, secondo molti studiosi, dovrebbero giovare a tali specie, le quali, trovando un habitat più ospitale e meno caldo, dovrebbero riuscire a sopravvivere e riprodursi senza intoppi. Tuttavia, uno studio recente pubblicato su Nature Ecology & Evolution che ha analizzato le migrazioni di diverse specie di pesci marini, ha rivelato un preoccupante declino nelle popolazioni di specie che si spostano verso nuove aree per sfuggire agli impatti del cambiamento climatico.

    pesci in mare

    Svolgimento dello studio

    Per prevedere gli effetti dei cambiamenti climatici, è buona pratica studiare il collegamento tra le velocità di spostamento degli animali e le tendenze delle loro popolazioni, cioè analizzare se queste sono in fase di crescita o di decrescita. In questo caso, per giungere alla conclusione accennata precedentemente, il team di ricercatori ha esaminato dati provenienti da due vasti database riguardanti le popolazioni di specie marine che si spostano in risposta al cambiamento climatico. La loro analisi si è concentrata su 146 specie, principalmente presenti nelle regioni temperate e subpolari.

    codici
    3Bee

    I risultati dello studio

    L'analisi dei dati ha condotto a risultati sorprendenti. I ricercatori hanno notato che le specie che si spostano rapidamente verso nord stanno sperimentando un notevole declino delle loro popolazioni, a differenza di quelle che non hanno lasciato il loro areale. In particolare, sembra che a diminuire siano gli esemplari che risiedono nelle zone settentrionali del loro areale al contrario di quelli presenti al centro di quest’ultimo. I ricercatori hanno scoperto che le specie con un alto tasso di migrazione, che possono coprire fino a 17 km all'anno, mostrano una diminuzione del 50% delle loro dimensioni popolazionali in un arco di soli 10 anni. Questo dato è significativamente più drammatico rispetto alle tendenze generali delle specie che rimangono stabili nel loro habitat.

    pesci morti

    Adattamento lento, declino rapido

    Il percorso evolutivo che ha portato gli esseri viventi al loro attuale stadio ha richiesto milioni di anni. Tuttavia, i cambiamenti climatici hanno stravolto gli equilibri degli ecosistemi in un lasso di tempo incredibilmente breve. Questo improvviso cambiamento, purtroppo, non ha permesso alle diverse specie di adattarsi morfologicamente e fisiologicamente alle nuove condizioni climatiche, rendendole vulnerabili agli effetti distruttivi dell'alterazione del clima. I ricercatori, infatti, suggeriscono che le popolazioni di pesci analizzate in questo studio stiano diminuendo proprio perché appartengono a specie incapaci di adattarsi rapidamente ai mutamenti climatici, il che spiegherebbe perché non riescono a sopravvivere a questo repentino aumento delle temperature.

    evoluzione dell'uomo
    3Bee

    Impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini

    Studi come questo dimostrano quanto i cambiamenti climatici stiano danneggiando il pianeta e compromettendo seriamente la sopravvivenza delle specie ittiche. Tuttavia, è bene sottolineare che, oltre all'effetto diretto sulle popolazioni di pesci, i cambiamenti climatici stanno anche influenzando gli ecosistemi marini in modi ampi e complessi. Le variazioni nella distribuzione e nell'abbondanza delle specie possono avere ripercussioni su tutto l'ecosistema, alterando le dinamiche delle catene alimentari e dei rapporti predatore-preda. Questi cambiamenti possono causare effetti a catena che si propagano attraverso gli habitat marini e non solo, minacciando la stabilità dell'intero ecosistema.

    iceberg

    Gli oceani del futuro

    Negli ultimi decenni, si sono verificati notevoli cambiamenti nel biota dei sistemi marini, come l'eliminazione dei grandi predatori e significative variazioni nella distribuzione e nella stagionalità del plancton marino. In questo scenario, cresce la preoccupazione che gli oceani possano essere sempre più dominati dalle meduse. Si ipotizza che le loro popolazioni possano aumentare per diversi motivi: in primo luogo, potrebbero beneficiare indirettamente della pesca, in cui l'uomo prende di mira le specie ittiche più grandi e pregiate all'apice della piramide ecologica e, dopo aver esaurito questi stock, scende al livello trofico successivo, e così via. In secondo luogo, le mutevoli condizioni ambientali e le fluttuazioni climatiche sembrano favorire le meduse a scapito di altre specie marine. Questa è solo un’ipotesi, ma basta per far capire quanto le azioni dell’uomo possono stravolgere completamente l’ambiente e la biodiversità.

    meduse in mare

    Ricerca e Innovazione Tecnologica

    Le motivazioni per le quali si è verificato tale declino, non sono ancora del tutto chiare. Quelle proposte dai ricercatori sono solo teorie che, in quanto tali, dovrebbero essere approfondite con ulteriori studi. Investire nella ricerca scientifica e nello sviluppo di tecnologie innovative può svolgere un ruolo fondamentale nel comprendere le risposte degli organismi al cambiamento climatico e cercare di contrastare i suoi effetti. In questo contesto, 3Bee si impegna sviluppando tecnologie per il monitoraggio della biodiversità terrestre come il protocollo Element-E, basato su bioacustica e remote sensing. Nuovi strumenti e metodologie come questa possono aiutare a monitorare più efficacemente le variazioni ambientali e le popolazioni animali, tra cui quelle ittiche, fornendo dati più accurati per guidare le decisioni di gestione e conservazione, oltre a portare a soluzioni creative per affrontare specifici problemi legati ai cambiamenti climatici.

    laboratorio

    Commercio Responsabile e Gestione delle Risorse

    Un'altra importante strategia per proteggere gli oceani è promuovere il commercio responsabile e una gestione sostenibile delle risorse marine. Ciò significa adottare pratiche di pesca sostenibili che limitino l'eccesso di cattura e il danneggiamento degli ecosistemi marini. Allo stesso tempo, è importante combattere il commercio illegale di specie marine minacciate e promuovere la conservazione degli habitat critici, come le mangrovie, le praterie di alghe e le barriere coralline, che svolgono un ruolo fondamentale nella salute degli oceani e nel sostentamento delle comunità costiere.

    mangrovie

    Collaborazione tra Settori

    Affrontare efficacemente i cambiamenti climatici e proteggere gli ecosistemi marini richiede la collaborazione e l'impegno di governi, organizzazioni non governative, settore privato, comunità locali e singoli individui. La cooperazione tra diversi settori può favorire lo scambio di conoscenze, risorse e esperienze, consentendo la creazione di soluzioni innovative e sostenibili. Inoltre, coinvolgere attivamente le comunità locali e le parti interessate nelle decisioni di gestione può aumentare l'efficacia delle politiche e dei programmi di conservazione, garantendo un maggiore sostegno e coinvolgimento delle persone.

    unione fa la forza

    Educazione e Consapevolezza Pubblica

    Infine, è di fondamentale importanza diffondere una maggiore consapevolezza riguardo ai cambiamenti climatici e ai loro impatti, non solo sugli ecosistemi marini, ma sull'intero pianeta. Sebbene molte persone siano consapevoli dell'esistenza dei cambiamenti climatici, non tutti comprendono appieno l'estensione dei danni che questi fenomeni stanno causando al pianeta. Sensibilizzare il pubblico sull'importanza della conservazione dell'ambiente e della biodiversità può svolgere un ruolo cruciale nel promuovere un cambiamento comportamentale e nell'incoraggiare azioni concrete per proteggere l’ambiente. Dobbiamo sempre tenere presente che la Terra non è di nostra proprietà, ma piuttosto è una casa che condividiamo con innumerevoli forme di vita. È nostro dovere, quindi, prendercene cura e abbandonare l'idea che possiamo plasmarla a nostro piacimento.

    terra
    05/04/2024Di Alessia Mircoli
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